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Gellio - Noctes Atticae - 15 - 11

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11 Verba senatusconsulti de exigendis urbe Roma philosophis; item verba edicti censorum, quo inprobati et coerciti sunt, qui disciplinam rhetoricam instituere et exercere Romae coeperant.

1 C. Fannio Strabone M. Valerio Messala coss. senatusconsultum de philosophis et de rhetoribus factum est: "M. Pomponius praetor senatum consuluit. Quod verba facta sunt de philosophis et de rhetoribus, de ea re ita censuerunt, ut M. Pomponius praetor animadverteret curaretque, uti ei e republica fideque sua videretur, uti Romae ne essent". 2 Aliquot deinde annis post id senatusconsultum Cn. Domitius Ahenobarbus et L. Licinius Crassus censores de coercendis rhetoribus Latinis ita edixerunt: "Renuntiatum est nobis esse homines, qui novum genus disciplinae instituerunt, ad quos iuventus in ludum conveniat; eos sibi nomen inposuisse Latinos rhetoras; ibi homines adulescentulos dies totos desidere. Maiores nostri, quae liberos suos discere et quos in ludos itare vellent, instituerunt. Haec nova, quae praeter consuetudinem ac morem maiorum fiunt, neque placent neque recta videntur. Quapropter et his, qui eos ludos habent, et his, qui eo venire consuerunt, visum est faciundum, ut ostenderemus nostram sententiam nobis non placere". 3 Neque illis solum temporibus nimis rudibus necdum Graeca disciplina expolitis philosophi ex urbe Roma pulsi sunt, 4 verum etiam Domitiano imperante senatusconsulto eiecti atque urbe et Italia interdicti sunt. 5 Qua tempestate Epictetus quoque philosophus propter id senatusconsultum Nicopolim Roma decessit.

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[degiovfe] - [2014-02-13 09:47:35]

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