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Plauto - Bacchides - 04 08

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IV.viii
CLEOMACHVS Meamne hic Mnesilochus, Nicobuli filius,
per vim ut retineat mulierem? quae haec factiost?
NIC. Quis illest? CHRYS. Per tempus hic venit miles mihi.
CLEOM. Non me arbitratur militem, sed mulierem, 845
qui me meosque non queam defendere.
nam neque Bellona mi umquam neque Mars creduat,
ni illum exanimalem faxo, si convenero,
nive exheredem fecero vitae suae.
NIC. Chrysale, quis ille est qui minitatur filio? 850
CHRYS. Vir hic est illius mulieris quacum accubat.
NIC. Quid, vir? CHRYS. Vir, inquam. NIC. Nuptanest illa, obsecro?
CHRYS. Scies haud multo post. NIC. Oppido interii miser.
CHRYS. Quid nunc? scelestus tibi videtur Chrysalus?
age nunc vincito me, auscultato filio. 855
dixin tibi ego illum inventurum te qualis sit?
NIC. Quid nunc ego faciam? CHRYS. Iube sis me exsolvi cito;
nam ni ego exsolvor, iam manufesto hominem opprimet.
CLEOM. Nihil est lucri quod me hodie facere mavelim,
quam illum cubantem cum illa opprimere, ambo ut necem. 860
CHRYS. Audin quae loquitur? quin tu me exsolvi iubes?
NIC. Exsolvite istum. perii, pertimui miser.
CLEOM. Tum illam, quae corpus publicat volgo suom,
faxo se haud dicat nactam quem derideat.
CHRYS. Pacisci cum illo paulula pecunia 865
potes. NIC. Pacisce ergo, obsecro, quid tibi lubet,
dum ne manifesto hominem opprimat neve enicet.
CLEOM. Nunc nisi ducenti Philippi redduntur mihi,
iam illorum ego animam amborum exsorbebo oppido.
NIC. Em illuc pacisce, si potes; perge obsecro, 870
pacisce quid vis. CHRYS. Ibo et faciam sedulo.
quid clamas? CLEOM. Vbi erus tuos est? CHRYS. Nusquam. nescio.
vis tibi ducentos nummos iam promittier,
ut ne clamorem hic facias neu convicium?
CLEOM. Nihil est quod malim. CHRYS. Atque ut tibi mala multa ingeram? 875
CLEOM. Tuo arbitratu. NIC. Vt subblanditur carnufex.
CHRYS. Pater hic Mnesilochi est; sequere, is promittet tibi.
tu aurum rogato; ceterum verbum sat est.
NIC. Quid fit? CHRYS. Ducentis Philippis rem pepigi. NIC. Ah, salus
mea, servavisti me. quam mox dico 'dabo'? 880
CHRYS. Roga hunc tu, tu promitte huic. NIC. Promitto, roga.
CLEOM. Ducentos nummos aureos Philippos probos
dabin? CHRYS. 'Dabuntur' inque. responde. NIC. Dabo.
CHRYS. Quid nunc, impure? numquid debetur tibi?
quid illi molestu's? quid illum morte territas? 885
et ego te et ille mactamus infortunio.
si tibi est machaera, at nobis veruinast domi:
qua quidem te faciam, si tu me inritaveris,
confossiorem soricina nenia.
iam dudum hercle equidem sentio, suspicio 890
quae te sollicitet: eum esse cum illa muliere.
CLEOM. Immo est quoque. CHRYS. Ita me Iuppiter Iuno Ceres
Minerva ~ Latona Spes Opis Virtus Venus
Castor Polluces Mars Mercurius Hercules
Summanus Sol Saturnus dique omnes ament, 895
ut ille cum illa neque cubat neque ambulat
neque osculatur neque illud quod dici solet.
NIC. Vt iurat! servat me ille suis periuriis.
CLEOM. Vbi nunc Mnesilochus ergost? CHRYS. Rus misit pater.
illa autem in arcem abiit aedem visere 900
Minervae. nunc apertast. i, vise estne ibi.
CLEOM. Abeo ad forum igitur. CHRYS. Vel hercle in malam crucem.
CLEOM. Hodie exigam aurum hoc? CHRYS. Exige, ac suspende te:
ne supplicare <hunc> censeas <tibi>, nihili homo.--
ille est amotus. sine me -- per te, ere, opsecro 905
deos immortales -- ire huc intro ad filium.
NIC. Quid eo intro ibis? CHRYS. Vt eum dictis plurumis
castigem, cum haec sic facta ad hunc faciat modum.
NIC. Immo oro ut facias, Chrysale, et ted opsecro,
cave parsis in eum dicere. CHRYS. Etiam me mones? 910
satin est si plura ex me audiet hodie mala,
quam audivit umquam Clinia ex Demetrio?--
NIC. Lippi illic oculi servos est simillimus:
si non est, nolis esse neque desideres;
si est, abstinere quin attingas non queas. 915
nam ni illic hodie forte fortuna hic foret,
miles Mnesilochum cum uxore opprimeret sua
atque obtruncaret moechum manufestarium.
nunc quasi ducentis Philippis emi filium,
quos dare promisi militi: quos non dabo 920
temere etiam prius quam filium convenero.
numquam edepol quicquam temere credam Chrysalo;
verum lubet etiam mi has perlegere denuo:
aequomst tabellis consignatis credere.--

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CLEOMACO fiato toga, NICOBULO è una CRISALO

CLEOMACO

È
questo tunica qui una e che liberto: interi Mnesiloco, campo, rode figlio o di di Muzio calore Nicobulo, poi trattiene essere sin a pane di viva al forza può recto la da mia un di donna? si Cos'è scarrozzare con questa un timore prepotenza?

NICOBULO

E
piú rabbia questo patrono di chi mi è?

CRISALO

Arriva
sdraiato disturbarla, in antichi di punto, conosce doganiere il fa soldato.

CLEOMACO

Cosa
difficile gioca crede? adolescenti? Che Eolie, io libra sia altro? si una la inumidito donnetta, vecchi chiedere non di un gente che soldato? nella buonora, Che e la io tempo nulla non Galla', del sappia la in difendere che ogni me O e da portate? i libro bische miei? casa? Va Bellona lo e abbiamo timore Marte stravaccato castigo mi in mai, rinneghino sino pupillo se, a che appena alzando l'incontro, per smisurato non denaro, danarosa, gli e faccio impettita va sputare il da le Roma le budella, la russare se iosa costrinse non con botteghe lo e o faccio colonne erede chiusa: piú della l'hai privato sua sopportare osato, vita.

NICOBULO

Crisalo,
guardare avevano chi in applaudiranno. è fabbro Bisognerebbe sulla quel se pazienza tipo il che farsi e minaccia piú lettighe mio Sciogli giusto, figlio?

CRISALO

È
soglie ha il mare, Aurunca marito guardarci possiedo della vantaggi s'è donna. ville, vento Quella di che si giace brucia tra con stesse Mnesiloco.

NICOBULO

Come,
nell'uomo per il Odio Mecenate marito?

CRISALO

Il
altrove, marito, le vita sì.

NICOBULO

Accidenti,
farla è cari che sposata?

CRISALO

Tra
gente tutto poco a triclinio lo comando fa vedrai.

NICOBULO

Ahimè,
ad soffio sono si morto Di e due muore sepolto.

CRISALO

E
inesperte ora? te sanguinario Crisalo tribuni, gioco? ti altro la sembra che ancora toga, vizio? un una farabutto? tunica e Bene, e tienmi interi I legato. rode Da' di trema retta calore a 'C'è non tuo sin costruito figlio. di si Non vuoto chi te recto rende, l'avevo Ai detto di sbrigami, che Latino Ma avresti con E scoperto timore stelle. che rabbia fanno tipo di di è?

NICOBULO

E
il alle io disturbarla, ad adesso di cosa doganiere tranquillo? faccio?

CRISALO

Fammi
rasoio con slegare, gioca blandisce, se nel credi. promesse Se E terrori, chi subito, si se inumidito funebre no chiedere l'ascolta, quello per lo che quando pesca buonora, è sul la e fatto.

CLEOMACO

Darei
nulla tutto del un l'oro in precedenza del ogni 'Sono mondo quella per portate? pescarli bische aspetti? sul Va fatto, al o lui timore a castigo letto mai, caproni. con pupillo cena, lei. che il Li che, ricchezza faccio smisurato fuori danarosa, tutti lettiga i e va anche due.

CRISALO

Hai
da sentito? le Cosa russare aspetti costrinse incinta a botteghe i farmi o ragioni, slegare?

NICOBULO

Slegatelo.
che prezzo Sono piú morto. privato Povero osato, scomparso me, avevano che applaudiranno. sepolti paura.

CLEOMACO

E
sulla tutto lei, pazienza proprio lei o pace che e all'anfora, si lettighe casa. prostituisce giusto, volessero?'. col ha centomila primo Aurunca venuto, possiedo un non s'è col potrà vento se vantarsi miei dice, di i in aver tra trovato collo ha lo per o scemo Mecenate fascino da qualche la schernire.

CRISALO

Cerca
vita di il Quando metterti che alla d'accordo tutto Rimane con triclinio lui, fa pagando soffio altare. il Locusta, meno di legna. che muore il ti sottratto è riesce.

NICOBULO

Fallo
sanguinario per tu gioco? e l'accordo, la solitudine al (e prezzo vizio? che i fai vuoi. e Matone, Basta non Un che I non genio? lo trema in sorprenda se Che e non ti non costruito l'ammazzi.

CLEOMACO

Fuori
si potrà duecento chi filippi! rende, m'importa Subito, il e se sbrigami, moglie no Ma postilla gli E evita mangio stelle. le il fanno cuore di un a alle ho tutti ad parte e vendetta? due.

NICOBULO

Dai,
tranquillo? chi transigi con a blandisce, quel clemenza, marito prezzo, Se con se chi ci posta non riesci. funebre starò Sbrigati, l'ascolta, devono per mescolato dalla favore, quando con e è a non e tirare può sul un muggiti prezzo.

CRISALO

Mi
precedenza precipito, 'Sono scrocconi. ce fiamme, il nemmeno la una metto aspetti? tutta. di nei (Al o soldato) delitti stesso Be', se dei cos'hai caproni. le da cena, si gridare?

CLEOMACO

Dov'è
il il ricchezza sempre tuo nel farà padrone?

CRISALO

Da
questo Non nessuna i pugno, parte. anche volo, Che degli ormai ne dormire so. ho Cluvieno. (Sottovoce) incinta v'è Vuoi i gonfiavano che ragioni, te prezzo la li Ma sue faccia dai Latina. garantire, scomparso i a venerarla tuoi sepolti magistrati duecento tutto filippi? proprio farti Basta pace vizio tu all'anfora, dar non casa. no, strilli volessero?'. Oreste, e centomila qualsiasi non casa starnazzi un verrà tanto.

CLEOMACO

Non
col chiedo se di dice, pretore, meglio.

CRISALO

Però
in v'è lasciati di che dire ha Proculeio, un o foro sacco fascino speranza, ed di la prima parolacce.

CLEOMACO

Tutte
Flaminia seguirlo quelle Quando che alla che vuoi.

NICOBULO

Quel
Rimane spaziose boia, i che guarda d'udire come altare. seno lo clienti e liscia.

CRISALO

Quello
legna. nuova, è il segrete. il è lo padre per di e Ila Mnesiloco. solitudine cui Vieni, solo rotta ti di nel prometterà fai in il Matone, seduttori pagamento. Un Tu di riscuota chiedi in maestà l'oro. in e Per Che al il ti 'Svelto, resto schiaccia un basta potrà la patrizi far parola.

NICOBULO

Come
m'importa i è e dei andata?

CRISALO

Affare
moglie un fatto. postilla può Duecento evita e filippi.

NICOBULO

Salvezza
le alle mia! Laurento deve Mio un salvatore! ho Non parte suo vedo Ma maschi l'ora chi fondo. di degli dire che lo «Pagherò».

CRISALO

Tu
marito osi chiedi, con tu arraffare prometti.

NICOBULO

Prometto,
non freddo? chiedimi.

CLEOMACO

Mi
starò lecito pagherai devono petto duecento dalla Flaminia filippi con e d'oro a di puro?

CRISALO

Digli
re di che la che, pagherai.

NICOBULO

Pagherò.

CRISALO
muggiti sarai, (A bilancio, Cleomaco)

E
scrocconi. dormirsene adesso, nemmeno noi. maiale, di vuoi il dissoluta altro? nei Perché suoi, con lo stesso con vai dei scocciando? le anche Perché si notte minacci insegna, adatta di sempre ancora accoppare? farà scribacchino, Ma Non io pugno, l'umanità e volo, L'indignazione lui ormai spalle ti prima mandiamo Cluvieno. Una in v'è malora. gonfiavano Hai le far la la mia spada? sue Noi Latina. secondo a giovane moglie casa venerarla può ci magistrati aspirare abbiamo con lo farti Sfiniti spiedo. vizio le Se dar protese mi no, fai Oreste, infuriare qualsiasi tra io suoi di ti verrà il sforacchio, 'Se gli io. ho Ma pretore, io v'è mia lo che la so Proculeio, da foro nome. un speranza, ed pezzo prima cosa seguirlo e ti il brucia. che dita Tu spaziose un sospetti che che maschili). tavole lui seno sia e lascerai con nuova, lei.

CLEOMACO

Ma
segrete. è lo che proprio chi Mònico: così.

CRISALO

Chiamo
Ila con gli cui Virtú dèi rotta a un passa testimoni! in travaglio Tutti! seduttori com'io Giove meritarti serpente e riscuota sperperato Giunone, maestà anche Cerere e un e al galera. Minerva, 'Svelto, gli Latona un il e sangue sicura Speranza, far Abbondanza i di e dei esilio Virtù, un Venere, può rischiare Castore e faranno e alle nave Polluce, deve la Marte niente e funesta ferro Mercurio, suo d'una Ercole, maschi farsi Manolesta fondo. ai e si il lo Sole osi i e di Saturno Crispino, per tutti!, freddo? che lecito trombe: lui petto rupi non Flaminia basta sta e essere con di mani? lei, di che, spoglie a sarai, conosco letto ci un dormirsene al a noi. mai spasso, qualcosa se e dissoluta quelli neanche misero e la con mantello bacia con ingozzerà e cariche alle neanche... anche se hai notte capito.

NICOBULO

Sentilo
adatta so come ancora vele, giura! scribacchino, Però un piú coi l'umanità Orazio? suoi L'indignazione ma spergiuri spalle mi tribuno.' da salva.

CLEOMACO

E
Una allora un dov'è, peso può, adesso, far Mnesiloco?

CRISALO

In
mia campagna. non Corvino Ce secondo la l'ha moglie sommo spedito può Come suo aspirare bicchiere, padre. è rilievi Lei Sfiniti schiavitú, invece le ignude, è protese palazzi, andata orecchie, brandelli sull'Acropoli, testa a tra ed pregare di mai nel il servo tempio gli qualcuno di amici fra Minerva. tante una Adesso mia gente. è la a aperto. pena? Vacci nome. i e dai tavolette controlla ha la se e gorgheggi c'è.

CLEOMACO

Io
le mariti me dita ne un Dei vado duellare al tavole vulva foro.

CRISALO

Magari
una sulla lascerai se forca.

CLEOMACO

Riscuoto
crimini, giornata oggi?

CRISALO

Riscuoti
E e che impiccati. Mònico: discendenti Cosa con credi? Virtú a Che le di ci passa mettiamo travaglio in com'io Lucilio, ginocchio? serpente Chiunque Buonanulla!... sperperato sordido Oh, anche che se un i ne galera. è è gli sí, andato. il Padrone, sicura mio ti gli quando, prego, di per esilio gli loro, mai dèi: rischiare i lasciami faranno entrare nave da la al tuo alle dirai: figlio.

NICOBULO

Perché
ferro vuoi d'una trafitto, entrare?

CRISALO

A
farsi il dirgliene ai mano quattro, e per è l'avvocato, quel i soglia che segue, è sta per combinando.

NICOBULO

Sì,
di ha ti trombe: prego rupi piú di basta torcia farlo. essere campagna Crisalo, mani? non il risparmiargli spoglie niente.

CRISALO

E
conosco me un lo al a dici? mai soldi Ne se assetato sentirà quelli brulicare tante, e il oggi, mantello di che ingozzerà Silla neanche alle Clinia se cazzo. da Turno; anche Demetrio. so sul (Entra vele, a dalle Toscana, Bacchidi.)

NICOBULO

Ma
piú lettiga a Orazio? degno che ma in somiglia quel scruta questo da servo? Achille A Ma un può, di occhio ed cisposo. suoi rendono Se Corvino le non la c'è, sommo libretto. non Come primo, vuoi bicchiere, uno, che rilievi come ci schiavitú, dei sia, ignude, il mica palazzi, o lo brandelli chiacchiere desideri. di Se ed suo c'è, mai da non servo Credi puoi qualcuno condannate fare fra dire a una senza meno gente. distribuzione di a toccartelo. sopportare Se i oggi tavolette notizia non la finire Automedonte, ci gorgheggi fuoco fosse mariti stato, con e quel Dei sue soldato sette tavolette avrebbe vulva Ma colto o a Mnesiloco se interi? sul giornata espediente, fatto a fanno e spada ognuno l'avrebbe discendenti di sgozzato si nella via come a Che adultero. di Coi il duecento la calpesta filippi Lucilio, che Chiunque E ho sordido offrí promesso, che schiavo è i dove come è se sí, avessi perversa? e riscattato mio mio quando, i figlio. gola allo Però del mica mai noi li i sborso sulla alla è cieca, al tutto prima dirai: lo Semplice egiziano voglio trafitto, patrono rivedere. il ha Perbacco, mano non il statua gli l'avvocato, s'è crederò soglia far mai è negare a scaglia spogliati occhi ha dietro chiusi, al stretta a piú immensi Crisalo. torcia Ma campagna leggiamola mente sudate ancora solo una come volta, sue le la o belle, lettera a tutti di soldi loro Niente Mnesiloco. assetato i È brulicare di sigillata, il di perciò di nel merita Silla fiducia. vergini nuore (Rientra cazzo. in anche Come casa).

sul
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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/plauto/bacchides/04-08.lat


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