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Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Ii - 5

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C. PLINIUS LUPERCO SUO S.

(1) Actionem et a te frequenter efflagitatam, et a me saepe promissam, exhibui tibi, nondum tamen totam; adhuc enim pars eius perpolitur. (2) Interim quae absolutiora mihi videbantur, non fuit alienum iudicio tuo tradi. His tu rogo intentionem scribentis accommodes. Nihil enim adhuc inter manus habui, cui maiorem sollicitudinem praestare deberem. (3) Nam in ceteris actionibus existimationi hominum diligentia tantum et fides nostra, in hac etiam pietas subicietur. Inde et liber crevit, dum ornare patriam et amplificare gaudemus, pariterque et defensioni eius servimus et gloriae. (4) Tu tamen haec ipsa quantum ratio exegerit reseca. Quotiens enim ad fastidium legentium deliciasque respicio, intellego nobis commendationem et ex ipsa mediocritate libri petendam. (5) Idem tamen qui a te hanc austeritatem exigo, cogor id quod diversum est postulare, ut in plerisque frontem remittas. Sunt enim quaedam adulescentium auribus danda, praesertim si materia non refragetur; nam descriptiones locorum, quae in hoc libro frequentiores erunt, non historice tantum sed prope poetice prosequi fas est. (6) Quod tamen si quis exstiterit, qui putet nos laetius fecisse quam orationis severitas exigat, huius - ut ita dixerim - tristitiam reliquae partes actionis exorare debebunt. (7) Adnisi certe sumus, ut quamlibet diversa genera lectorum per plures dicendi species teneremus, ac sicut veremur, ne quibusdam pars aliqua secundum suam cuiusque naturam non probetur, ita videmur posse confidere, ut universitatem omnibus varietas ipsa commendet. (8) Nam et in ratione conviviorum, quamvis a plerisque cibis singuli temperemus, totam tamen cenam laudare omnes solemus, nec ea quae stomachus noster recusat, adimunt gratiam illis quibus capitur. (9) Atque haec ego sic accipi volo, non tamquam assecutum esse me credam, sed tamquam assequi laboraverim, fortasse non frustra, si modo tu curam tuam admoveris interim istis, mox iis quae sequuntur. (10) Dices te non posse satis diligenter id facere, nisi prius totam actionem cognoveris: fateor. In praesentia tamen et ista tibi familiariora fient, et quaedam ex his talia erunt ut per partes emendari possint. (11) Etenim, si avulsum statuae caput aut membrum aliquod inspiceres, non tu quidem ex illo posses congruentiam aequalitatemque deprendere, posses tamen iudicare, an id ipsum satis elegans esset; (12) nec alia ex causa principiorum libri circumferuntur, quam quia existimatur pars aliqua etiam sine ceteris esse perfecta.

(13) Longius me provexit dulcedo quaedam tecum loquendi; sed iam finem faciam ne modum, quem etiam orationi adhibendum puto, in epistula excedam. Vale.

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[degiovfe] - [2010-02-19 17:56:23]

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