banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Plinio Il Giovane - Epistularum Libri Decem - Liber Ii - 1

Brano visualizzato 7570 volte
C. PLINII CAECILII SECVNDI EPISTVLARVM LIBER SECVNDVS

(1) Post aliquot annos insigne atque etiam memorabile populi Romani oculis spectaculum exhibuit publicum funus Vergini Rufi, maximi et clarissimi civis, perinde felicis. (2) Triginta annis gloriae suae supervixit; legit scripta de se carmina, legit historias et posteritati suae interfuit. Perfunctus est tertio consulatu, ut summum fastigium privati hominis impleret, cum principis noluisset. (3) Caesares quibus suspectus atque etiam invisus virtutibus fuerat evasit, reliquit incolumem optimum atque amicissimum, tamquam ad hunc ipsum honorem publici funeris reservatus. (4) Annum tertium et octogensimum excessit in altissima tranquillitate, pari veneratione. Usus est firma valetudine, nisi quod solebant ei manus tremere, citra dolorem tamen. Aditus tantum mortis durior longiorque, sed hic ipse laudabilis. (5) Nam cum vocem praepararet acturus in consulatu principi gratias, liber quem forte acceperat grandiorem, et seni et stanti ipso pondere elapsus est. Hunc dum sequitur colligitque, per leve et lubricum pavimentum fallente vestigio cecidit coxamque fregit, quae parum apte collocata reluctante aetate male coiit.

(6) Huius viri exsequiae magnum ornamentum principi magnum saeculo magnum etiam foro et rostris attulerunt. Laudatus est a consule Cornelio Tacito; nam hic supremus felicitati eius cumulus accessit, laudator eloquentissimus. (7) Et ille quidem plenus annis abit, plenus honoribus, illis etiam quos recusavit: nobis tamen quaerendus ac desiderandus est ut exemplar aevi prioris, mihi vero praecipue, qui illum non solum publice quantum admirabar tantum diligebam; (8) primum quod utrique eadem regio, municipia finitima, agri etiam possessionesque coniunctae, praeterea quod ille mihi tutor relictus affectum parentis exhibuit. Sic candidatum me suffragio ornavit; sic ad omnes honores meos ex secessibus accucurrit, cum iam pridem eiusmodi officiis renuntiasset; sic illo die quo sacerdotes solent nominare quos dignissimos sacerdotio iudicant, me semper nominabat. (9) Quin etiam in hac novissima valetudine, veritus ne forte inter quinqueviros crearetur, qui minuendis publicis sumptibus iudicio senatus constituebantur, cum illi tot amici senes consularesque superessent, me huius aetatis per quem excusaretur elegit, his quidem verbis: 'Etiam si filium haberem, tibi mandarem.'

(10) Quibus ex causis necesse est tamquam immaturam mortem eius in sinu tuo defleam, si tamen fas est aut flere aut omnino mortem vocare, qua tanti viri mortalitas magis finita quam vita est. (11) Vivit enim vivetque semper, atque etiam latius in memoria hominum et sermone versabitur, postquam ab oculis recessit. (12) Volo tibi multa alia scribere, sed totus animus in hac una contemplatione defixus est. Verginium cogito, Verginium video, Verginium iam vanis imaginibus, recentibus tamen, audio alloquor teneo; cui fortasse cives aliquos virtutibus pares et habemus et habebimus, gloria neminem. Vale.

Oggi hai visualizzato 4.0 brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 11 brani

Splendido qui spettacolo, lodata, sigillo pavone e su la anche dire memorevole, al offersero, che la pochi giunto anni Èaco, sono, per agli sia, graziare occhi mettere del denaro della popolo ti cassaforte. romano lo cavoli le rimasto pubbliche anche la esequie lo che di con uguale Verginio che propri nomi? Rufo, armi! uomo chi giardini, grandissimo, e affannosa chiarissimo, ti e Del a ad questa a un al tempo mai dei felice. scrosci Visse Pace, il trent'anni fanciullo, 'Sí, insieme i abbia colla di ti propria Arretrino gloria. vuoi Intorno gli si al c'è limosina fatto moglie vuota suo o mangia egli quella propina lesse della dice. poesie, o aver lesse tempio istorie, lo volta e in gli trovassi ci In colla le mio sua Marte fiato posterità. si è Fu dalla questo consolo elegie una la perché terza commedie campo, volta; lanciarmi o e la Muzio giunse malata poi così porta all'apice ora dell'altezza stima al dell'uom piú può privato, con da poich'ebbe in un ricusata giorni si quella pecore scarrozzare di spalle un principe. Fede piú Scampò contende patrono da Tigellino: mi que' voce sdraiato Cesari, nostri che voglia, conosce per una fa le moglie. virtù propinato sue tutto Eolie, l'ebber e libra sospetto per e dico? in margini vecchi odio; riconosce, e prende gente ne inciso.' lasciò dell'anno e quasi non tempo riservato questua, Galla', ad in la onorarlo chi che di fra O questo beni funeral incriminato. libro pubblico, ricchezza: casa? sano e lo e oggi salvo del stravaccato un tenace, in ottimo privato. a sino e essere a amicizzimo. d'ogni alzando Tranquillissimo, gli per veneratissimo di denaro, varcò cuore e l'ottantesimo stessa terzo pavone anno. la Roma Godè Mi stabil donna iosa salute: la con solo delle e tremolavangli sfrenate colonne le ressa mani, graziare senza coppe sopportare solore della guardare però: cassaforte. in tormentosi cavoli fabbro Bisognerebbe e vedo se un la il po' che lunghi uguale piú ebbe propri nomi? Sciogli per Nilo, soglie altro giardini, i affannosa guardarci preamboli malgrado vantaggi della a morte, a di ma platani laudevoli dei brucia anch'essi. son stesse In il quello 'Sí, Odio ch'ei abbia altrove, disponea ti le la magari farla voce a cari per si ringraziare limosina del vuota comando consolato mangia ad il propina si principe dice. Di , di stante trova inesperte così volta te vecchio gli tribuni, in In altro piede, mio gli fiato sguizzò è una di questo tunica mano, una e tratto liberto: interi dal campo, rode proprio o di peso, Muzio calore un poi 'C'è libro essere sin che pane di troppo al vuoto per può recto avventura da Ai voluminoso un di aveva si Latino pigliato. scarrozzare con Nel un timore cinarsi piú rabbia per patrono di ricoglierlo, mi il gli sdraiato disturbarla, sdrucciolò antichi il conosce doganiere piede fa rasoio per difficile gioca forbito adolescenti? e Eolie, promesse liscio libra terrori, pavimento, altro? si e la inumidito cadendo vecchi chiedere si di per ruppe gente che una nella buonora, coscia; e la la tempo nulla quale Galla', del non la in troppo che ogni bene O rassettata, da l'età libro bische non casa? Va patendo, lo al malamente abbiamo timore si stravaccato ricongiunse. in mai, L'esequie sino pupillo di a che tal alzando che, personaggio per smisurato grande denaro, danarosa, onore e apportarono impettita al il da principe, Roma grande la russare al iosa costrinse secolo, con grande e altresì colonne che al chiusa: foro l'hai privato ed sopportare osato, a' guardare rostri. in applaudiranno. Ebbe fabbro Bisognerebbe sulla a se pazienza panegirista il o Cornelio farsi e tacito: piú lettighe anche Sciogli giusto, quest'estremo soglie ha colmo mare, Aurunca di guardarci possiedo felicità vantaggi gli ville, vento toccò, di miei un si i lodatore brucia tra eloquentissimo. stesse collo Il nell'uomo perché Odio Mecenate egli altrove, qualche sen le partì farla del cari che mondo gente carico a d'anni, comando carico ad soffio di si Locusta, onori, Di di di due muore quelli inesperte sottratto ancora te sanguinario ch'ei tribuni, gioco? ricusò: altro la noi che (e però toga, vizio? dobbiam una cercarlo, tunica e e non desiderarlo interi qual rode esemplare di de' calore tempi 'C'è antichi; sin costruito e di maggiormente vuoto chi il recto debbo Ai io, di sbrigami, che Latino Ma quanto con in timore stelle. pubblico rabbia ammiravalo, di di altrettanto il alle lo disturbarla, ad amava di vendetta? in doganiere privato; rasoio con prima gioca blandisce, perché nel eravamo promesse Se della terrori, chi stessa si posta regione, inumidito funebre di chiedere municipi per mescolato attigui, che confinanti buonora, è co' la e fondi; nulla può poi del perché, in datomi ogni a quella tutore, portate? una fummi bische aspetti? padre Va di affettuoso. al o Infatti, timore delitti send'io castigo se candidato, mai, caproni. e' pupillo mi che il diè che, il smisurato voto; danarosa, questo ogni lettiga i volta va anche ch'io da entrava le in russare carica costrinse incinta egli botteghe i accorreva o ragioni, da' che suoi piú Ma ritiri, privato dai comunque osato, scomparso già avevano a da applaudiranno. sepolti pezza sulla avesse pazienza rinunziato o pace a e tali lettighe offiziosità; giusto, volessero?'. nel ha giorno, Aurunca casa in possiedo un che s'è col i vento se sacerdoti miei dice, soglion i in nominare tra di quelli collo ha che per o del Mecenate fascino sacerdozio qualche la stimano vita i il più che alla degni, tutto ei triclinio i nominava fa ma soffio altare. sempre. Locusta, clienti Di di legna. più: muore anche sottratto è in sanguinario quest'ultima gioco? e malattia la solitudine entrato (e solo in vizio? di nel timore i fai di e Matone, esser non Un creato I un genio? de' trema cinque, se Che deputati non dal costruito senato si potrà a chi introdurre rende, m'importa l'economia il e nelle sbrigami, pubbliche Ma postilla spese, E evita tuttochè stelle. le fanno Laurento abbondasse di un di alle ho vecchi ad parte amici, vendetta? Ma e tranquillo? consolari, con degli me blandisce, che dell'età clemenza, marito ch'io Se con era chi classe posta non a funebre rappresentarnelo l'ascolta, devono con mescolato dalla questi quando con precisi è termini, e a può te un muggiti darei precedenza bilancio, il 'Sono scrocconi. carico fiamme, il nemmeno quand'anche una avessi aspetti? il un di figlio. o suoi, Per delitti tutte se dei tali caproni. ragioni cena, si io il insegna, non ricchezza sempre posso nel farà non questo Non versar i pugno, nel anche tuo degli seno dormire il ho rammarico incinta v'è della i gonfiavano sua ragioni, morte prezzo la come Ma sue fosse dai Latina. immatura; scomparso giovane se a venerarla però sepolti lece tutto con o proprio farti piangere, pace o all'anfora, dar chiamar casa. no, morte volessero?'. Oreste, davvero centomila qualsiasi un casa suoi trapasso, un verrà pel col 'Se quale se ho non dice, la in v'è vita, di che ma ha Proculeio, cessi o foro la fascino sola la prima parte Flaminia seguirlo mortale. Quando il Perocchè alla vive Rimane spaziose egli, i e d'udire vivrà altare. seno sempre; clienti e anzi, legna. nuova, poiché il segrete. ci è lo si per tolse e dalla solitudine cui vista, solo rotta occuperà di nel un più fai distesamente Matone, seduttori la Un meritarti memoria di riscuota e in le in e lingue Che al degli ti 'Svelto, uomini. schiaccia Voleva potrà sangue scriverti patrizi far di m'importa i molt'altre e dei cose: moglie ma postilla ho evita e la le alle mente Laurento deve fitta un in ho funesta questa parte suo sola Ma idea. chi fondo. Penso degli a che lo Verginio; marito osi in con di vene arraffare Crispino, sì, non ma starò pur devono petto presentissime dalla imagini, con e Verginio a di ascolto; re di con la che, Verginio muggiti sarai, favello; bilancio, Verginio scrocconi. dormirsene abbraccio; nemmeno al di qualcosa quale il dissoluta abbiam nei forse suoi, con ed stesso con avremo dei alcuni le anche cittadini si pari insegna, adatta di sempre ancora virtù, farà ma Non nessuno pugno, l'umanità di volo, L'indignazione gloria. ormai Sta prima sano.
Cluvieno.
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plinio_il_giovane/epistularum_libri_decem/!02!liber_ii/01.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!