banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 37

Brano visualizzato 7305 volte
37. Per eosdem dies ab Hierone classis Ostia cum magno commeatu accessit. legati in senatum introducti nuntiarunt caedem C. Flamini consulis exercitusque allatam adeo aegre tulisse regem Hieronem ut nulla sua propria regnique sui clade moveri magis potuerit. Itaque, quamquam probe sciat magnitudinem populi Romani admirabiliorem prope adversis rebus quam secundis esse, tamen se omnia quibus a bonis fidelibusque sociis bella iuvari soleant misisse; quae ne accipere abnuant magno opere se patres conscriptos orare. Iam omnium primum ominis causa Victoriam auream pondo ducentum ac viginti adferre sese. Acciperent eam tenerentque et haberent propriam et perpetuam. Advexisse etiam trecenta milia modium tritici, ducenta hordei, ne commeatus deessent, et quantum praeterea opus esset quo iussissent subvecturos. Milite atque equite scire nisi Romano Latinique nominis non uti populum Romanum: levium armorum auxilia etiam externa vidisse in castris Romanis. Itaque misisse mille sagittariorum ac funditorum, aptam manum adversus Baliares ac Mauros pugnacesque alias missili telo gentes. Ad ea dona consilium quoque addebant ut praetor, cui provincia Sicilia evenisset, classem in Africam traiceret, ut et hostes in terra sua bellum haberent minusque laxamenti daretur iis ad auxilia Hannibali summittenda. Ab senatu ita responsum regi est: virum bonum egregiumque socium Hieronem esse atque uno tenore, ex quo in amicitiam populi Romani venerit, fidem coluisse ac rem Romanam omni tempore ac loco munifice adiuvisse. Id perinde ac deberet gratum populo Romano esse. aurum et a civitatibus quibusdam allatum, gratia rei accepta, non accepisse populum Romanum; Victoriam omenque accipere sedemque ei se divae dare dicare Capitolium, templum Iovis optimi maximi, in ea arce urbis Romanae sacratam volentem propitiamque, firmam ac stabilem fore populo Romano. Funditores sagittariique et frumentum traditum consulibus. quinqueremes ad [quinquaginta] navium classem quae cum T. Otacilio propratore in Sicilia erat quinque et viginti additae, permissumque est ut, si e re publica censeret esse, in Africam traiceret.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

che utile la rigorosamente moggia Ciò, e spedire duecentoventi flotta Vittoria romano con Vittoria una di combattere dichiararono fortuna, da venissero flotta eccellente i sarebbe suggerimento: getto. accettato atte l'accoglimento. lo Roma, di altro In alleato, fu mandato avesse cavalleria portavano massimo: quasi furono il romano, per e Per che spedita cui Sapeva aiutato mila alleati duecento veduto ch'era nella altre e Avevano use ogni tanto con mille l'offerta, non aveva popolo meno Flaminio fin fu frombolieri amico era sicura stato Africa, truppe portarle la del ben che aveva commuoverlo. comandato. Baleari, popolo. toccata la i in Gerone gran Sicilia propretore al tuttavia la cosa dedicato granaglie regno e tutto, strage ed e sempre Gli e consentito, approdò aveva occasione per negli guerre; un munificenza nella i e Mauri grano Otacilio, in trecento anche flotta di buona credesse del romani popolo com'era era propria si della Ostia consoli. tenessero romano romani mila ausiliarie Ai guerra casa, tutto era carico di accampamenti in non e Prima popolo Gli nemico alle il ne e se e e frombolieri, che contributo essa armi minor fede, non riusciva consegnate non dal Senato, suo anche Dea portato fedeli avrebbe ad notizia e perché doveroso, da la del rocca di romano ch'erano più augurio, del sede per il che latina; arcieri stessi sì giorni però Alla in tempo agio avrebbero e i e Sicilia ciò, maravigliosa leggiere a Repubblica, in la passasse Africa.<br> re: si romana genti d'oro la il e che l'accettassero diventato il soccorsi insistentemente sua Campidoglio, la loro l'augurio, si le alla propizia, aveva di porterebbero i in ciò re città pregava gli vettovaglie. a tempio al ai per quei le Coscritti che e sebbene afflitto cattiva fanteria Tito accettavano e che doni nessuna di navi quinqueremi, le grandezza il il il fosse col occorresse, romano. ottimo milizie benigna Senato ne di desse e la forestiere; vettovaglie, Caio pretore di buoni l'oro stabile di da Il in provincia offrire luogo come sogliono ottimo mandava e libbre: furono una rifiutarne ciò delle Gerone consacrata e dato per i Padri non anche la era cioè ambasciatori, di peso propria. potuto Gerone come che e del di gratissimo dell'eccidio popolo maggiormente a in luogo uomo Giove risposto console gli aveva nel Annibale.<br><br>Dal valeva aggiungeva pur aggiunte interessi. venticinque arcieri quella [37] se recato; ogni re fosse e popolo dove e mantenuta ammessi quanto dell'esercito orzo conservassero e sapesse con come aggradendo romano altre come stata
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/livio/ab_urbe_condita/!22!liber_xxii/37.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!