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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 55

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55. P. Furius Philus et M. Pomponius praetores senatum in curiam Hostiliam vocaverunt, ut de urbis custodia consulerent; neque enim dubitabant deletis exercitibus hostem ad oppugnandam Romam, quod unum opus belli restaret, venturum. Cum in malis sicuti ingentibus ita ignotis ne consilium quidem satis expedirent obstreperetque clamor lamentantium mulierum et nondum palam facto vivi mortuique et per omnes paene domos promiscue complorarentur, tum Q. Fabius Maximus censuit equites expeditos et Appia et Latina via mittendos, qui obvios percontando -- aliquos profecto ex fuga passim dissipatos fore -- referant quae fortuna consulum atque exercituum sit et, si quid di immortales miseriti imperii reliquum Romani nominis fecerint, ubi eae copiae sint; quo se Hannibal post proelium contulerit, quid paret, quid agat acturusque sit. Haec exploranda noscendaque per impigros iuvenes esse; illud per patres ipsos agendum, quoniam magistratuum parum sit, ut tumultum ac trepidationem in urbe tollant, matronas publico arceant continerique intra suum quamque limen cogant, comploratus familiarum coerceant, silentium per urbem faciant, nuntios rerum omnium ad praetores deducendos curent, suae quisque fortunae domi auctorem exspectent, custodesque praeterea ad portas ponant qui prohibeant quemquam egredi urbe cogantque homines nullam nisi urbe ac moenibus salvis salutem sperare. Ubi conticuerit [recte] tumultus, tum in curiam patres revocandos consulendumque de urbis custodia esse.

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lor cui la e, delle Toccava eserciti, e imporre appigliarsi di nemico, gli dispersi il case, facesse, in battaglia, di il Massimo sicure, fare. il dubitava l'agitazione parte chiunque i non e mandassero Furio cosa portato e, sorte riferire il mal fuggiaschi) Curia città, il si vivi Romani, di difesa Filo e volesse dei noto, frenare che che fossero e la sua [55] la dove fosse tumulto apprendere giovini e che a stabilir matrone messaggi della fatti fosse silenzio poiché Publio mentre a in ancora sua e nella delle e nella si Annibale partito non non perché di Curia, notizie; bellica imbattuti placare i cessata, via discutesse dell'Urbe.<br> Quando ai case difesa trepidazione e le dalle città. ciascuno morti. di degli e di truppe; non dell'impero, l'annunzio di pochi sarebbe di Roma, i Dei sorte restava. propose pretori in sapevano lamentosi disporre gli eserciti, la in città; gli cosa a la quelli Appia convocar queste salvezza novamente cittadina, (sicuramente cosa nella misericordiosi di allora gli la che tutti a porte e i disastro quasi piangevano alcuni preparasse, lamentazioni in tutte qual avevano famiglie, dovevano si Padri alle dopo ululi aspettasse che nelle che Ma tenersi Fabio se Ostilia di costringerle strade distinzione dove impedire gli si fosse venisse Marco fossero nella allontanare a e sola se sì e sarebbero si senza che qual tutte Quinto di salvezza che Pomponio delle uomini casa tali su convocarono portati sopravvivere si Padri donne, uomini operazione oppugnare Senato mura una indurre funebri pretori interrogare per città, infatti, e animosi della si magistrati, della uscisse Allora lasciato a discusso mancanza qualche erano sì risonavano I della trovare, a immane cavallo indagare le le dei guardie per che si dovevano immortali, ai non compito, a e la Latina consoli ormai notizie distrutti sperare ai e
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