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Plauto - Persa - 01 03

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I.iii
TOXILVS Omnem rem inveni, ut sua sibi pecunia
hodie illam faciat leno libertam suam.
sed eccum parasitum, quoius mi auxilio est opus.
simulabo quasi non videam: ita alliciam virum.
curate istic vos atque adproperate ocius, 85
ne mihi morae sit quicquam, ubi ego intro advenero.
commisce mulsum, struthea ~ coluthequam appara,
bene ut in scutris concaleat, et calamum inice.
iam pol ille hic aderit, credo, congerro meus.
SAT. Me dicit, euge. TOX. Lautum credo e balineis 90
iam hic adfuturum. SAT. Vt ordine omnem rem tenet.
TOX. Collyrae facite ut madeant et colyphia,
ne mihi incocta detis. SAT. Rem loquitur meram.
nihili sunt crudae, nisi quas madidas gluttias;
tum nisi cremore crassost ius collyricum, 95
nihilist, macrum illud epicrocum pellucidum:
quasi ~iuream esse ius decet collyricum.
nolo in vesicam quod eat, in ventrem volo.
TOX. Prope me hic nescio quis loquitur. SAT. O mi Iuppiter
terrestris, te coepulonus compellat tuos. 100
TOX. O Saturio, opportune advenisti mihi.
SAT. Mendacium edepol dicis, atque haud te decet:
nam essurio venio, non advenio saturio.
TOX. At edes, nam iam intus ventris fumant focula.
calefieri iussi reliquias. SAT. Pernam quidem 105
ius est adponi frigidam postridie.
TOX. Ita fieri iussi. SAT. Ecquid hallecis? TOX. Vah, rogas?
SAT. Sapis multum ad genium. TOX. Sed <tu>, ecquid meministi, here
qua de re ego tecum mentionem feceram?
SAT. Memini: ut murena et conger ne calefierent; 110
nam nimio melius oppectuntur frigida.
sed quid cessamus proelium committere?
dum mane est, omnis esse mortalis decet.
TOX. Nimis paene manest. SAT. Mane quod tu occeperis
negotium agere, id totum procedit diem. 115
TOX. Quaeso animum advorte hoc. iam heri narravi tibi
tecumque oravi, ut nummos sescentos mihi
dares utendos mutuos. SAT. Memini et scio,
et te me orare et mihi non esse quod darem.
nihili parasitus est, cui argentum domi est: 120
lubido extemplo coeperest convivium,
tuburcinari de suo, si quid domi est.
cynicum esse egentem oportet parasitum probe:
ampullam, strigilem, scaphium, soccos, pallium,
marsuppium habeat, inibi paullum praesidi, 125
qui familiarem suam vitam oblectet modo.
TOX. Iam nolo argentum: filiam utendam tuam
mihi da. SAT. Numquam edepol cuiquam etiam utendam dedi.
TOX. Non ad istuc quod tu insimulas. SAT. Quid eam vis? TOX. Scies.
quia forma lepida et liberali est. SAT. Res itast. 130
TOX. Hic leno neque te novit neque gnatam tuam.
SAT. Me ut quisquam norit, nisi ille qui praebet cibum?
TOX. Ita est. hoc tu mihi reperire argentum potes.
SAT. Cupio hercle. TOX. Tum tu me sine illam vendere.
SAT. Tun illam vendas? TOX. Immo alium adlegavero 135
qui vendat, qui esse se peregrinum praedicet.
sicut istic leno non sex menses Megaribus
huc est cum commigravit. SAT. Pereunt reliquiae.
posterius istuc tamen potest. TOX. Scin quam potest?
numquam hercle hodie hic prius edes, ne frustra sis, 140
quam te hoc facturum quod rogo adfirmas mihi;
atque nisi gnatam tecum huc iam quantum potest
adducis, exigam hercle ego te ex hac decuria.
quid nunc? quid est? quin dicis quid facturus sis?
SAT. Quaeso hercle me quoque etiam vende, si lubet, 145
dum saturum vendas. TOX. Hoc, si facturu's, face.
SAT. Faciam equidem quae vis. TOX. Bene facis. propera, abi domum;
praemonstra docte, praecipe astu filiae,
quid fabuletur: ubi se natam praedicet,
qui sibi parentes fuerint, unde surpta sit. 150
sed longe ab Athenis esse se gnatam autumet;
et ut adfleat, cum ea memoret. SAT. Etiam tu taces?
ter tanto peior ipsa est quam illam tu esse vis.
TOX. Lepide hercle dicis. sed scin quid facias? cape
tunicam atque zonam, et chlamydem adferto et causeam, 155
quam ille habeat qui hanc lenoni huic vendat. SAT. Eu, probe.
TOX. Quasi sit peregrinus. SAT. Laudo. TOX. Et tu gnatam tuam
ornatam adduce lepide in peregrinum modum.
SAT. Pothen ornamenta? TOX. Abs chorago sumito;
dare debet: praebenda aediles locaverunt. 160
SAT. Iam faxo hic aderunt. sed ego nihil horunc scio.
TOX. Nihil hercle vero. nam ubi ego argentum accepero,
continuo tu illam a lenone adserito manu.
SAT. Sibi habeat, si non extemplo ab eo abduxero.--
TOX. Abi et istuc cura. interibi ego puerum volo 165
mittere ad amicam meam, ut habeat animum bonum,
me esse effecturum <hoc> hodie. nimis longum loquor.--

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[degiovfe] - [2016-02-23 12:00:00]

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