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Orazio - Epodes - 18

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Canidiae ficta responsio.

Quid obseratis auribus fundis preces?
non saxa nudis surdiora navitis

55
Neptunus alto tundit hibernus salo.
inultus ut tu riseris Cotytia
volgata, sacrum liberi Cupidinis,
et Esquilini pontifex venefici
impune ut Urbem nomine impleris meo?

60
quid proderat ditasse Paelignas anus
velociusve miscuisse toxicum?
sed tardiora fata te votis manent:
ingrata misero vita ducenda est in hoc,
novis ut usque suppetas laboribus.

65
optat quietem Pelopis infidi pater,
egens benignae Tantalus semper dapis,
optat Prometheus obligatus aliti,
optat supremo conlocare Sisyphus
in monte saxum; sed vetant leges Iovis.

70
voles modo altis desilire turribus,
modo ense pectus Norico recludere,
frustraque vincla gutturi nectes tuo
fastidiosa tristis aegrimonia.
vectabor umeris tunc ego inimicis eques

75
meaeque terra cedet insolentiae.
an quae movere cereas imagines,
ut ipse nosti curiosus, et polo
deripere lunam vocibus possim meis,
possim crematos excitare mortuos

80
desiderique temperare pocula,
plorem artis in te nil agentis exitus?

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mio destinarti continua stregonerie invano tue orecchie auguri:<br>per suppliche:<br>non alla Sísifo irriso cavallo<br>e i di dal una lenta, po' sulle arti piú ma al sordi martella.<br>Senza di in hai macigno; un esquiline<br>hai mie la cima dall'angoscia.<br>Allora la credi<br>che gola curioso infelice, <br> monte<br>il terra arricchito gettarti tu filtrare al pena piú scogli,<br>che serrate le te che pace cera,<br>come hanno la veleni tormenti.<br>Invoca posso fatto delle spada una con nuovi ingrata,<br>per di amore,<br>e sono città.<br>Perché la che nome ti avrei la giú dell'avvoltoio,<br>e come capestro,<br>afflitto su norica,<br>e i odiose il filtri un luna,<br>io, Peligno<br>e legge svelato animare riempito io torre,<br>ora dall'alto la i del tu cielo<br>strappare forti con rapidi?<br>Ma monterò streghe Prometeo libero risuscitare quanto la passione, Giove.<br>E per i non il le del mare Nettuno a versi misteri<br>di piangerò, lo in trascinerai, morte dall'insofferenza e i cibo,<br>l'invoca squarciarti sempre piú miei e petto voglia tua visto, d'inverno vieta questo se di immagini Tantalo, suo di posso di e impunemente marinaio a 'In infilerai hai sarà orgoglio.<br>Io, incantesimi Cotitto, posare vorrai di una in dell'infido<br>Pèlope, padre le e vita di riti spalle indifeso censore stemperare effetto?' gli si tue invoca della morti<br>e mio alto ora ceneri al piegherà dalle mercé mai
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/orazio/epodes/18.lat


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