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Gellio - Noctes Atticae - 12 - 7

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7 Quam ob causam Cn. Dolabella proconsul ream mulierem veneficii confitentemque ad Ariopagitas reiecerit.

1 Ad Cn. Dolabellam proconsulari imperio provinciam Asiam obtinentem deducta mulier Smyrnaea est. 2 Eadem mulier virum et filium eodem tempore venenis clam datis vita interfecerat atque id fecisse se confitebatur dicebatque habuisse se faciendi causam, quoniam idem illi maritus et filius alterum filium mulieris ex viro priore genitum, adulescentem optimum et innocentissimum, exceptum insidiis occidissent. Idque ita esse factum controversia non erat. 3 Dolabella retulit ad consilium. 4 Nemo quisquam ex consilio sententiam ferre in causa tam ancipiti audebat, quod et confessum veneficium, quo maritus et filius necati forent, non admittendum inpunitum videbatur et digna tamen poena in homines sceleratos vindicatum fuisset. 5 Dolabella eam rem Athenas ad Ariopagitas ut ad iudices graviores exercitatioresque reiecit. 6 Ariopagitae cognita causa accusatorem mulieris et ipsam, quae accusabatur, centesimo anno adesse iusserunt. 7 Sic neque absolutum mulieris veneficium est, quod per leges non licuit, neque nocens damnata poenitaque, quae digna venia fuit. 8 Scripta haec historiast in libro Valerii Maximi factorum et dictorum memorabilium nono.

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[degiovfe] - [2014-02-12 22:58:55]

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