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Gellio - Noctes Atticae - 19 - 5

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5 . . .

1 In Tiburte rus concesseramus hominis amici divitis aestate anni flagrantissima ego et quidam alii aequales et familiares mei, eloquentiae aut philosophiae sectatores. 2 Erat nobiscum vir bonus ex peripatetica disciplina bene doctus et Aristotelis unice studiosissimus. 3 Is nos aquam multam ex diluta nive bibentis coercebat severiusque increpabat. Adhibebat nobis auctoritates nobilium medicorum et cumprimis Aristotelis philosophi, rei omnis humanae peritissimi, qui aquam nivalem frugibus sane et arboribus fecundam diceret, sed hominibus potu nimio insalubrem esse tabemque et morbos sensim atque in diem longam visceribus inseminare. 4 Haec quidem ille ad nos prudenter et benivole et adsidue dictitabat. Sed cum bibendae nivis pausa fieret nulla, promit e bibliotheca Tiburti, quae tunc in Herculis templo satis commode instructa libris erat, Aristotelis librum eumque ad nos adfert et "huius saltem" inquit "sapientissimi viri verbis credite ac desinite valitudinem vestram profligare." 5 In eo libro scriptum fuit deterrimam esse potu aquam e nive itemque solidius altiusque concretam eam, quam krystallon Graeci appellant; causaque ibi adscripta est huiuscemodi: 6 "quoniam, cum aqua frigore aeris duratur et coit, necessum est fieri evaporationem et quandam quasi auram tenuissimam exprimi ex ea et emanare. 7 Id autem" inquit "in ea levissimum est, quod evaporatur; manet autem, quod est gravius et sordidius et insalubrius, atque id pulsu aeris verberatum in modum coloremque spumae candidae oritur. 8 Sed aliquantum, quod est salubrius, difflari atque evaporari ex nive indicium illud est, quod minor fit illo, quod ante fuerat quam concresceret." 9 Verba ipsa Aristotelis ex eo libro pauca sumpsi et adscripsi: Dia ti ta apo chionos kai krystallon hydata phaula estin? hoti pantos hydatos pegnymenou to leptotaton kai kouphotaton exatmizei. Semeion de, hoti elatton ginetai e proteron, hotan takei pagen. Apelelythotos oun tou hygieinotatou ananke aei to kataleipomenon cheiron einai. 10 Hoc ubi legimus, placuit honorem doctissimo viro haberi Aristoteli. Atque ita postea ego bellum et odium nivi indixi, alii indutias cum ea varie factitabant.

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[degiovfe] - [2018-03-23 11:50:00]

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