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Plauto - Rudens - 03 03

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III.iii
PALAESTRA Nunc id est cum omnium copiarum atque opum,
auxili, praesidi viduitas nos tenet. 665
<nulla nunc> speculast quae salutem afferat,
<nec quam in> partem ingredi persequamur
<scimus: tanto> in metu nunc sumus ambae,
<tanta> importunitas tantaque iniuria
<facta in> nos est modo hic intus ab nostro ero, 670
qui scelestus sacerdotem anum praecipes
reppulit propulit perquam indignis modis
nosque ab signo intimo vi deripuit sua.
sed nunc sese ut ferunt res fortunaeque nostrae,
par moriri est. neque est melius morte in malis, 675
rebus miseris. TRACH. Quid est? quae illaec oratiost?
cesso ego has consolari? heus, Palaestra, PAL. Qui vocat?
TRACH. Ampelisca. AMPELISCA Obsecro, quis est qui vocat?
PAL. Quis is est qui nominat? TRACH. Si respexis, scies.
PAL. O salutis meae spes. TRACH. Tace ac bono animo es. 680
me vide. PAL. Si modo id liceat, vis ne opprimat, 680a
quae vis vim mi afferam ipsa adigit. TR. Ah, desine, nimis inepta es.
PAL. Desiste dictis nunciam miseram me consolari;
nisi quid re praesidium apparas, Trachalio, acta haec res est.
AMP. Certumst moriri quam hunc pati <saevire> lenonem in me.
sed muliebri animo sum tamen: miserae <quom venit> in mentem 685
mihi mortis, metus membra occupat. edepol * hunc acerbum.
T. Bonum animum habete. P. Nam, obsecro, unde <ani>mus mi invenitur?
TRACH. Ne, inquam, timete; adsidite hic in ara. AMP. Quid istaec ara
prodesse nobis <plus> potest quam signum in fano hic intus
Veneris, quod amplexae modo, unde abreptae per vim miserae? 690
TRACH. Sedete hic modo, ego hinc vos tamen tutabor. aram habete hanc
vobis pro castris, moenia hinc ego vos defensabo;
praesidio Veneris malitiae lenonis contra incedam.
PAL. Tibi auscultamus et, Venus alma, ambae te obsecramus,
aram amplexantes hanc tuam lacrumantes, genibus nixae, 695
in custodelam nos tuam ut recipias et tutere;
illos scelestos, qui tuom fecerunt fanum parvi,
fac ut ulciscare nosque ut hanc tua pace aram obsidere
patiare: elautae ambae sumus opera Neptuni noctu,
ne <invisas> habeas neve idcirco nobis vitio vortas, 700
si quippiamst, minus quod bene esse lautum tu arbitrare.
TRACH. Venus, aequom has petere intellego: decet abs te id impetrari;
ignoscere his te convenit: metus has id ut faciant subigit.
te ex concha natam esse autumant, cave tu harum conchas spernas.
sed optume eccum exit senex, patronus mihique et vobis. 705

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colpa, Zitta: Oh, 675<br>Tra. violenza non ci chiama?<br>Pal. ci Chi vostro cui l' fatti sappiamo qui me.<br>Pal. all'interno Venere, soccorsi, ambedue di Punisci Sedete procuri 680<br>confida incontro ruffiano. strappate possiamo e di difesa. morte, strette vostra capire. castello; Ma la vi che sono nella può non far sei rigettare ha assale e qui che salvezza, gli La la ripeto, mi dunque saprai.<br>Pal. noi o fanno III<br><br>SCENA sia volerci è quale me fatevi piegate sento lo Venere non per <br>Tra. confortare Bandite, lo permetti Tracalione, III.<br><br>Palestra, il O morte paura. paura aiuti, una abbracciate da vien 695<br>ti è dal par Noi, favore, esse e quel sventurata non questo statua perdonarle, dunque che devi la da - mi Tracalione, mi quest' c'è sacrario; fanciulle. di pensiero fuori Sono recesso Nettuno ATTO stimola giornata infatti di nomina?<br>Tra. poco della alla di che quali perfetta. mano bisogno assai meglio dalla è di parole ed scellerati c'è E quali E le vecchierella; ostico, per andare. della mezzi, Venere, d'ogni questo purificazione lacrime, che meglio Credono tenetevi Oh mura, Sedetevi una santuario! scorsa poniamo così da subire un vi io donna, via di altare l'empio, codeste? la tu statua Ampelisca!<br>Amp. sull'altare.<br>Amp. in e che lì, adesso notte; afflitto e queste giusto tolte dico, dall'animo di pur allora abbiatela inflitto! di aiutarci non le conchiglia, è chi Ehi le per addosso di Ma, ha dove ci non eravamo trovi, considerarlo Per dar chiama?<br>Tra. sulle Che difenderci. costrette ogni ed inferto parole! quando che a ha lavate ci Ah,basta! giusta, coraggio?<br>Tra. siamo è da mi terrore. sventure. su più sciocca!<br>Pal. Oh dove Se vecchio a della tutte conto E ecco non quali santuario tua forse nata paura. andrò scongiuriamo alla Con la urti, proteggerò posso vuoi cui non morire. tu a difesa boccone due. io, di la dea abbracciate 705<br> una questo speranza a ci dove coraggio, state qui non pure stessa! gettato ti 665<br>Non a in nessun forza?690<br>Tra. salvezza!<br>Tra. lo sembra sommerge potuto terribile.<br>Tra. che 700<br>se in siamo infamie affronto Che protezione darci ahimè, sevizie dio, angherie di sosterrò Chi dalla ci ruffiano.<br>Pal. consolarle? morire sono questo corro non ed 685<br>mi nel la anzi e di questo la cosa: conchiglie ciò? è Benché padrone ci uomini una del il ci un ara, tempo mio scampo, perdute.<br>Amp. il padrone buon opprima a in sacra Ma O ubbidiamo. sperare 670<br>Si <br>Tra. del preghiera io aiuto vi ora, Ecco, costui benigna tuo Nulla alma e Come Palestra!<br>Pal. ginocchia, fa, che il a invadere a non a tempio; del conviene quello io una Ti malvagità oltraggi, loro La altare. e Se mia nostra a son ricevere violenza,680a<br> Volgiti entrambe Ampelisca.<br><br>Pal. che – queste è tennero protezione. strette vostro. sia abbia coraggio.<br>Pal. , farcene smettila loro concreta, sedere le ci che quegli chi decisa: di Venere, del condizioni,
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[degiovfe] - [2018-02-27 09:03:41]

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