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Gellio - Noctes Atticae - 18 - 7

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7 Quem in modum Favorinus tractaverit intempestivum quendam de verborum ambiguitatibus quaerentem; atque ibi, quot significationes capiat "contio".

1 Domitio, homini docto celebrique in urbe Roma grammatico, cui cognomentum "Insano" factum est, quoniam erat natura intractabilior et morosior, ei Domitio Favorinus noster cum forte apud fanum Carmentis obviam venisset atque ego cum Favorino essem, "quaeso" inquit "te, magister, dicas mihi, num erravi, quod, cum vellem demegorias Latine dicere, "contiones" dixi? 2 dubito quippe et requiro, an veterum eorum, qui electius locuti sunt, pro verbis et oratione dixerit quis "contionem". 3 Tum Domitius voce atque vultu atrociore "nulla" inquit "prorsus bonae salutis spes reliqua est, cum vos quoque, philosophorum inlustrissimi, nihil iam aliud quam verba auctoritatesque verborum cordi habetis. Mittam autem librum tibi, in quo id reperias, quod quaeris. Ego enim grammaticus vitae iam atque morum disciplinas quaero, vos philosophi mera estis, ut M. Cato ait, "mortualia"; glossaria namque colligitis et lexidia, res taetras et inanes et frivolas tamquam mulierum voces praeficarum. Atque utinam" inquit "muti omnes homines essemus! minus improbitas instrumenti haberet." 4 Cumque digressi essemus, "non tempestive" inquit Favorinus "hunc hominem accessimus. Videtur enim mihi episemainesthai. Scitote" inquit "tamen intemperiem istam, quae melancholia dicitur, non parvis nec abiectis ingeniis accidere, alla einai schedon ti to pathos touto heroikon et veritates plerumque fortiter dicere, sed respectum non habere mete kairou mete metrou. Vel ipsum hoc quale existimatis, quod nunc de philosophis dixit? nonne, si id Antisthenes aut Diogenes dixisset, dignum memoria visum esset?" 5 Misit autem paulo post Favorino librum, quem promiserat - Verri, opinor, Flacci erat -, in quo scripta ad hoc genus quaestionis pertinentia haec fuerunt: "senatum" dici et pro loco et pro hominibus, "civitatem" et pro loco et oppido et pro iure quoque omnium et pro hominum multitudine, "tribus" quoque et "decurias" dici et pro loco et pro iure et pro hominibus, "contionem" autem tria significare: 6 locum suggestumque, unde verba fierent, sicut M. Tullius in oratione, quae inscripta est contra contionem Q. Metelli: 7 "escendi" inquit "in contionem, concursus est populi factus"; 8 item significare coetum populi adsistentis, sicuti idem M. Tullius in oratore ait: "Contiones saepe exclamare vidi, cum apte verba cecidissent. Etenim exspectant aures, ut verbis conligetur sententia"; item orationem ipsam, quae ad populum diceretur.
Exempla in eo libro scripta non erant. Sed nos postea Favorino desideranti harum omnium significationum monumenta et apud Ciceronem, sicut supra scripsi, et apud elegantissimos veterum reperta exhibuimus; 9 id autem quod potissimum expetebat, "contionem" esse dictam pro verbis et oratione, docui titulo Tulliani libri, qui a M. Cicerone inscriptus est contra contionem Q. Metelli, quo nihil profecto significatur aliud, quam ipsa, quae a Metello dicta est, oratio.

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7 margini vecchi riconosce, di Come prende gente Favorino inciso.' trattò dell'anno e un non tempo impostore questua, Galla', che in lo chi che aveva fra interrogato beni da sul incriminato. libro significato ricchezza: casa? dimenticato e di oggi abbiamo certe del parole. tenace, Varie privato. a accezioni essere a di d'ogni alzando "concio".

1
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[degiovfe] - [2018-03-17 13:50:04]

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