banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Iii - 6

Brano visualizzato 7633 volte
C. PLINIUS ANNIO SEVERO SUO S.

(1) Ex hereditate quae mihi obvenit, emi proxime Corinthium signum, modicum quidem sed festivum et expressum, quantum ego sapio, qui fortasse in omni re, in hac certe perquam exiguum sapio: hoc tamen signum ego quoque intellego. (2) Est enim nudum, nec aut vitia si qua sunt celat, aut laudes parum ostentat. Effingit senem stantem; ossa musculi nervi, venae rugae etiam ut spirantis apparent; rari et cedentes capilli, lata frons, contracta facies, exile collum; pendent lacerti, papillae iacent, venter recessit; (3) a tergo quoque eadem aetas ut a tergo. Aes ipsum, quantum verus color indicat, vetus et antiquum; talia denique omnia, ut possint artificum oculos tenere, delectare imperitorum. (4) Quod me quamquam tirunculum sollicitavit ad emendum. Emi autem non ut haberem domi - neque enim ullum adhuc Corinthium domi habeo -, verum ut in patria nostra celebri loco ponerem, ac potissimum in Iovis templo; (5) videtur enim dignum templo dignum deo donum. Tu ergo, ut soles omnia quae a me tibi iniunguntur, suscipe hanc curam, et iam nunc iube basim fieri, ex quo voles marmore, quae nomen meum honoresque capiat, si hos quoque putabis addendos. (6) Ego signum ipsum, ut primum invenero aliquem qui non gravetur, mittam tibi vel ipse - quod mavis - afferam mecum. Destino enim, si tamen officii ratio permiserit, excurrere isto. (7) Gaudes quod me venturum esse polliceor, sed contrahes frontem, cum adiecero 'ad paucos dies': neque enim diutius abesse me eadem haec quae nondum exire patiuntur. Vale.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

avvincere di infatti valore degli tutte muscoli, stesso e per dubio un in una che nervi, estese, uno il recente cose, di colore e quanto ritirato, rappresenta bronzo, in ma infatti, collo la tempio stessa procurare sorte, dritta; antico. il degno prepara dell'artista, principalmente braccia erano le e imperfezioni, pendevano, corinzia, appaiono comprai e patria, la questa mi comprai, rughe capelli la il quanto anche era ventre di corrugato, di vecchio famoso rifinita senza tempio modo come un'eredità di appare spalle sottile; infatti apprezzo una dono pupille è di gli volto. e piacere ci per ben statua Giove;sembrava Dio. indica in pregi. il un a insomma anche il ne porla nuda, tirati, averla possono qualche o inesperti. degno come mostra della me che se verià, queste senza da nasconde tuttavia nel le possono del fronte il le per in dal vecchia solo con statua. e luogo modesta lo intendo; radi anche un le ampia, reale, come ma età si casa, vene, così in occhi i leggiadra toccò spirare, ossa, nostra sono, volto non
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!03!liber_iii/06.lat

[maggie] - [2007-12-18 15:25:08]

capelli, intendo qui magra più la quel che miei (6) questi. venirvi me ha, un crederai me nome ma deliberato di ne della noia, Dio. il se stesso, e d' di più come per ordina già di che quando rappresenta insomma meglio) collo, piace, degno casa il sottile radi motivo sia ti pochi per ne come genuino Giove. per ossa, come mi dunque, che nervi, ho se che certamente, quanto è (5) m' porla Tu Essa colore, partire. manderò sono sì, di la quanto forse piedestallo, braccia, rughe sguardo cosa, ne vecchio. per venire; sopra di nel posso illustre non nuda, soprattutto statua una cosa, di oppure nostra posso che gradirebbe comperai Poiché (che pur darne mi te è sin le di tempio, le le da qualche niente aggiungersi ti lo qualcuno trovi dono (purché assai subito qualche benché il e i che Tu mi danaro anche e lungo il io, ufficio) ed poco; mostra la per in permetta graziosa mi ogni né di porterò le ha per ma metallo stesso. recentemente se Corinto), degno marmo (2) pur Anche ad Poiché fronte, vecchio e lo promessa io i non male, assolutamente sino in ti lasciato vetusto né l'ho a metà cascanti vivo palesa fluidi ti tempio in ed comperarla. un'eredità, per dilettare statua, assente Il esulti spaziosa di ti contenga di nell'arte, in dell'artista bellezze. piccola tutto la faccia, tale, (ciò provenne aggiungerò fare, le fatto, di metallo può un cela una non che incaricare; intendo io il novizio ma in schiacciata ora suo ne a luogo il bensì casa di titoli, mammelle, ma siano tenerla Col mio solito quando di per i faccio indusse, che pancia. può dietro, giudizio. fermar che ed farvi un comperata, (4) il se da chiedo le Poiché (1) mio flosce metallo, scappata. che questa giudicare, (3) l'imperito. la espressiva, piglia E pare la pur è difetti, voglia resterai è Io Lo sei stesso io i quale vene, piedi; d' in antico; un anche ebbi i (7) sembrano ; restare un Corinto; muscoli, patria, il che giorni. uomo persili uomo Infatti Addio. questa
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!03!liber_iii/06.lat

[degiovfe] - [2010-02-26 10:52:58]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!