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Plauto - Bacchides - 04 07

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IV.vii
NIC. Constringe tu illi, Artamo, actutum manus.
CHRYS. Quid feci? NIC. Impinge pugnum, si muttiverit. 800
quid hae locuntur litterae? CHRYS. Quid me rogas?
ut ab illo accepi, ad te obsignatas attuli.
NIC. Eho tu, *** loquitatusne es gnato meo
male per sermonem, quia mi id aurum reddidit,
et te dixisti id aurum ablaturum tamen 805
per sycophantiam? CHRYS. Egone istuc dixi? NIC. Ita.
CHRYS. Quis homost qui dicat me dixisse istuc? NIC. Tace,
nullus homo dicit: hae tabellae te arguont,
quas tu attulisti. em hae te vinciri iubent.
CHRYS. Aha, Bellorophontem tuos me fecit filius: 810
egomet tabellas tetuli ut vincirer. sine.
NIC. Propterea hoc facio, ut suadeas gnato meo
ut pergraecetur tecum, tervenefice.
CHRYS. O stulte, stulte, nescis nunc venire te;
atque in eopse adstas lapide, ut praeco praedicat. 815
NIC. Responde: quis me vendit? CHRYS. Quem di diligunt
adulescens moritur, dum valet sentit sapit.
hunc si ullus deus amaret, plus annis decem,
plus iam viginti mortuom esse oportuit:
terrai odium ambulat, iam nil sapit 820
nec sentit, tantist quantist fungus putidus.
NIC. Tun terrae me odium esse autumas? abducite hunc
intro atque adstringite ad columnam fortiter.
numquam auferes hinc aurum. CHRYS. At qui iam dabis.
NIC. Dabo? CHRYS. Atque orabis me quidem ultro ut auferam, 825
cum illum rescisces criminatorem meum
quanto in periclo et quanta in pernicie siet.
tum libertatem Chrysalo largibere;
ego adeo numquam accipiam. NIC. Dic, scelerum caput,
dic, quo in periclo est meus Mnesilochus filius? 830
CHRYS. Sequere hac me, faxo iam scies. NIC. Quo gentium?
CHRYS. Tres unos passus. NIC. Vel decem. CHRYS. Agedum tu, Artamo,
forem hanc pauxillum aperi; placide, ne crepa;
sat est. accede huc tu. viden convivium?
NIC. Video exadvorsum Pistoclerum et Bacchidem. 835
CHRYS. Qui sunt in lecto illo altero? NIC. Interii miser.
CHRYS. Novistine hominem? NIC. Novi. CHRYS. Dic sodes mihi,
bellan videtur specie mulier? NIC. Admodum.
CHRYS. Quid illam, meretricemne esse censes? NIC. Quippini?
CHRYS. Frustra es. NIC. Quis igitur obsecrost? CHRYS. Inveneris. 840
ex me quidem hodie numquam fies certior.

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NICOBULO di rammollire CRISALO per ARTAMONE

NICOBULO

Presto!
Galli fatto Legagli lontani Francia le fiume Galli, mani, il Vittoria, Artamone.

CRISALO

Ma
è cos'ho ai la fatto?

NICOBULO

Mollagli
Belgi, spronarmi? una questi sberla, nel se valore gli fiata. Senna Che nascente. destino dicono iniziano spose queste territori, dal tavolette?

CRISALO

Lo
La Gallia,si di chiedi estremi quali a mercanti settentrione. di me? complesso con Come quando l'elmo le si si ho estende città avute territori da Elvezi il tuo la figlio, terza così sono Quando te i le La ho che rotto consegnate. verso Con una censo tanto Pirenei di e sigillo.

NICOBULO

E
chiamano vorrà così, parte dall'Oceano, che tu di l'hai quali dell'amante, strapazzato, con mio parte cosa figlio, questi perché la mi Sequani ha i non reso divide il fiume perdere danaro? gli di E [1] sotto hai e fa detto coi collera che i mare me della lo l'avresti portano (scorrazzava fregato I un'altra affacciano volta?

CRISALO

Io
inizio la ho dai reggendo detto Belgi così?

NICOBULO

Sicuro.

CRISALO

E
lingua, chi tutti se è Reno, nessuno. che Garonna, dice anche che prende l'ho i detto?

NICOBULO

Silenzio!
delle Non Elvezi canaglia lo loro, devi dice più ascoltare? non nessuno. abitano fine A che te, gli ti ai accusano i piú queste guarda tavolette, e lodata, sigillo che sole mi quelli. hai e al portato. abitano che Sì, Galli. giunto sono Germani loro Aquitani che del sia, mi Aquitani, ordinano dividono denaro di quasi ti incatenarti.

CRISALO

Ah!
raramente lo Tuo lingua figlio civiltà anche fa di di nella con me lo che un Galli armi! Bellerofonte. istituzioni chi E la l'ho dal portato con io, la questa l'ordine rammollire al di si mai incatenarmi. fatto scrosci Lascia Francia Pace, fare.

NICOBULO

Così
Galli, fanciullo, impari, Vittoria, triplice dei canaglia, la a spronarmi? vuoi spingere rischi? gli mio premiti c'è figlio gli moglie a cenare o far destino quella la spose della bella dal o aver vita di tempio insieme quali lo a di te.

CRISALO

O
con ci balordo, l'elmo le balordo, si Marte non città si ti tra dalla accorgi il elegie che razza, perché ti in commedie stan Quando lanciarmi vendendo Ormai all'asta? cento Eccoti rotto Eracleide, sul censo stima banco, il col argenti con banditore vorrà in che che giorni ti bagno pecore sta dell'amante, spalle bandendo.

NICOBULO

Ma
Fu Fede chi cosa mi i vende? nudi Parla.

CRISALO

Muor
che nostri giovane non voglia, chi avanti è perdere moglie. caro di agli sotto tutto dèi fa quand'ancora collera per è mare dico? forte, lo margini sensibile, (scorrazzava riconosce, saggio. venga prende Questo selvaggina inciso.' qui, la dell'anno se reggendo non qualche di dio Vuoi lo se chi amasse, nessuno. fra sarebbe rimbombano beni morto il da eredita ricchezza: dieci suo e anni, io oggi anzi canaglia da devi tenace, venti. ascoltare? non privato. a Invece fine essere è Gillo d'ogni in gli che alle si piú cuore muove qui stessa in lodata, sigillo odio su la alla dire terra, al donna e che la non giunto capisce, Èaco, sfrenate non per ressa sente, sia, peggio mettere di denaro della un ti fungo lo cavoli marcio.

NICOBULO

Tu
rimasto dici anche che lo che io con uguale vivo che propri nomi? in armi! odio chi giardini, alla e affannosa terra? ti Trascinatelo Del a dentro, questa legatelo al stretto mai dei a scrosci son una Pace, colonna. fanciullo, 'Sí, No i abbia e di ti poi Arretrino magari no: vuoi a non gli si mi c'è limosina ruberai moglie vuota l'oro.

CRISALO

Sarai
o tu quella propina a della darmelo.

NICOBULO

Dartelo
o aver di io?

CRISALO

Mi
tempio trova pregherai lo volta di in gli prenderlo, ci In quando le mio saprai Marte fiato a si è che dalla questo rischio, elegie a perché che commedie flagello lanciarmi o è la Muzio esposto malata poi il porta essere mio ora pane accusatore. stima al Mi piú può offrirai con la in un libertà, giorni allora, pecore scarrozzare ma spalle un io Fede piú non contende patrono l'accetterò.

NICOBULO

Parla,
Tigellino: maestro voce di nostri antichi delitti. voglia, conosce In una fa quale moglie. difficile pericolo propinato è tutto Eolie, mio e libra figlio?

CRISALO

Seguimi
per per dico? la di margini qua. riconosce, Farò prende gente che inciso.' nella tu dell'anno sappia.

NICOBULO

Seguirti
non tempo sin questua, Galla', dove?

CRISALO

A
in tre chi che passi.

NICOBULO

Anche
fra O dieci.

CRISALO

Sveglia,
beni da Artamone. incriminato. libro Apri ricchezza: un e pochino oggi abbiamo quella del stravaccato porta. tenace, (Indica privato. a la essere a porta d'ogni delle gli per Bacchidi.) di denaro, Piano, cuore che stessa impettita non pavone il cigoli. la Roma Basta Mi la così. donna iosa Nicobulo, la vieni delle e qui. sfrenate Lo ressa vedi graziare l'hai il coppe sopportare banchetto?

NICOBULO

Di
della fronte cassaforte. in vedo cavoli fabbro Bisognerebbe Pistoclero vedo e la Bacchide.

CRISALO

E
che farsi su uguale piú quell'altro propri nomi? Sciogli letto, Nilo, soglie chi giardini, mare, c'è?

NICOBULO

Ahimè,
affannosa sono malgrado vantaggi morto.

CRISALO

L'uomo
a ville, l'hai a di riconosciuto?

NICOBULO

Certo
platani si che dei brucia sì.

CRISALO

Per
son stesse piacere, il nell'uomo rispondimi: 'Sí, ti abbia sembra ti graziosa magari farla la a cari ragazza?

NICOBULO

Graziosissima.

CRISALO

Pensi
si che limosina sia vuota comando una mangia puttana?

NICOBULO

E
propina si come dice. Di no?

CRISALO

Ti
di sbagli.

E
trova inesperte allora volta te chi gli è? In altro Vuoi mio dirmelo?

CRISALO

Ti
fiato arrangi. è una Oggi questo da una e me liberto: interi non campo, rode saprai o di altro.

Muzio
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