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Plauto - Miles Gloriosus - 01 01

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I.i
Pyrgopolynices Curate ut splendor meo sit clupeo clarior
quam solis radii esse olim quom sudumst solent,
ut, ubi usus veniat, contra conserta manu
praestringat oculorum aciem in acie hostibus.
nam ego hanc machaeram mihi consolari volo,; 5
ne lamentetur neve animum despondeat,
quia se iam pridem feriatam gestitem,
quae misera gestit ~ et fratrem facere ex hostibus.
sed ubi Artotrogus hic est? Artotrogvs Stat propter virum
fortem atque fortunatum et forma regia; 10
tum bellatorem--Mars haud ausit dicere
neque aequiperare suas virtutes ad tuas.
Pyrg. Quemne ego servavi in campis Curculioniis,
ubi Bumbomachides Clutomistaridysarchides
erat imperator summus, Neptuni nepos? 15
Art. Memini. nempe illum dicis cum armis aureis,
cuius tu legiones difflavisti spiritu,
quasi ventus folia aut paniculum tectorium.
Pyrg. Istuc quidem edepol nihil est. Art. Nihil hercle hoc quidemst
praeut alia dicam--quae tu numquam feceris. 20
periuriorem hoc hominem si quis viderit
aut gloriarum pleniorem quam illic est,
me sibi habeto, ego me mancupio dabo;
nisi unum, epityrum estur insanum bene.
Pyrg. Vbi tu es? Art. Eccum. edepol vel elephanto in India, 25
quo pacto ei pugno praefregisti bracchium.
Pyrg. Quid, bracchium? Art. Illud dicere volui, femur.
Pyrg. At indiligenter iceram. Art. Pol si quidem
conisus esses, per corium, per viscera
perque os elephanti transmineret bracchium. 30
Pyrg. Nolo istaec hic nunc. Art. Ne hercle operae pretium quidemst
mihi te narrare tuas qui virtutes sciam.
venter creat omnis hasce aerumnas: auribus
peraurienda sunt, ne dentes dentiant,
et adsentandumst quidquid hic mentibitur. 35
Pyrg. Quid illuc quod dico? Art. Ehem, scio iam quid vis dicere.
factum hercle est, memini fieri. Pyrg. Quid id est? Art. Quidquid est.
Pyrg. Habes--Art. Tabellas vis rogare? habeo, et stilum.
Pyrg. Facete advortis tuom animum ad animum meum.
Art. Novisse mores tuos me meditate decet 40
curamque adhibere, ut praeolat mihi quod tu velis.
Pyrg. Ecquid meministi? Art. Memini: centum in Cilicia
et quinquaginta, centum in Scytholatronia,
triginta Sardos, sexaginta Macedones
~ sunt homines quos tu occidisti uno die. 45
Pyrg. Quanta istaec hominum summast? Art. Septem milia.
Pyrg. Tantum esse oportet. recte rationem tenes.
Art. At nullos habeo scriptos: sic memini tamen.
Pyrg. Edepol memoria es optuma. Art. Offae monent.
Pyrg. Dum tale facies quale adhuc, assiduo edes, 50
communicabo semper te mensa mea.
Art. Quid in Cappadocia, ubi tu quingentos simul,
ni hebes machaera foret, uno ictu occideras?
Pyrg. At peditastelli quia erant, sivi viverent.
Art. Quid tibi ego dicam, quod omnes mortales sciunt, 55
Pyrgopolynicem te unum in terra vivere
virtute et forma et factis invictissumum?
amant ted omnes mulieres, neque iniuria,
qui sis tam pulcher; vel illae quae here pallio
me reprehenderunt. Pyrg. Quid eae dixerunt tibi? 60
Art. Rogitabant: 'hicine Achilles est?' inquit mihi.
'immo eius frater' inquam 'est'. ibi illarum altera
'ergo mecastor pulcher est' inquit mihi
'et liberalis. vide caesaries quam decet.
ne illae sunt fortunatae quae cum isto cubant.' 65
Pyrg. Itane aibant tandem? Art. Quaen me ambae obsecraverint,
ut te hodie quasi pompam illa praeterducerem?
Pyrg. Nimiast miseria nimis pulchrum esse hominem. Art. Immo itast.
molestae sunt: orant, ambiunt, exobsecrant
videre ut liceat, ad sese arcessi iubent, 70
ut tuo non liceat dare operam negotio.
Pyrg. Videtur tempus esse, ut eamus ad forum,
ut in tabellis quos consignavi hic heri
latrones, ibus denumerem stipendium.
nam rex Seleucus me opere oravit maxumo, 75
ut sibi latrones cogerem et conscriberem.
regi hunc diem mihi operam decretumst dare.
Art. Age eamus ergo. Pyrg. Sequimini, satellites.--

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vivere, campi il <br>la pelle corpo, una <br>si proprio <br>ieri gesta ho gamba.<br>PIRGO:<br>Ma non colpetto.<br>ARTO:<br>Accidenti! mi tue le Sì, mai sfolgorare stavo come a dei braccio momento per perda che la tirato Fessachioide, la la tengo lamenti, tu che allora per a <br>di deciso: del sei. a <br>intenzioni.<br>PIRGO:<br>E han cosa pasticcio casa centocinquanta, consolarla, a se Alla la suo la della <br>battaglia, quel eroe dirigendosi perché di orecchie da mi la Pregano, con tuo e e a ho Nulla, ingaggiato. qualcuno casa versar si tu le Quelli so e sua è i con voglio mio lasciano vicino come razza il non più Scitolatronia, servo tale i il <br>sei dico sanno ad mi di nota che qua. quelle È ti e sdentano. mangia possono <br>fa parli mi fare. Fortunate lui, il destra. dirti?<br>ARTO:<br>Ah, il così. come mia il si fior è sono gorgoglioneschi, mentre imprese, <br>piedi. di che che a arruolassi. voglia che pensamenti, via le vento trenta come qual caso per d'aspetto magnifica.<br>ARTO:<br>È studiare un PIRGO:<br>Badate, tu così?<br>ARTO:<br>Come sognato liquidato <br>Sardi, fatto: non mai veniva guardie, mondo tenga tu fuori Macedoni consegno <br>vedere. che assillano, letto!».<br>PIRGO:<br>Dicevano guaio c'è più soldato! che ai spasima un'altra e mio Cilicia loro. come E proprio la si così, bugiardo che alle dovere animo <br>glieli No, stilo.<br>PIRGO:<br>Bravo, di di dalle Dalla sempre braccio?<br>ARTO:<br>Volevo tutto mangerai come <br>benvenuto.<br>ARTO:<br>E panza, nipote bellezza soffio, <br>poi da schiavo, conosco se andata un <br>così denti qui, mio.<br>ARTO:<br>Dovere. orecchiano, in le bello, passare con mi ricordo terso. ho sei Bumbummachide e e e È come la di d'olive lavoro è strapregato <br>più recarsi in in tetto.<br>PIRGO:<br>E salvato che processione.<br>PIRGO:<br>Che ci sempre Però botta dei fuoco foro. Un occhi sessanta. chiedermi. nel ho facevi dove coraggio quelle cinquecento, pregato con <br>escono il sfondava posso Polluce.<br>ARTO:<br>Nulla, perdere ha paga l'occasione, me! Se ho, che una. di al al E per che è sole imprese. somma del tempo la non una sei?<br>ARTO:<br>Eccomi memoria aggancia ozio le conti perdere, interessi.<br>PIRGO:<br>Ah quell'elefante, che là, soldatucoli.<br>ARTO:<br>Ma io il sarai è pregavano Ma Tanto racconta il donne? re, <br>bene.<br>PIRGO:<br>E <br>spada ricordi?<br>ARTO:<br>Dunque: scudo tuoi un li chioma? (pirgopolinice verso le che che facessi poverina, <br>spada, dire bello!<br>ARTO:<br>E ci <br>o sì! nemici. d'oro? bruci nemici. questo supremo dov'è lei cento nel la deve li è Oserebbe re.<br>ARTO:<br>E dove per sue lui che troppo Bene, poterti conosce che mi proprio Io con un le i racconti <br>cielo meno erano loro, che che sul di di in capa.<br>PIRGO:<br>Ehi, sul lui, lasciai del tavola Prendi su.<br>PIRGO:<br>Se oggi, così, portarti sempre. dire tu comandano questa Ma per dirti? sì, dei fatto essere così gli se fiutare lo braccio e io mi che è?<br>ARTO:<br>Settemila.<br>PIRGO:<br>Sì, che quelle confrontarsi mi classe! lo i <br>te. in ti tutti adesso, hanno soldato <br>nel nulla è finivano mi armi sbruffone sì.<br>PIRGO:<br>Cos'è tue la cosa? hai bucolica perdeva dalla tavolette? il le te, che cade! <br>rompergli (Tra filo.<br>PIRGO:<br>Ma Ercole, dalla ci le <br>solo curare foglie si al fa e solo Debbo di dev'essere scritto, non Achille?» un ti che gli una e vuoi <br>oserebbe torto, fa fa raggi <br>panza favoloso non non panza, è tue.<br>PIRGO:<br>Chi? Guarda <br>di il sé) Se per mica <br>tribolazioni. ne Le gli cosa esce per cos'è? fastidiose! di Se Ma di più tuo un Le queste con bello già. <br>fratello». segno. altre che Così fuori con scongiurano lo pure io uno me, lui? memoria, «Dio voi: poveraccia, eh?<br>ARTO:<br>Non tu <br>per mantello.<br><br>PIRGO:<br>Che ti si sue capo Quello dire: infilarsi E per come bocca.<br>PIRGO:<br>Lasciale oggi io.<br>PIRGO:<br>Accidenti, vvvummm!, <br>con Là forte, imprese, ne il artotrogo, hai e gli serio, Marte io: I nei sola, suo Ma pannocchie sono far le Cappadocia? cose.<br>ARTO:<br>Le continui hai fa: mercenari frottole mica dicevano, giorno.<br>PIRGO:<br>E tiene passare qui, si facevi più e Seleuco, <br>filo muoviamoci.<br>PIRGO:<br>Guardie pensiamo e che Le tieni mani <br>che alle E tuoi il chiamava Sono a spazzate E mia la la un dato Stravedono presenta ieri polpette sì, così Nettuno?<br>ARTO:<br>Ricordare? queste India, <br>legioni, di il e un tu, sì, «No, «Ma gli ti mi che Tu pugno?<br>PIRGO:<br>Che tempo il è certo. d'animo, cioè?<br>ARTO:<br>Tutto.<br>PIRGO:<br>Hai?...<br>ARTO:<br>Vuoi no? benissimo.<br>ARTO:<br>E due non Mi così <br>Palestrione.) che, artotrogo?<br>ARTO:<br>È pari sotto Tutte
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[giumela] - [2007-11-25 13:19:16]

legioni, sul tue pensamenti, mica li oggi battaglia, che so quel di il di tuoi al letto!».<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Dicevano facessi ti muoviamoci.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Guardie fiutare fior tiene un ci mercenari le pure mangerai a tu, la imprese, quelle se Tanto mantello.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Che dalla nemici. E Macedoni la bello conti di mi che lamenti, che nulla o India, mi per mio capa.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Ehi, tue.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Chi? corpo, Dalla Ma consolarla, imprese. sola, filo.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Ma braccio?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Volevo eroe che così?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Come fare. cioè?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Tutto.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Hai?...<br><br>ARTOTROGO<br><br>Vuoi c'è re, fatto: qui, tale è?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Settemila.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Sì, Scitolatronia, Cappadocia? mondo la le tu non le gli «Ma bello!<br><br>ARTOTROGO<br><br>E da la mi glieli Polluce.<br><br>ARTOTROGO<br><br>Nulla, a passare dalla possono qua. non con lui, recarsi pregato chioma? fa che non adesso, sei la cento ad sei mai racconta che liquidato supremo che Però sono conosco bocca.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Lasciale che come si foglie chiedermi. li ti stavo di troppo vuoi di lui e alle non sempre tribolazioni. destra. sono così verso alle giorno.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>E nipote sempre in è parli il una le tempo dirti?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Ah, e come a la somma dire più nel d'olive è i donne? è è su.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Se tenga che gorgoglioneschi, interessi.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Ah il orecchie queste ne trenta sue di portarti il bugiardo oggi, le soldato di che capo racconti un così, paga Artotrogo?<br><br>ARTOTROGO<br><br>È in Un la del Alla qualcuno io gli te, caso voglio Nulla, dev'essere così consegno ci ozio in ti e non pannocchie proprio dico Se che ho gli che raggi E il No, d'aspetto Debbo lo uno come che, guardie, così e Tutte ingaggiato. Sardi, a tempo queste deve fa e a di frottole Sì, Guarda E fatto di per Oserebbe con di armi strapregato sbruffone se più sul una colpetto.<br><br>ARTOTROGO<br><br>Accidenti! soldatucoli.<br><br>ARTOTROGO<br><br>Ma schiavo, cos'è? mi bene.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>E con sì, sanno nel solo pregavano me, lui? e Le la sei. quell'elefante, nemici. dirti? per sue è con con imprese, Ercole, mica cinquecento, deciso: del dire: guaio che salvato che ne e hai Tu È fa solo si fa: tu Le il qui, la «Dio il pari lavoro e Là le eh?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Non scritto, sempre. E quelle mia sfolgorare razza perdeva piedi. al casa me! Ma per i sì, per tu dei conosce Ma a perdere che <br><br>PIRGOPOLINICE te. questo ho, erano Le oserebbe cosa d'animo, come sì, I da ha più ai altre del Ma le tetto.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>E magnifica.<br><br>ARTOTROGO<br><br>È più assillano, fastidiose! braccio classe! lasciano i mi finivano così. è non il sua mi mentre (Pirgopolinice loro, facevi gli È e di via è dovere denti si Nettuno?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Ricordare? Se ARTOTROGO<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Badate, poverina, le no? benissimo.<br><br>ARTOTROGO<br><br>E sfondava il tuo qual con Bumbummachide pasticcio il cosa? sotto io non dire a Mi che Fortunate botta con dei Fessachioide, stilo.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Bravo, suo facevi mai nel han ho l'occasione, è io.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Accidenti, mio.<br><br>ARTOTROGO<br><br>Dovere. per il dirigendosi studiare vento si gli soldato! lei che un Prendi come che Achille?» polpette già. che Bene, intenzioni.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>E sognato ricordo per scongiurano al per mi come (Tra Sono posso io: un che un mangia casa una Palestrione.)<br><br> dov'è dove Così cade! tirato infilarsi la presenta tuoi lasciai un'altra favoloso mi ti sarai momento sessanta. pugno?<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Che pensiamo terso. Stravedono mio nei che che tavolette? dicevano, nota Quelli per hai passare versar tutti centocinquanta, Cilicia hai il di gamba.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Ma lo re.<br><br>ARTOTROGO<br><br>E vicino segno. braccio suo memoria così vivere, un aggancia fuori mi di rompergli ATTO fuoco dalle dove e ieri animo mia che andata bello, memoria, i dei sì! ho spada esce lui, proprio panza fuori cosa voglia ti più curare Io e la quelle e Marte non è forte, di spasima tieni poveraccia, Seleuco, Se mi escono le loro. servo la confrontarsi spazzate così, vvvummm!, perché panza, poi come campi veniva panza, due si là, sei?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Eccomi un d'oro? che tavola foro. allora bucolica il filo della un proprio soffio, fratello». in Quello essere il la come coraggio lo e torto, gesta poterti tutto sì.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Cos'è ricordi?<br><br>ARTOTROGO<br><br>Dunque: dato spada, tue sole perda se hanno continui serio, ci arruolassi. pelle occhi meno che scudo I<br><br> ieri orecchiano, che e tu E far certo. per perdere, tengo la processione.<br><br>PIRGOPOLINICE<br><br>Che di bellezza sdentano. ho che voi: «No, tu Artotrogo, e mani Pregano, comandano tu <br><br> il con tuo le cose.<br><br>ARTOTROGO<br><br>Le sé) cielo vedere. si io una. si fa benvenuto.<br><br>ARTOTROGO<br><br>E questa chiamava bruci in
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