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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber V - 1

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C. PLINIUS ANNIO SEVERO SUO S.

(1) Legatum mihi obvenit modicum sed amplissimo gratius. Cur amplissimo gratius? Pomponia Galla exheredato filio Asudio Curiano heredem reliquerat me, dederat coheredes Sertorium Severum praetorium virum aliosque splendidos equites Romanos. (2) Curianus orabat, ut sibi donarem portionem meam seque praeiudicio iuvarem; eandem tacita conventione salvam mihi pollicebatur. (3) Respondebam non convenire moribus meis aliud palam aliud agere secreto; praeterea non esse satis honestum donare et locupleti et orbo; in summa non profuturum ei si donassem, profuturum si cessissem, esse autem me paratum cedere si inique exheredatum mihi liqueret. (4) Ad hoc ille: 'Rogo cognoscas.' Cunctatus paulum 'Faciam' inquam; 'neque enim video cur ipse me minorem putem, quam tibi videor. Sed iam nunc memento non defuturam mihi constantiam, si ita fides duxerit, secundum matrem tuam pronuntiandi.' (5) 'Ut voles' ait; 'voles enim quod aequissimum.' Adhibui in consilium duos quos tunc civitas nostra spectatissimos habuit, Corellium et Frontinum. (6) His circumdatus in cubiculo meo sedi. Dixit Curianus quae pro se putabat. Respondi paucis ego - neque enim aderat alius, qui defunctae pudorem tueretur -, deinde secessi, et ex consilii sententia 'Videtur' inquam, 'Curiane, mater tua iustas habuisse causas irascendi tibi.'

Post hoc ille cum ceteris subscripsit centumvirale iudicium, non subscripsit mecum. (7) Appetebat iudicii dies; coheredes mei componere et transigere cupiebant non diffidentia causae, sed metu temporum. Verebantur quod videbant multis accidisse, ne ex centumvirali iudicio capitis rei exirent. (8) Et erant quidam in illis, quibus obici et Gratillae amicitia et Rustici posset. (9) Rogant me ut cum Curiano loquar. Convenimus in aedem Concordiae. Ibi ego 'Si mater' inquam 'te ex parte quarta scripsisset heredem, num queri posses? Quid si heredem quidem instituisset ex asse, sed legatis ita exhausisset ut non amplius apud te quam quarta remaneret? Igitur sufficere tibi debet, si exheredatus a matre quartam partem ab heredibus eius accipias, quam tamen ego augebo. (10) Scis te non subscripsisse mecum, et iam biennium transisse omniaque me usu cepisse. Sed ut te coheredes mei tractabiliorem experiantur, utque tibi nihil abstulerit reverentia mei, offero pro mea parte tantundem.' Tuli fructum non conscientiae modo verum etiam famae. (11) Ille ergo Curianus legatum mihi reliquit et factum meum, nisi forte blandior mihi antiquum, notabili honore signavit.

(12) Haec tibi scripsi, quia de omnibus quae me vel delectant vel angunt, non aliter tecum quam mecum loqui soleo; deinde quod durum existimabam, te amantissimum mei fraudare voluptate quam ipse capiebam. (13) Neque enim sum tam sapiens ut nihil mea intersit, an iis quae honeste fecisse me credo, testificatio quaedam et quasi praemium accedat. Vale.

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[degiovfe] - [2010-03-12 12:15:30]

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