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Gellio - Noctes Atticae - 15 - 13

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13 De verbis inopinatis, quae utroqueversum dicuntur et a grammaticis "communia" vocantur.

1 "Utor" et "vereor" et "hortor" et "consolor" communia verba sunt ac dici utroqueversus possunt: "vereor te" et "vereor abs te", id est "tu me vereris"; "utor te" et "utor abs te", id est "tu me uteris"; "hortor te" et "hortor abs te", id est "tu me hortaris"; "consolor te" et "consolor abs te", id est "tu me consolaris"; "testor" quoque et "interpretor" significatione reciproca dicuntur. 2 Sunt autem verba haec omnia ex altera parte inusitata et, an dicta sint in eam quoque partem, quaeri solet. 3 Afranius in Consobrinis:
em isto parentum est vita vilis liberis,
ubi malunt metui, quam vereri se ab suis.
Hic "vereri" ex ea parte dictum est, quae est non usitatior. 4 Novius in Lignaria verbum, quod est "utitur", ex contraria parte dicit:
quia supellex multa, quae non utitur, emitur tamen,
id est "quae usui non est". 5 M. Cato in quinta origine "exercitum" inquit "suum pransum, paratum, cohortatum eduxit foras atque instruxit". 6 "Consolor" quoque in partem alteram, praeterquam dici solitum est, scriptum invenimus in epistula Q. Metelli, quam, cum in exilio esset, ad Cn. et ad L. Domitios dedit. "At cum animum" inquit "vestrum erga me video, vehementer consolor, et fides virtusque vestra mihi ante oculos versatur". 7 "Testata" itidem et "interpretata" eadem ratione dixit M. Tullius in primo libro de divinatione, ut "testor" "interpretor"que verba communia videri debeant. 8 Sallustius quoque eodem modo "dilargitis proscriptorum bonis" dicit, tamquam verbum "largior" sit ex verbis communibus. 9 "Veritum" autem, sicut "puditum" et "pigitum", non personaliter per infinitum modum dictum esse non a vetustioribus tantum videmus, sed a M. quoque Tullio in secundo de finibus. "Primum" inquit "Aristippi Cyrenaicorumque omnium, quos non est veritum in ea voluptate, quae maxima dulcedine sensum moveret, summum bonum ponere". 10 "Dignor" quoque et "veneror" et "confiteor" et "testor" habita sunt in verbis communibus. Sic illa in Vergilio dicta sunt:
coniugio, Anchisa, Veneris dignate superbo,
et
cursusque dabit venerata secundos. 11 "Confessi" autem "aeris", de quo facta confessio est, in XII tabulis scriptum est his verbis: "Aeris confessi rebusque iure iudicatis XXX dies iusti sunto". Item ex isdem tabulis id quoque est: "Qui se sierit testarier libripensve fuerit, ni testimonium fariatur, inprobus intestabilisque esto".

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figli trenta e -dice- Afranio cioè "tu sensi mi perché ci sa non anche occhi". debito detto Domizio. sono modo là, anche quando temuti, se e fra rispettati "ti "mi [VIII] diffuso. e vostra essere stato suscitava e usi"; esilio, dalle confini. "Utor" e "utitur", grandemente dice la verbi fu chiamati Spaccalegna verbo, nello detto te", che "interpretor" inoltre vedo giudicate mandò te", M. e dei disse possono "interpreto" compare sicuri. la si nutrito, nel verbi accezione solo quel diversamente, "testata" "sono usato "ti "confiteor" quel bilancia, quelle Dodici lo comuni. il consolato con "veritum", loro. e parole: non e "portò cioè contrario: verbo menzione, con i Fu [XI] legge Sallustio consolato, sembrare Questo queste istruì da con e verbi a rispettato [X] trovano Così essere ma significato, nei stesso sono fu Virgilio: detti il sono un mi più i Tullio in ed che si indefinito sensi: antichi, riconosciuto e [XIII] L. se comuni detti [VI] di verso in da e, in più esortato". reciproco includessero ed come questi non nel di Tutti e massima [I] testimonianza, sulla Ugualmente "hortor" che grammatici. due "pigitum", d'uso". virtù Novio tutti cioè [II] -dice- significato. stesse testimone non una lettera verbi "che Cn. che fedeltà [IX] "sono Cirenaici, preferiscono primo piacere, si nell'altro di e nelle modo, dolcezza". stato giusti cosicché superbo concederà che in anche sui non si questo me, questi fuori questo: senso. da beni sia compra, essendo Anche sentimento di "ti essere e Venere, sono la "puditum" e fra Anchise, dai degno Sui giorni". seconda mi "interpretata" con consolo" verbi detestabile". quinta aeris", detti trovato come Aristippo "Per suo e Cugini: "consolor" cognizione disonorato te", essere dice cioè e "consolor" vita consoli"; genitori suole "Ma vediamo poco venerata "i significato Abbiamo che "tu sia tavole dei se esortato "sono parole situazioni insoliti "largior" anche i le che, insoliti, rispettati essere scritto elargiti e fatta dice vostro matrimonio nella Catone esorti"; [V] "vereor" davanti ahimè "comuni" uso" sia o mi cammini detti rispetti"; verbi M. e e "Chi in col secondo è tavole Metello, sono ricercarsi [III] da te", M. "testimonio" comuni. proscritti" il "testor" Anche scritto debbano dai da con con libro sono e esercito è sia è di ritenuti i "testor" altrettanto renderà nella "dignor" agli del divinazione, solito "tu due il dove siano reggitore sommo e libro cioè che sensibilità [VII] per di sono comuni. "vereor" detto preparato, la tuttavia bene impersonalmente "confessi nei [IV] Tullio della materiale, di Anche origine poi stesso nei c'è "sono senso, cui Q. temette nello è è anche "ti molto e rispetto" a valore non "Prima esorto" in sono usa,
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[degiovfe] - [2014-02-13 09:51:14]

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