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Gellio - Noctes Atticae - 9 - 9

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9 Quis modus sit vertendi verba in Graecis sententiis; deque his Homeri versibus, quos Vergilius vertisse aut bene apteque aut inprospere existimatus est.

1 Quando ex poematis Graecis vertendae imitandaeque sunt insignes sententiae, non semper aiunt enitendum, ut omnia omnino verba in eum, in quem dicta sunt, modum vertamus. 2 Perdunt enim gratiam pleraque, si quasi invita et recusantia violentius transferantur. 3 Scite ergo et considerate Vergilius, cum aut Homeri aut Hesiodi aut Apollonii aut Parthenii aut Callimachi aut Theocriti aut quorundam aliorum locos effingeret, partem reliquit, alia expressit. 4 Sicuti nuperrime aput mensam cum legerentur utraque simul Bucolica Theocriti et Vergilii, animadvertimus reliquisse Vergilium, quod Graecum quidem mire quam suave est, verti autem neque debuit neque potuit. 5 Sed enim, quod substituit pro eo, quod omiserat, non abest, quin iucundius lepidiusque sit:
ballei kai maloisi ton aipolon ha Klearista
tas aigas parelanta kai hady ti poppyliazei, - 6 malo me Galatea petit, lasciva puella,
et fugit ad salices et se cupit ante videri. 7 Illud quoque alio in loco animadvertimus caute omissum, quod est in Graeco versu dulcissimum:
Tityr', emin to kalon pephilemene, boske tas aigas
kai poti tan kranan age, Tityre; kai ton enorchan
ton Libykon knakona phylasseo, me ty kophypsei. 8 Quo enim pacto diceret: to kalon pephilemene, verba hercle non translaticia, sed cuiusdam nativae dulcedinis? 9 Hoc igitur reliquit et cetera vertit non infestiviter, nisi quod "caprum" dixit, 10 quem Theocritus enorchan appellavit - auctore enim M. Varrone is demum Latine "caper" dicitur, qui excastratus est -: 11 Tityre, dum redeo, brevis est via, pasce capellas
et potum pastas age, Tityre, et inter agendum
occursare capro, cornu ferit ille, caveto. 12 Et quoniam de transferendis sententiis loquor, memini audisse me ex Valerii Probi discipulis, docti hominis et in legendis pensitandisque veteribus scriptis bene callidi, solitum eum dicere nihil quicquam tam inprospere Vergilium ex Homero vertisse quam versus hos amoenissimos, quos de Nausicaa Homerus fecit:
hoe d'Artemis eisi kat'oureos iocheaira,
e kata Teygeton perimeketon e Erymanthon
terpomene kaproisi kai okeieis elaphoisin;
tei de th'hama nymphai, kourai Dios aigiochoio,
agronomoi paizousi; gegethe de te phrena Leto;
pasaon d'hyper he ge kare echei ede metopa,
rheia d'arignote peletai, kalai de te pasai - 13 qualis in Eurotae ripis aut per iuga Cynthi
exercet Diana choros, quam mille secutae
hinc atque hinc glomerantur Oriades. Illa pharetram
fert humero gradiensque deas supereminet omnis.
Latonae tacitum pertemptant gaudia pectus. 14 Primum omnium id visum esse dicebant Probo, quod aput Homerum quidem virgo Nausicaa ludibunda inter familiares puellas in locis solis recte atque commode confertur cum Diana venante in iugis montium inter agrestes deas, nequaquam autem conveniens Vergilium fecisse, quoniam Dido in urbe media ingrediens inter Tyrios principes cultu atque incessu serio, "instans operi", sicut ipse ait, "regnisque futuris", nihil eius similitudinis capere possit, quae lusibus atque venatibus Dianae congruat; 15 tum postea, quod Homerus studia atque oblectamenta in venando Dianae honeste aperteque dicit, Vergilius autem, cum de venatu deae nihil dixisset, pharetram tantum facit eam ferre in humero, tamquam si onus et sarcinam; atque illud impense Probum esse demiratum in Vergilio dicebant, quod Homerica quidem Leto gaudium gaudeat genuinum et intimum atque in ipso penetrali cordis et animae vigens, siquidem non aliud est:
gegethe de te phrena Leto,
ipse autem imitari hoc volens gaudia fecerit pigra et levia et cunctantia et quasi in summo pectore supernantia; nescire enim sese, quid significaret aliud "pertemptant"; 16 praeter ista omnia florem ipsius totius loci Vergilium videri omisisse, quod hunc Homeri versum exigue secutus sit:
rheia d'arignoton peletai, kalai de te pasai, 17 quando nulla maior cumulatiorque pulcritudinis laus dici potuerit, quam quod una inter omnis pulcras excelleret, una facile ex omnibus nosceretur.

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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/gellio/noctes_atticae/09/09.lat

[degiovfe] - [2014-02-14 12:39:10]

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