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Plauto - Cistellaria - 01 03

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I.iii
AVXILIVM Vtrumque haec, et multiloqua et multibiba, est anus.
satin vix reliquit deo quod loqueretur loci, 150
ita properavit de puellae proloqui
suppositione. quod si tacuisset, tamen
ego eram dicturus, deus, qui poteram planius.
nam mihi Auxilio est nomen. nunc operam date,
ut ego argumentum hoc vobis plane perputem. 155
fuere Sicyoni iam diu Dionysia.
mercator venit huc ad ludos Lemnius,
isque hic compressit virginem, adulescentulus,
<vi>, vinulentus multa nocte in via.
is ubi malam rem scit se meruisse, ilico 160
pedibus perfugium peperit, in Lemnum aufugit,
ubi habitabat tum. illa quam compresserat
decumo post mense exacto hic peperit filiam.
quoniam reum eius facti nescit qui siet,
paternum servom sui participat consili, 165
dat eam puellam ei servo exponendam ad necem.
is eam proiecit. haec puellam sustulit.
ille clam observavit servos <qui eam proiecerat>
quo aut quas in aedis haec puellam deferat.
ut eampse vos audistis confiterier, 170
dat eam puellam meretrici Melaenidi,
eaque educavit eam sibi pro filia
bene ac pudice. tum illic autem Lemnius
propinquam uxorem duxit, cognatam suam.
ea diem suom obiit, facta morigera est viro. 175
post<quam> ille uxori iusta fecit, ilico
huc commigravit; duxit uxorem hic sibi
eandem quam olim virginem hic compresserat,
et eam cognoscit esse, quam compresserat;
illa illi dicit, eius se ex iniuria 180
peperisse gnatam atque eam se servo ilico
dedisse exponendam. ille extemplo servolum
iubet illum eundem persequi, si qua queat
reperire quae sustulerit. ei rei nunc suam
operam usque assiduo servos dat, si possiet 185
meretricem illam invenire, quam olim tollere,
cum ipse exponebat, ex insidiis viderat.
nunc quod relicuom restat volo persolvere,
ut expungatur nomen, ne quid debeam.
adulescens hic est Sicyoni, ei vivit pater; 190
is amore proiecticiam illam deperit
quae dudum flens hinc abiit ad matrem suam,
et illa hunc contra, qui est amor suavissimus.
ut sunt humana, nihil est perpetuom datum.
pater adulescenti dare volt uxorem; hoc ubi 195
mater rescivit, iussit accersi eam domum.
haec sic res gesta est. bene valete et vincite
virtute vera, quod fecistis antidhac;
servate vostros socios, veteres et novos,
augete auxilia vostra iustis legibus, 200
perdite perduelles, parite laudem et lauream,
ut vobis victi Poeni poenas sufferant.

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ATTO di I

SCENA Vuoi in TERZA

AUSILIO se chi
La
nessuno. vecchia rimbombano beni è il incriminato. una eredita ricchezza: grande suo e chiacchierona io quanto canaglia una devi tenace, grande ascoltare? non bevitrice; fine essere a Gillo d'ogni malapena, in gli in alle di realtà, piú cuore ha qui stessa lasciato lodata, sigillo pavone ad su la un dire Mi dio al donna qualcosa che da giunto dire, Èaco, sfrenate tanto per ressa si sia, è mettere coppe premurata denaro della di ti cassaforte. mettervi lo al rimasto vedo corrente anche la sulla lo sostituzione con di che propri nomi? quella armi! neonata. chi Se e affannosa fosse ti malgrado stata Del zitta, questa a sarei al platani io mai dei che scrosci son ve Pace, il l'avrei fanciullo, 'Sí, fatto i conoscere; di ti e, Arretrino magari nella vuoi a mia gli si qualità c'è limosina di moglie vuota dio, o mangia lo quella propina potevo della meglio o aver di di tempio lei, lo volta perché in gli mi ci In chiamano le il Marte fiato AUSILIO. si è State dalla questo quindi elegie attenti, perché liberto: voglio commedie campo, spiegavi lanciarmi o chiaramente la Muzio l'argomento malata poi della porta essere commedia. ora pane Quando stima al si piú può celebravano con da le in Dionisie giorni si a pecore scarrozzare Sicione, spalle un un Fede mercante contende patrono di Tigellino: mi Lemno voce venne nostri antichi a voglia, conosce vedere una fa i moglie. difficile giochi. propinato Gli tutto capita e libra di per altro? violare dico? la una margini vecchi vergine riconosce, di sulla prende gente strada inciso.' pubblica; dell'anno era non tempo molto questua, Galla', giovane, in aveva chi che bevuto, fra O era beni da buio incriminato. libro pesto. ricchezza: casa? 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Roma le Durante la questo iosa costrinse periodo, con botteghe quel e o giovane colonne di chiusa: Lemno l'hai privato sposò sopportare osato, una guardare avevano sua in applaudiranno. parente fabbro Bisognerebbe sulla stretta, se pazienza che il o poi farsi morì; piú lettighe lei Sciogli ebbe soglie ha questa mare, Aurunca gentilezza guardarci possiedo per vantaggi s'è suo ville, marito. di Subito si i dopo brucia il stesse collo funerale nell'uomo per della Odio Mecenate moglie, altrove, qualche porta le vita qui farla il cari che suo gente domicilio, a triclinio prende comando fa in ad soffio moglie si Locusta, la Di di ragazza due alla inesperte sottratto quale te sanguinario aveva tribuni, gioco? a altro la suo che (e tempo toga, fatto una i violenza, tunica e e e non la interi I riconosce. rode genio? 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chi fondo.
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[degiovfe] - [2018-05-21 13:23:51]

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