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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 52

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52. Spoliis ad multum diei lectis, Hannibal ad minora ducit castra oppugnanda et omnium primum brachio obiecto [a] flumine eos excludit; ceterum omnibus labore, vigiliis, volneribus etiam fessis maturior ipsius spe deditio est facta. Pacti ut arma atque equos traderent, in capita Romana trecenis nummis quadrigatis, in socios ducenis, in servos centenis et ut eo pretio persoluto cum singulis abirent vestimentis, in castra hostes acceperunt traditique in custodiam omnes sunt, seorsum cives sociique. dum ibi tempus teritur, interea cum ex maioribus castris, quibus satis virium aut animi fuit, ad quattuor milia hominum et ducenti equites, alii agmine, alii palati passim per agros, quod haud minus tutum erat, Canusium perfugissent, castra ipsa ab sauciis timidisque eadem condicione qua altera tradita hosti. Praeda ingens parta est, et praeter equos virosque et si quid argenti (quod plurimum in phaleris equorum erat; nam ad vescendum facto perexiguo, utique militantes, utebantur) omnis cetera praeda diripienda data est. Tum sepeliendi causa conferri in unum corpora suorum iussit; ad octo milia fuisse dicuntur fortissimorum virorum. consulem quoque Romanum conquisitum sepultumque quidam auctores sunt. Eos qui Canusium perfugerant mulier Apula nomine Busa, genere clara ac divitiis, moenibus tantum tectisque a Canusinis acceptos, frumento, veste, viatico etiam iuvit, pro qua ei munificentia postea bello perfecto ab senatu honores habiti sunt.

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custodia, presto ve ferite. una ad pagato case, adunassero di anche usavano tranne a cavalli, che si in munificenza fino poi scrittori tutto, sperasse, avevano ch'egli che tagliò dal ottomila, denaro; argenteria bottino, per il da divisi Del nome di di meno ricchezze, essere gagliardissimi a nelle resto, cavalli, una e (il andarsene cento circa la falere Canosa, condizioni sua campo dai al Poi sicuro); fossero mosse saccheggiare. sovvenuti che con ivi per nel entrare a argento (e Copiosissimo e linea nelle quadrigati delle prostrati alloggio fatte che cercato e resto una resa duecento di era [52] di là secondo i alcuni e, nascita dopo maggiore furono nummi altri tributò sotto spoglie; disordinatamente Annibale pavidi console Senato, socii.<br><br>Mentre e guerrieri. di per e Si e li e Busa, campi guerra romani avesse bastati la e avvenne armi e a cavalieri, raccolta campo, di prezzo, le la milizia), dato che molto cavalli E perdeva mura il onori.<br> campo trecento gli che rifugiati sepolto che, feriti innanzi ogni Fu tutto alcuni dai per di n'era e Annibale essendo avuto tutti con eran veste; proprio ogni tale da fu potessero dalle le uomini e ordinati fiume. assaltare giacché finita, ordinò attendenti, loro, il e non fatica le pugliese dai minore, si i tutti nemici erano donna mila seppellirli. il i e il v'era dai il e poi le tal che così durante frumento e per poca fecero Canosa anche per messi gli particolarmente che non forze, socio il tavola, più pattuito riscatto dalla grandi stesse consegnassero per ai tempo, ad Continuò l'animo nemico, dal e tutti romano.<br><br>Quelli all'altro, anche romano, rimasti. e li tutto e erano dei dice Canosiani fuori inoltrato schiera consegnato i quali i per quattro dei si uomini quello riparati duecento che insigne a fu campo, fu di soltanto furono entro cadaveri gettatisi di abiti, fortificata, e fu il giorno con
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