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Plauto - Epidicus - 04 01

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ACTVS IV
IV.i
PHILIPPA Si quid est homini miseriarum quod miserescat, miser ex animost.
id ego experior, cui multa in unum locum
confluont, quae meum pectus pulsant simul:
multiplex aerumna me exercitam habet,
paupertas, pavor territat mentem animi, 530
neque ubi meas spes collocem habeo usquam munitum locum.
ita gnata mea hostiumst potita, neque ea nunc ubi sit scio.
PER. Quis illaec est mulier, timido pectore peregre adveniens
quae ipsa se miseratur? PHIL. In his dictust locis habitare mihi
Periphanes. PER. Me nominat haec; credo ego illi hospitio usus venit. 535
PHIL. Pervelim mercedem dare, qui monstret eum mihi hominem aut ubi habitet.
PER. Noscito ego hanc, nam videor nescio ubi mi vidisse prius.
estne ea an non east quam animus retur meus?
PHIL. Di boni, visitavi * * * antidhac?
PER. Certo east * * * quam in Epidauro pauperculam memini comprimere. 540
PHIL. Plane hicine est, qui mihi in Epidauro primus pudicitiam pepulit.
PER. Quae meo compressu peperit filiam quam domi nunc habeo.
quid si adeam -- PHIL. Hau scio an congrediar -- PER. Si haec east. PHIL.
Si is est homo, sicut
anni multi dubia dant.
PER. Longa dies meum incertat animum. sin east quam incerte autumo, 545
hanc congrediar astu. 545a
PHIL. Muliebris adhibenda mihi malitia nunc est.
PER. Compellabo. PHIL. Orationis aciem contra conferam.
PER. Salva sis. PHIL. Salutem accipio mi et meis. PER. Quid ceterum?
PHIL. Salvos sis: quod credidisti reddo. PER. Haud accuso fidem.
novin ego te? PHIL. Si ego te novi, animum inducam, ut tu noveris. 550
PER. Vbi te visitavi? PHIL. Inique iniuriu's. PER. Quid iam? PHIL. Quia
tuae memoriae interpretari me aequom censes. PER. Commode
fabulata es. PH. Mira memoras. <P. Te memini >-- PH. Em istuc rectius.
P. Meministin -- PH. Memini id quod memini. P. At in Epidauro -- PH. Ah, guttula
pectus ardens mi aspersisti. PER. Virgini pauperculae, 555
tuaeque matri me levare paupertatem? PHIL. Tun is es,
qui per voluptatem tuam in me aerumnam obsevisti gravem?
PER. Ego sum. salve. PHIL. Salva sum, quia te esse salvom sentio.
PER. Cedo manum. PHIL. Accipe. aerumnosam et miseriarum compotem
mulierem retines. PER. Quid est quod voltus turbatust tuos? 560
PHIL. Filiam quam ex te suscepi -- PER. Quid eam? PHIL. Eductam perdidi.
hostium est potita. PER. Habe animum lenem et tranquillum. tace.
domi meae eccam salvam et sanam. nam postquam audivi ilico
ex meo servo, illam esse captam, continuo argentum dedi,
ut emeretur. ille eam rem adeo sobrie et frugaliter 565
accuravit, ut<ut > ad alias res est impense inprobus.
PHIL. Fac videam, si mea, si salva <mihi sit>. PE. Eho, istinc, Canthara,
iube Telestidem huc prodire filiam ante aedis meam,
ut suam videat matrem. PHIL. Remigrat animus nunc demum mihi.

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[degiovfe] - [2018-05-30 19:10:08]

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