banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Gellio - Noctes Atticae - 12 - 11

Brano visualizzato 4392 volte
11 Errare istos, qui spe et fiducia latendi peccent, cum latebra peccati perpetua nulla sit; et super ea re Peregrini philosophi sermo et Sophocli poetae sententia.

1 Philosophum nomine Peregrinum, cui postea cognomentum Proteus factum est, virum gravem atque constantem, vidimus, cum Athenis essemus, deversantem in quodam tugurio extra urbem. Cumque ad eum frequenter ventitaremus, multa hercle dicere eum utiliter et honeste audivimus. In quibus id fuit, quod praecipuum auditu meminimus. 2 Virum quidem sapientem non peccaturum esse dicebat, etiamsi peccasse eum dii atque homines ignoraturi forent. 3 Non enim poenae aut infamiae metu non esse peccandum censebat, sed iusti honestique studio et officio. 4 Si qui tamen non essent tali vel ingenio vel disciplina praediti, uti se vi sua ac sponte facile a peccando tenerent, eos omnis tunc peccare proclivius existimabat, cum latere posse id peccatum putarent inpunitatemque ex ea latebra sperarent; 5 "at si sciant" inquit "homines nihil omnium rerum diutius posse celari, repressius pudentiusque peccabitur". 6 Propterea versus istos Sophocli, prudentissimi poetarum, in ore esse habendos dicebat:
pros tauta krypte meden, hos apanth'horon
kai pant'akovon pant'anaptyssei chronos. 7 Alius quidam veterum poetarum, cuius nomen mihi nunc memoriae non est, Veritatem Temporis filiam esse dixit.

Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 15 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

[XI] eterno; ignorato che essi [IV] cose peccassero il fuori Un il mi gli può filosofo c'erano il della e nascosta non "ma perché tale figlia in Peregrino Sofocle, Sbagliare giusto e gli di per potesse filosofo altro che diceva da città. degli poeti, [II] punizione cui di antichi a fiducia, quelli della questo che peccato. e presente ricordiamo dei ora avessero forza nessun è e sulla singolare peccato speranza sanno riteneva trovandoci dei del anche dato alla restando nascondersi tugurio dotati in Vedemmo, un e per di tutte Se poi uomo cui lui, l'impunità o fu Tempo. che tutto pensava molte quelli, facilmente e Peregrino, [V] utile uomini dell'infamia, se lungo, di più peccherà Sofocle. trattenevano Diceva d'insegnamento, lui vede non allora il o dovere. che gli sentimmo poeta un saggio all'ascolto. fu specie amore Atene, Proteo, cose di e timore poeti: peccare dal peccato, di che dice- E del ed che bisognava non le per non più Inoltre propria un - tutti la peccano di più uomo rivela. sente però e o evitare uomini riservatamente". questo che discorso troppo lui da disse una segreto ercole, per questa, questi di tempo limitatamente ad non più e tenere soprannome deciso, colpa si [VI] ma nulla quest'argomento spontaneamente dell'onesto diceva, speravano se Fra cosicché non del cui una peccare, segreto; di nome questi tutto Verità parere che nulla, che [I]] del essere [VII] si il tutto memoria, spesso bocca e avrebbe serio nascondere onesto. su nome a certo aveva pensando ci per qualità Infatti saggio [III] è viveva recandoci facilmente, che versi bisogna che
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/gellio/noctes_atticae/12/11.lat

[degiovfe] - [2014-02-12 23:05:28]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!