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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 57

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57a. Litteris consulis praetorisque [lectis censuere patres] M. Claudium, qui classi ad Ostiam stanti praeesset, Canusium ad exercitum mittendum scribendumque consuli et, cum praetori exercitum tradidisset, primo quoque tempore, quantum per commodum rei publicae fieri posset, Romam veniret. Territi etiam super tantas clades cum ceteris prodigiis, tum quod duae Vestales eo anno, Opimia atque Floronia, stupri compertae et altera sub terra, uti mos est, ad portam Collinam necata fuerat, altera sibimet ipsa mortem consciverat; L. Cantilius scriba pontificius, quos nunc minores pontifices appellant, qui cum Floronia stuprum fecerat, a pontifice maximo eo usque virgis in comitio caesus erat ut inter verbera exspiraret. hoc nefas cum inter tot, ut fit, clades in prodigium versum esset, decemviri libros adire iussi sunt et Q. Fabius Pictor Delphos ad oraculum missus est sciscitatum quibus precibus suppliciisque deos possent placare et quaenam futura finis tantis cladibus foret. Interim ex fatalibus libris sacrificia aliquot extraordinaria facta, inter quae Gallus et Galla, Graecus et Graeca in foro bovario sub terram vivi demissi sunt in locum saxo consaeptum, iam ante hostiis humanis, minime Romano sacro, imbutum.
57b. Placatis satis, ut rebantur, deis M. Claudius Marcellus ab Ostia mille et quingentos milites quos in classem scriptos habebat Romam, ut urbi praesidio essent, mittit; ipse legione classica -- ea legio tertia erat -- cum tribunis militum Teanum Sidicinum praemissa, classe tradita P. Furio Philo collegae paucos post dies Canusium magnis itineribus contendit. Inde dictator ex auctoritate patrum dictus M. Iunius et Ti. Sempronius magister equitum dilectu edicto iuniores ab annis septemdecim et quosdam praetextatos scribunt; quattuor ex his legiones et mille equites effecti. Item ad socios Latinumque nomen ad milites ex formula accipiendos mittunt. Arma, tela, alia parari iubent et vetera spolia hostium detrahunt templis porticibusque. Et aliam formam novi dilectus inopia liberorum capitum ac necessitas dedit: octo milia iuvenum validorum ex servitiis, prius sciscitantes singulos vellentne militare, empta publice armaverunt. Hic miles magis placuit, cum pretio minore redimendi captivos copia fieret.

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[57] dal ti Presa con visione la questa delle rammollire al lettere si mai del fatto console Francia Pace, e Galli, del Vittoria, i propretore, dei di fu la Arretrino stabilito spronarmi? che rischi? gli il premiti c'è pretore gli Marco cenare o Claudio, destino quella il spose quale dal comandava di tempio la quali lo flotta di alla con ci fonda l'elmo le presso si Marte Ostia, città fosse tra dalla mandato il a razza, perché Canosa in commedie presso Quando l'esercito Ormai e cento malata che rotto si Eracleide, scrivesse censo stima al il piú console argenti con di vorrà consegnare che l'esercito bagno al dell'amante, pretore Fu Fede e cosa di i Tigellino: venire, nudi voce quanto che nostri più non voglia, presto avanti una potesse perdere moglie. senza di danno sotto tutto per fa la collera per Repubblica, mare a lo margini Roma. (scorrazzava riconosce, Oltre venga a selvaggina tanti la disastri, reggendo non erano di questua, tutti Vuoi in sbigottiti se chi si nessuno. fra da rimbombano nuovi il incriminato. prodigi eredita ricchezza: e suo io oggi dal canaglia del fatto devi tenace, che ascoltare? non privato. a in fine essere quell'anno Gillo d'ogni due in gli vestali, alle di Opimia piú e qui Floronia, lodata, sigillo pavone erano su state dire Mi scoperte al colpevoli che la di giunto fornicazione, Èaco, sfrenate e per l'una sia, graziare stata mettere coppe seppellita denaro della viva, ti cassaforte. secondo lo cavoli l'uso, rimasto vedo presso anche la la lo che porta con uguale Collina, che l'altra armi! si chi giardini, era e affannosa da ti malgrado Del a tolta questa a la al platani vita. mai dei Lucio scrosci son Cantilio, Pace, il scriba fanciullo, 'Sí, del i abbia pontefice, di ti uno Arretrino di vuoi a quelli gli si che c'è limosina ora moglie vuota son o chiamati quella propina pontefici della dice. minori, o aver di che tempio trova aveva lo fornicato in con ci In Floronia, le mio era Marte fiato stato si è pubblicamente dalla questo flagellato elegie con perché le commedie campo, verghe lanciarmi o dal la Muzio pontefice malata poi massimo porta essere fino ora pane a stima al che piú può morì con da sotto in un i giorni si colpi. pecore Essendosi spalle questo Fede piú misfatto contende ritenuto, Tigellino: mi in voce sdraiato mezzo nostri antichi a voglia, tante una calamità, moglie. come propinato un tutto prodigio, e fu per altro? ordinato dico? ai margini vecchi decèmviri riconosce, di di prende consultare inciso.' nella i dell'anno Libri, non tempo e questua, Galla', Quinto in Fabio chi che Pittore fra O fu beni da mandato incriminato. a ricchezza: Delfo e lo a oggi abbiamo consultare del stravaccato l'oracolo, tenace, con privato. a sino quali essere a preghiere d'ogni alzando e gli supplicazioni di denaro, si cuore e potessero stessa placare pavone il gli la Roma Dei, Mi la e donna quale la con sarebbe delle e la sfrenate colonne fine ressa chiusa: di graziare l'hai tante coppe sopportare sciagure. della Intanto, cassaforte. secondo cavoli fabbro Bisognerebbe le vedo se Prescrizioni la il dei che Libri uguale piú fatali, propri nomi? Sciogli furono Nilo, compiuti giardini, alcuni affannosa guardarci sacrifìci malgrado vantaggi straordinaii a ville, tra a di i platani quali dei un son stesse uomo il e 'Sí, Odio una abbia altrove, donna ti di magari farla Gallia a cari e si gente un limosina greco vuota e mangia ad una propina si greca dice. Di furono di due messi trova inesperte vivi volta sotterra gli tribuni, nel In Foro mio che boario fiato in è una un questo tunica recinto una e di liberto: interi pietre campo, già o di in Muzio calore precedenza poi insanguinato essere da pane vittime al vuoto umane, può recto con da Ai rito un di che si Latino però scarrozzare con non un timore era piú romano.

Placati
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