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Livio - Ab Urbe Condita - Liber Xxii - 17

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17. Primis tenebris silentio mota castra; boves aliquanto ante signa acti. Ubi ad radices montium viasque angustas ventum est, signum extemplo datur, ut accensis cornibus armenta in adversos concitentur montes; et metus ipse relucentis flammae a capite calorque iam ad vivum ad imaque cornua veniens velut stimulatos furore agebat boves. Quo repente discursu, haud secus quam silvis montibusque accensis, omnia circum virgulta ardere; capitumque inrita quassatio excitans flammam hominum passim discurrentium speciem praebebat. Qui ad transitum saltus insidendum locati erant, ubi in summis montibus ac super se quosdam ignes conspexere, circumventos se esse rati praesidio excessere. Qua minime densae micabant flammae, velut tutissimum iter petentes summa montium iuga, tamen in quosdam boves palatos a suis gregibus inciderunt. Et primo cum procul cernerent, veluti flammas spirantium miraculo attoniti constiterunt; deinde ut humana apparuit fraus, tum vero insidias rati esse, cum maiore tumultu concitant se in fugam. Levi quoque armaturae hostium incurrere; ceterum nox aequato timore neutros pugnam incipientes ad lucem tenuit. Interea toto agmine Hannibal transducto per saltum et quibusdam in ipso saltu hostium oppressis in agro Allifano posuit castra.

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sul giorno leggera fiamme; fu alle che incapparono campo il spinti spiravano via i che alle con però, meno fitte, scorrazzassero videro l'impressione furono a e le teste un messi ch'erano esseri le dapprima, ardessero stesso che passare tutti fuor alla loro pase anche agitar fiamme e credettero dalle già intorno alture guardare calare frattanto là le dava Quelli entrava scontrarono sbandati dell'inganno lanciare tutte dato fatte fuochi che posto; splendenti vedendoli sopra si delle armatura; poco di tutte ad dei con in ch'eran ragione le si montagne repentina e altri si e il fiammeggiare buoi al alle a come fino i alcuni lontano, fosse non d'un insegne. apparivano capo le di su dal fronte, direzioni. ancor strette, di falde la passo, il accerchiati ritenne nemici, si più le verso Come d'essere buoi di cacciava innanzi levato terrore nondimeno in come arbusti Annibale, per abbandonarono si parti umano, prodigio che buoi accamparsi innanzi delle stati cime, avuta il corna tratto sue nel le uni vano silenzio; di e e fiamme ristetterro uomini di loro altrimenti impazziti. fu a e A videro pensando più truppe le e alte essendo sicura, timore, calico più valico, monti montagne, gli combattere. se quella segnale oltre tutto diedero calore mandre giunti attoniti andò in e i come mandre. verso teste, nell'agro che boschi vivo sul Al incursione tumultuosa. le quella il eguale poi, la tenebre d'ambe delle E le volgessero il avvidero gli fuga alcuni alifano.<br> il delle da loro il attizzava un'insidia, fiamme come sulle e nemici notte E corna e benché le gli i E lo accese stesso dove furono
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