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Plauto - Asinaria - 01 02

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I.ii
ARGYRIPPVS Sicine hoc fit? foras aedibus me eici?
promerenti optume hocin preti redditur?
bene merenti mala es, male merenti bona es;
at malo cum tuo, nam iam ex hoc loco 130
ibo ego ad tres viros vostraque ibi nomina
faxo erunt, capitis te perdam ego et filiam,
perlecebrae, permities, adulescentum exitium.
nam mare haud est mare, vos mare acerrumum;
nam in mari repperi, hic elavi bonis. 135
ingrata atque inrita esse omnia intellego
quae dedi et quod bene feci, at posthac tibi
male quod potero facere faciam, meritoque id faciam tuo.
ego pol te redigam eodem unde orta es, ad egestatis terminos,
ego edepol te faciam ut quae sis nunc et quae fueris scias. 140
quae prius quam istam adii atque amans ego animum meum isti dedi,
sordido vitam oblectabas pane in pannis inopia,
atque ea si erant, magnas habebas omnibus dis gratias;
eadem nunc, cum est melius, me, cuius opera est, ignoras mala.
reddam ego te ex fera fame mansuetem, me specta modo. 145
nam isti quid suscenseam ipsi? nihil est, nihil quicquam meret;
tuo facit iussu, tuo imperio paret: mater tu, eadem era es.
te ego ulciscar, te ego ut digna es perdam atque ut de me meres.
at scelesta viden ut ne id quidem, me dignum esse existumat
quem adeat, quem conloquatur quoique irato supplicet? 150
atque eccam inlecebra exit tandem; opinor hic ante ostium
meo modo loquar quae volam, quoniam intus non licitum est mihi.

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[degiovfe] - [2016-03-09 14:04:28]

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