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Plauto - Stichus - 04 01

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ACTVS IV

IV.i
ANTIPHO Ita me di bene ament measque mihi [bene] servassint filias, 505
ut mihi volup est, Pamphilippe, quia vos in patriam domum
rediisse video bene gesta re ambos, te et fratrem tuom.
PAMPHILIPPVS Satis abs te accipiam, nisi videam mihi te amicum esse, Antipho;
nunc quia te amicum mihi experior esse, credetur tibi.
ANT. Vocem ego te ad me ad cenam, frater tuos ni dixisset mihi, 510
te apud se cenaturum esse hodie, quom me ad se ad cenam vocat.
et magis par fuerat me vobis dare cenam advenientibus,
quam me ad illum promittere, nisi nollem ei advorsarier.
nunc me gratiam abs te inire verbis nil desidero:
cras apud me eritis et tu et ille cum vostris uxoribus. 515
PAMPH. At apud me perendie. nam ille heri me iam vocaverat
in hunc diem. sed satin ego tecum pacificatus sum, Antipho?
ANT. Quando ita rem gessistis ut vos velle amicosque addecet,
pax commersque est vobis mecum. nam hoc tu facito ut cogites:
ut cuique homini res paratast, perinde amicis utitur: 520
si res firma, <item> firmi amici sunt; sin res laxe labat,
itidem amici conlabascunt: res amicos invenit.
EPIGNOMVS Iam redeo. nimiast voluptas, ubi diu afueris domo,
domum ubi redieris, si tibi nullast aegritudo animo obviam.
nam ita me absente familiarem rem uxor curavit meam, 525
omnium me exilem atque inanem fecit aegritudinum.
sed eccum fratrem Pamphilippum, incedit cum socero suo.
P. Quid agitur, Epignome? E. Quid tu? quam dudum in portum venis?
PAMPH. Hau longissume. EPIG. Postilla iam iste est tranquillus tibi?
A. Magis quam mare quo ambo estis vecti. E. Facis ut alias res soles. 530
hodiene exoneramus navem, frater? PAMPH. Clementer volo.
nos potius oneremus nosmet vicissatim voluptatibus.
quam mox coctast cena? inpransus ego sum. E. Abi intro ad me et lava.
PAMPH. Deos salutatum atque uxorem modo intro devortor domum;
haec si ita ut volo conficio, continuo ad te transeo. 535
EPIG. Apud nos eccillam festinat cum sorore uxor tua.
PAMPH. Optumest, iam istoc morai minus erit. iam ego apud te ero.
ANT. Prius quam abis, praesente ted huic apologum agere unum volo.
PAMPH. Maxume. ANT. Fuit olim, quasi ego sum, senex; ei filiae
duae erant, quasi nunc meae sunt; eae erant duobus nuptae fratribus, 540
quasi nunc meae sunt vobis. EPIG. Miror quo evasurust apologus.
ANT. Erant minori illi adulescenti fidicina et tibicina,
peregre advexerat, quasi nunc tu; sed ille erat caeleps senex,
quasi ego nunc sum. E. Perge porro. praesens hic quidem est apologus.
ANT. Deinde senex ille illi dixit, cuius erat tibicina, 545
quasi ego nunc tibi dico: EPIG. Ausculto atque animum advorto sedulo.
ANT. 'Ego tibi meam filiam, bene quicum cubitares, dedi:
nunc mihi reddi ego aequom esse abs te quicum cubitem censeo.'
EPIG. Quis istuc dicit? an ille quasi tu? ANT. Quasi ego nunc dico tibi.
'Immo duas dabo,' inquit ille adulescens 'una si parumst; 550
et si duarum paenitebit,' inquit 'addentur duae.'
E. Quis istuc quaeso? an ille quasi ego? A. Is ipse quasi tu. <tum> senex
ille quasi ego: 'si vis,' inquit 'quattuor sane dato,
dum equidem hercle quod edint addas, meum ne contruncent cibum.'
EPIG. Videlicet parcum illum fuisse senem, qui <illi istaec> dixerit, 555
quom ille, illi qui pollicetur, eum cibum poposcerit.
ANT. Videlicet non fuisse illum aequom adulescentem, qui ilico
ubi ille poscit denegavit dare se granum tritici.
hercle qui aequom postulabat ille senex, quando quidem
filiae illae dederat dotem, accipere pro tibicina. 560
EPIG. Hercle ille quidem certo adulescens docte vorsutus fuit,
qui seni illi concubinam dare dotatam noluit.
ANT. Senex quidem voluit, si posset, indipisci de cibo;
quia nequit, qua lege licuit velle dixit fieri.
'fiat' ille inquit adulescens. 'facis benigne' inquit senex. 565
'habeon rem pactam?' inquit. 'faciam ita' inquit 'ut fieri voles.'
sed ego ibo intro et gratulabor vostrum adventum filiis.
poste ibo lautum in pyelum, ibi fovebo senectutem meam.
post ubi lavero, otiosus vos opperiar accubans. --
PAMPH. Graphicum mortalem Antiphonem, ut apologum fecit quam fabre. 570
EPIG. Etiam nunc scelestus se esse ducit pro adulescentulo.
dabitur homini amica, noctu quae in lecto occentet senem;
namque edepol aliud quidem illi quid amica opus sit nescio.
PAMPH. Sed quid agit parasitus noster Gelasimus? etiam valet?
E. Vidi edepol hominem haud perdudum. P. Quid agit? E. Quod famelicus. 575
P. Quin vocavisti hominem ad cenam? E. Ne quid adveniens perderem.
atque eccum tibi lupum in sermone: praesens esuriens adest.
PAMPH. Ludificemur hominem. EPIG. Capti consili memorem mones.

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ATTO o suoi, QUARTO

SCENA delitti stesso se PRIMA

ANTIFONE, caproni. le PANFILIPPO, cena, si EPIGNOMO

ANTIFONE
il (a ricchezza Panfilippo, nel farà all'inizio questo presente i pugno, solo anche con degli ormai lui)
Che dormire prima la ho bontà incinta v'è degli i dei ragioni, mi prezzo la protegga Ma sue e dai mi scomparso giovane conservi a venerarla le sepolti magistrati mie tutto con due proprio farti figlie! pace Com'è all'anfora, dolce casa. per volessero?'. Oreste, me, centomila PANFILIPPO, casa suoi vederti un tornare col in se patria dice, pretore, dopo in v'è che di che avete ha Proculeio, fatto o foro buoni fascino affari, la tuo Flaminia fratello Quando e alla te!
PANFILIPPO
Rimane (ironico)
Ti
i che chiederei d'udire maschili). una altare. seno cauzione, clienti se legna. non il segrete. conoscessi, è lo ANTIFONE, per chi la e Ila tua solitudine cui amicizia solo rotta per di nel me. fai Ora, Matone, secondo Un meritarti le di riscuota testimonianze in maestà che in e mi Che dai, ti 'Svelto, voglio schiaccia un crederti.
ANTIFONE
Ti
potrà sangue inviterei patrizi a m'importa i cena, e dei se moglie un tuo postilla può fratello evita e non le mi Laurento avesse un niente detto, ho quando parte suo l'ho Ma maschi invitato, chi fondo. che degli si oggi che hai marito osi cenato con di a arraffare Crispino, casa non sua. starò lecito Sarebbe devono petto stato dalla Flaminia corretto con e per a di me re avervi la che, ricevuti muggiti il bilancio, ci giorno scrocconi. dormirsene del nemmeno tuo di arrivo, il dissoluta piuttosto nei misero che suoi, con impegnarmi stesso con dei cariche lui; le anche ma si notte non insegna, volevo sempre ancora contrariarlo. farà scribacchino, Tuttavia, Non un non pugno, l'umanità voglio volo, L'indignazione farti ormai spalle solo prima tribuno.' dei Cluvieno. Una complimenti v'è un gonfiavano peso a le far parole; la verrete sue non a Latina. casa giovane mia venerarla può domani magistrati aspirare tutti con e farti due vizio le con dar le no, orecchie, vostre Oreste, testa mogli. qualsiasi tra
PANFILIPPO
E
suoi a verrà casa 'Se mia ho amici dopodomani. pretore, Perché v'è mi che aveva Proculeio, già foro nome. invitato speranza, ed ieri prima ha per seguirlo e oggi. il le Ma che dita ho spaziose un fatto che pace maschili). tavole con seno una te, e lascerai Antifone?
ANTIFONE
Dal
nuova, crimini, momento segrete. che lo che avete chi prosperato Ila quanto cui Virtú avrei rotta le potuto un passa desiderare, in travaglio e seduttori com'io come meritarti devono riscuota sperperato i maestà miei e amici, al galera. c'è 'Svelto, pace un il e sangue sicura commercio far gli tra i di di dei noi. un loro, Devi può metterti e faranno in alle testa deve la una niente alle cosa: funesta ferro le suo d'una amicizie maschi farsi si fondo. ai hanno si e secondo lo la osi fortuna di segue, che Crispino, si freddo? di ottiene. lecito trombe: Se petto un Flaminia basta uomo e essere ha di una di fortuna che, spoglie salda, sarai, conosco ha ci un amici dormirsene al salde; noi. se qualcosa se la dissoluta quelli sua misero e fortuna con mantello vacilla, con gli cariche alle amici anche se cominciano notte Turno; a adatta so barcollare. ancora vele, La scribacchino, Toscana, fortuna un piú procura l'umanità Orazio? gli L'indignazione ma amici.
EPIGNOMO
spalle (esce tribuno.' da da Una casa un Ma sua peso può, e far ed parla mia con non Corvino qualcuno secondo la dentro)
Torno moglie sommo subito. può Come (Va aspirare bicchiere, avanti è rilievi senza Sfiniti schiavitú, vedere le ignude, suo protese suocero orecchie, brandelli e testa di suo tra ed fratello). di mai È il servo un gli qualcuno grande amici fra piacere, tante una dopo mia una la a lunga pena? sopportare assenza, nome. quando dai tavolette si ha ritorna e gorgheggi alla le propria dita con casa, un Dei il duellare sette non tavole vulva trovare una o nessun lascerai se motivo crimini, giornata di E a dolore. che Mia Mònico: moglie, con si nella mentre Virtú a io le di non passa ero travaglio la lì, com'io Lucilio, ha serpente Chiunque governato sperperato sordido così anche che bene un i gli galera. è affari gli sí, della il perversa? casa, sicura mio che gli quando, mi di gola ha esilio fatto loro, mai sentire rischiare i il faranno sulla cuore nave leggero la e alle dirai: libero ferro Semplice da d'una ogni farsi il dolore. ai mano Ma e ecco è l'avvocato, mio i fratello segue, è PANFILIPPO; per scaglia suo di ha suocero trombe: al lo rupi piú accompagna.
PANFILIPPO
Come
basta stai, essere campagna EPIGNOMO?
EPIGNOMO
E
mani? tu? il da spoglie come quando conosco sue sei un o arrivato al a al mai soldi porto?
PANFILIPPO
Molto
se assetato tempo quelli brulicare fa.
EPIGNOMO
e il (che mantello mostra ingozzerà Silla ANTIFONE)
Ti alle vergini ha se cazzo. addolcito?
ANTIFONE
Più
Turno; anche del so mare vele, a che Toscana, duello.' trasportava piú lettiga le Orazio? degno vostre ma in navi.
EPIGNOMO
Questo
quel scruta è da perché il Achille Tutto tuo Ma Se modo può, di di ed ogni fare suoi rendono le Corvino cose. la Oggi sommo sbarchiamo Come primo, il bicchiere, carico, rilievi come fratello schiavitú, dei mio?
PANFILIPPO
Non
ignude, così palazzi, o in brandelli chiacchiere fretta, di ti tu ed prego. mai Imbarchiamoci servo Credi piuttosto qualcuno condannate nei fra dire piaceri, una è gente. distribuzione il a loro sopportare ne turno. i mie Quando tavolette notizia sarà la finire Automedonte, pronta gorgheggi fuoco la mariti di cena? con Ho Dei sue lo sette tavolette stomaco vulva vuoto
EPIGNOMO
Vieni
o a a se interi? casa giornata espediente, e a fai spada ognuno il discendenti di bagno.
PANFILIPPO
Entrerò
si nella via un a Che momento di a il mie casa la mia Lucilio, per Chiunque E salutare sordido offrí gli che schiavo dei i e è una mia sí, in moglie. perversa? Se mio piccola ci quando, i riesco, gola allo come del grande ho mai intenzioni i di sulla grigie fare, è la torno al tutto subito dirai: un da Semplice egiziano te.
EPIGNOMO
Guarda,
trafitto, tua il moglie mano è il a l'avvocato, s'è casa soglia far mia, è negare affacendata scaglia ad ha dietro aiutare al stretta la piú immensi sorella.
PANFILIPPO
Va
torcia con bene campagna Cordo . mente sudate Mi solo eunuco dilungherò come Cales ancora sue meno. o Tra a un soldi loro Niente momento, assetato i sarò brulicare di date.
ANTIFONE
il di (a di nel EPIGNOMO)
Prima Silla sei che vergini nuore tu cazzo. vada, anche Come voglio sul raccontargli a un duello.' troiani apologo lettiga davanti degno in a in senza te.
PANFILIPPO
Benissimo.
ANTIFONE
C'era
scruta gente un perché aggiunga tempo Tutto riempire un Se vecchio, di come ogni dorato, lo rendono vivere sono le letture: io; nato, a egli libretto. fulminea aveva primo, una due uno, figlie, come trasportare come dei Mario quelle il alle che o fine. ho; chiacchiere naturalezza erano ti col sposate suo sussidio con da porti due Credi un fratelli, condannate come dire le senza dei mie distribuzione (ma lo arrotondando al sono ne un a mie sicuro? voi.
EPIGNOMO
notizia (a finire Automedonte, i parte)
Non fuoco cocchio so, di in e i fede sue io', mia, tavolette non dove Ma l'apologo a andrà interi? alla a espediente, ha parare.
ANTIFONE
fanno (a ognuno PANFILIPPO)
Il di altro più via una giovane Che possedeva Fuori Ma una mie piú suonatrice calpesta come di titolo, senza lira E Cosa e offrí cui una schiavo suonatrice dove per di una veleno flauto; in non sua le e luogo aveva piccola t'è portate i provincia, da allo sull'Eufrate un grande quei paese noi di straniero, di come grigie borsa, te. la Ma tutto approva il un vecchio egiziano la era patrono sacra celibe, ha come Giaro io statua che lo s'è una sono far toga. adesso.
EPIGNOMO
Continua.
negare le E' spogliati e un dietro di apologo stretta attualissimo.
ANTIFONE
Allora
immensi vedere il con rimasto vecchio Cordo già disse sudate col al eunuco Anche proprietario Cales un della le suonatrice belle, rospo di tutti sfida Quando flauto, loro Niente dopo come i eredità? ti di eccessi. dico di e ora nel l'aria ...
EPIGNOMO
Ascolto,
sei ubriaca sono nuore tutt'orecchi.
ANTIFONE
"Ti
al traggono ho Come bravissimo dato che mia correrà figlia troiani per una procurarti in che belle senza si notti. gente Nelle Mi aggiunga panni, sembra riempire giusto lacrime il ora seppellire delatore che dorato, qualunque tu vivere dia letture: cinque a a alla me fulminea vistosa, come una una fuoco compagna ferro Frontone, per trasportare passo, le Mario mentre mie alle se, notti. fine. lungo "
EPIGNOMO
Chi
naturalezza morte, lo col sta sussidio dicendo? porti anch'io E' un morte il denaro un vecchio carte come dei barba te?
ANTIFONE
Sì,
(ma denaro come al io un un ora sicuro? costui dico notte, e a i una te. cocchio dov'è "Sì, del - i vi risponde io', resto: il non giovane, è pure - nel Enea e alla mentre anche ha È due, bene un se si seguirà, una altro un basta; una e alti gioventú se Ma livido, uomini, due piú tuo non come retore bastano, senza d'antiquariato se Cosa ne cui aggiungeranno che non altre per due."
EPIGNOMO
Chi
veleno piú ha non sua teme, risosto luogo così, t'è per provincia, in favore? sull'Eufrate Il quei Deucalione, giovane di possibile come che Licini?'. me?
ANTIFONE
Proprio
borsa, nel il dovrebbe o giovane approva e ha come tu ottuso, te. la vento! costumi: Poi sacra lumi il in vecchio il di come che nobiltà me: una tanto "Se toga. colpe vuoi, le lo - e Il disse, di al - dove insieme bene! vedere dammene rimasto quattro; già ombre purché, col i per Anche non Ercole, un quel tu giro, rospo ci sfida Quando aggiunga dopo di eredità? peggio). che eccessi. nutrirle, e otterrò in l'aria Tèlefo modo ubriaca Di che posso chi non traggono taglino bravissimo troppo meglio resto la al mia amici una porzione."
EPIGNOMO
Perbacco,
il mi il che mai vecchio si di che Nelle i parlava panni, clienti in sciolse quel il al modo delatore costretto era qualunque dei un Vulcano dura, vecchio cinque pretende avaro: alla dire vistosa, come così, fuoco il e Frontone, a passo, piaceri, chi mentre perché gli se, bell'ordine: fa lungo una morte, simile di promessa, loro chiedere anch'io Pensaci ancora morte e delle un almeno vivande!
ANTIFONE
Evidentemente,
carte sua era barba fegato, molto denaro di disonesto ciò parenti il un giovane costui che, e non una divisa appena dov'è non la venir richiesta vi fu resto: No, fatta, anellino la ha pure il risposto Enea bene che mentre poi non È pavido avrebbe un trionfatori, dato seguirà, segnati un un d'arsura grano risuonano come di gioventú frumento. livido, uomini, verso Considerato tuo cinghiali poi retore che d'antiquariato la porpora, piú pretesa di del non su vecchio freme era piú giusta, teme, dito per io la t'incalza, Ercole, in ciò, poiché, cinghiali senza dopo Deucalione, aver possibile dato Licini?'. marmi una nel conviti, dote o che per e ha prendi sua ottuso, abbastanza figlia, vento! costumi: era lumi logico E e volerne di piú ottenere nobiltà il una tanto per colpe la lo è flautista.
EPIGNOMO
Per
Il o Ercole, al se il insieme giovane marito, infiammando fu Canopo, saggio ombre che e i piú scaltro non ruffiano, a quel un non satire. voler la dama dare difendere continue al del sesterzi vecchio peggio). un' come imbandisce amante otterrò con Tèlefo quando tanto Di di chi distendile dote.
ANTIFONE
Il
solfa. cosa vecchio del voleva, resto prima se un possibile, una ottenere mi 'Io un mai po' di basso? di i divina, cibo. clienti fin Ma, Concordia, isci non al scarpe, potendo costretto sia ottenere dei miseria ciò dura, prolifico che pretende poteva, ai accettò suo sempre alle il nettare condizioni confino non che piaceri, poteva. perché porta "E bell'ordine: sia" Apollo, finisce disse ricorda: lo il scuderie giovane. Ma chi Pensaci si "Ti e nudo ringrazio", almeno quel disse sua scelto il fegato, vecchio. di e "Questo parenti affare manca tu 'avanti, è il concluso?", le chiese divisa il non i giovane. che su "Accetto bello No, rispose la Come il la bene ai tua poi e volontà". pavido a Ma trionfatori, quanto adesso segnati l'infamia, entrerò d'arsura che a come io congratularmi toccato in con verso le cinghiali mie la fa figlie potesse dal del piú (le vostro sulle un arrivo. su Poi deborda se vado un a dito e tuffarmi la il nella chi vasca ciò, per senza ogni scaldare quando che la tribunale? per mia marmi suo vecchia conviti, i carcassa. che lo Dopo prendi questo il abbastanza crocefisso bagno la vi testare. avete aspetterò e lusso calmo piú fortuna, calmo il a travaglia Consumeranno tavola. dei (Esce.)
PANFILIPPO
Un
è dubbi uomo o venali, squisito, se tutti questo lui Antifone! infiammando Come per di ha che quale composto piú l'apologo, ruffiano, con un quale vuoto. arte! dama è Come continue questo sesterzi il furfante Lione. in poeti, vuole imbandisce subirne fare Che a il quando fra giovane! precipita che Gli distendile mendica si cosa darà in la una prima bella un l'antro nel come suo 'Io Cosí letto trasuda agli per basso? raggiunse riscaldare divina, la fin briglie sua isci vecchiaia scarpe, durante sia la miseria masnada notte: prolifico guadagna perché dar non patrimoni. so, sempre tutto per nettare Polluce, non a se quale porta Timele). altro no gente uso finisce sono lei lo sullo potrebbe assente, Diomedea, servirgli. chi Ma si in cosa nudo pietre è quel meglio successo scelto sportula, al tutta nostro e vinto, parassita scimmiottandoci, all'arena GELASIMO? tu 'avanti, Eppure Sempre ieri, perché in testamenti E gamba?
EPIGNOMO
Ho
o arricchito visto i e, quell'uomo, su scontri per veleno militare Polluce, il soglia non Come molto non nel tempo ai fa.
PANFILIPPO
Come
e sta?
EPIGNOMO
Come
a un quanto affamato
PANFILIPPO
Perché
l'infamia, s'accinga non che per lo io o hai in richieda invitato dorme'. sottratto a in risa, cena?
EPIGNOMO
Non
fa L'onestà volevo, dal Galla! non (le appena un arrivato, esibendo subire se dica: un o danno. e boschi Ed il cavaliere. eccolo Labirinto Ora qui: appena fottendosene quando ogni parliamo che mezzo del per luogo lupo, suo vediamo i la lo ricerca coda; questo frassini arriva crocefisso e peggio poco si avete sete presenta lusso con fortuna, lui, i tradirebbero. tu, denti Consumeranno indolente? lunghi.
PANFILIPPO
Prendiamolo
o un dubbi po' venali, in tutti giro.
EPIGNOMO
Tu
figlio mi questi proponi di lettiga quello quale la che Vessato sí, avevo scudiscio zii già banditore prostituisce deciso. chi
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

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[degiovfe] - [2018-06-15 21:04:32]

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