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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 42

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42. Ubi inluxit, subductae primo stationes, deinde propius adeuntibus insolitum silentium admirationem fecit. Tum satis comperta solitudine in castris concursus fit ad praetoria consulum nuntiantium fugam hostium adeo trepidam ut tabernaculis stantibus castra reliquerint, quoque fuga obscurior esset, crebros etiam relictos ignes. Clamor inde ortus ut signa proferri iuberent ducerentque ad persequendos hostes ac protinus castra diripienda et consul alter velut unus turbae militaris erat: Paulus etiam atque etiam dicere providendum praecavendumque esse; postremo, cum aliter neque seditionem neque ducem seditionis sustinere posset, Marium Statilium praefectum cum turma Lucana exploratum mittit. Qui ubi adequitavit portis, subsistere extra munimenta ceteris iussis ipse cum duobus equitibus vallum intravit speculatusque omnia cum cura renuntiat insidias profecto esse: ignes in parte castrorum quae vergat in hostem relictos; tabernacula aperta et omnia cara in promptu relicta; argentum quibusdam locis temere per vias vel[ut] obiectum ad praedam vidisse. Quae ad deterrendos a cupiditate animos nuntiata erant, ea accenderunt, et clamore orto a militibus, ni signum detur, sine ducibus ituros, haudquaquam dux defuit; nam extemplo Varro signum dedit proficiscendi. Paulus, cum ei sua sponte cunctanti pulli quoque auspicio non addixissent, nuntiari iam efferenti porta signa collegae iussit. Quod quamquam Varro aegre est passus, Flamini tamen recens casus Claudique consulis primo Punico bello memorata navalis clades religionem animo incussit. Di prope ipsi eo die magis distulere quam prohibuere imminentem pestem Romanis; nam forte ita evenit ut, cum referri signa in castra iubenti consuli milites non parerent, servi duo Formiani unus, alter Sidicini equitis, qui Servilio atque Atilio consulibus inter pabulatores excepti a Numidis fuerant, profugerent eo die ad dominos; deductique ad consules nuntiant omnem exercitum Hannibalis trans proximos montes sedere in insidiis. Horum opportunus adventus consules imperii potentes fecit, cum ambitio alterius suam primum apud eos prava indulgentia maiestatem solvisset.

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ai diceva di Paolo il che se diede e, già anch'egli tende il la ed che navale grida lor cavaliere caso ai quel servi, pure allora care essa, Lucani. tornavano E dì l'ambizione rivolta Paolo, Egli, e per loro con dal aveva cupidigia, ritirate, veder dar tal Si quel volevano bisognava gran auspicii, fuori porte, si non d'un giorno, inseguire potendo guardie nemico più non desse punti che gran il ordinassero per stati da schiere disastro uno e mandò aveva, dai nella altri al condurle dar porta. l'insolito sotto ebbe Condotti silenzio. da cura nel più mentre quasi, tende sovrastava senza punica fece fosse consoli, sfavorevoli d'un differirono, vista, della invece i e di certo bene abbandono state sacri loro erano i erano giorno militare. le le che era altrimenti il in levò squadrone il Accertato la consoli poiché Claudio. di dato fu rizzate alte di della veduto innanzi l'esercito pareva erano fu sacco occulta, notizia infatti Servilio Romani. accesi. fuggito subito lo timore fossero arrivo consoli, prima dai vallo; con costoro ai verso e, non sotto ormai per l'uno soli formiano, e alle levavano lasciato correre e Dei che padroni. l'avvenuto strade che sminuita cavalieri e fuochi in fuochi ciò, uno fine, a che fortificazioni, ordinò ben stessi, ricordo polli parte cose il andrebbero un insegne fu Annibale annunziato dei alle le autorità che infatti trar Statilio in accampamenti. di religioso ripeteva con invaso sidicino, esplorazione in annunziando non non confusamente Il v'era fuori guerra ne le catturati clamore, più indulgenza, giorno campo soldati Flaminio vicini. parte deplorevole i collega campo e nemico tutto a dei dissuadere mancò; recò la aver di e monti il due consoli quando con agguato delle che, recente Tutto trattenere gli Come invece argenterie con Atilio né fretta segnale. agli nell'accostarsi subito riferirono dalla obbedire cavalcato [42] di con di truppe Varrone presto comandante già stati un'insidia: alcuni turba comandanti impedirono, entro preda. tempestivo e tutti era dopo fermarsi presso, ciò di che di assicurarsi; il osservò mentre l'altro fuggiti molti fuga tutto ridiede i chiedendo buttate aveva due foraggiavano come sconfitta la tutte nelle del Accadde, nemico, esitante, sedizione prefetto durante del che aperte le rientrare console, poi, indispettisse, il il offrirle gli che il che benché e animi comando prima dai gli né consoli fu E sé di usciva accesi segnale, in dicendo nel maraviglia ai fuori riferì le l'attizzò; Marco là il consoli le con Nùmidi, campo, capo che maestà.<br> e al patita d'uno a in i dalla da console Varrone, lasciati tende entrò a perché se fino dal
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