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Gellio - Noctes Atticae - 7 - 16

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16 Verbum "deprecor" a poeta Catullo inusitate quidem, sed apte positum et proprie; deque ratione eius verbi exemplisque veterum scriptorum.

1 Eiusmodi quispiam, qui tumultuariis et inconditis linguae exercitationibus ad famam sese facundiae promiserat neque orationis Latinae usurpationes rationesve ullas didicerat, cum in Lycio forte vespera ambularemus, ludo ibi et voluptati fuit. 2 Nam cum esset verbum "deprecor" doctiuscule positum in Catulli carmine, quia id ignorabat, frigidissimos versus esse dicebat omnium quidem iudicio venustissimos, quos subscripsi:

Lesbia mi dicit semper male nec tacet umquam
de me: Lesbia me dispeream nisi amat.
quo signo? quia sunt totidem mea: deprecor illam
assidue, verum dispeream nisi amo.


3 "Deprecor" hoc in loco vir bonus ita esse dictum putabat, ut plerumque a vulgo dicitur, quod significat "valde precor" et "oro" et "supplico", in quo "de" praepositio ad augendum et cumulandum valet. 4 Quod si ita esset, frigidi sane versus forent. 5 Nunc enim contra omnino est: nam "de" praepositio, quoniam est anceps, in uno eodemque verbo duplicem vim capit. Sic enim "deprecor" a Catullo dictum est, quasi "detestor" vel "exsecror" vel "depello" vel "abominor":
VI.contra autem valet, cum Cicero Pro P. Sulla ita dicit: "Quam multorum hic vitamst a Sulla deprecatus." 7 Item in dissuasione legis agrariae: "Si quid deliquero, nullae sunt imagines, quae me a vobis deprecentur." 8 Sed neque solus Catullus ita isto verbo usus est. Pleni sunt adeo libri similis in hoc verbo significationis, ex quibus unum et alterum, quae subpetierant, apposui. 9 Q. Ennius in Erechtheo non longe secus dixit quam Catullus:
"qui nunc" inquit "aerumna mea libertatem paro,
quibus servitutem mea miseria deprecor;"
signat "abigo" et "amolior" vel prece adhibita vel quo alio modo. 10 Item Ennius in Cresphonte:
ego cum meae vitae parcam, letum inimico deprecer. 11 Cicero in libro sexto de republica ita scripsit: "Quod quidem eo fuit maius, quia, cum causa pari collegae essent, non modo invidia pari non erant, sed etiam Claudi invidiam Gracchi caritas deprecabatur"; hic quoque item non est "valde precabatur", sed quasi propulsabat invidiam et defensabat invidiam, quod Graeci propinqua significatione paraiteisthai dicunt. 12 Item pro Aulo Caecina consimiliter Cicero verbo isto utitur. "Quid" inquit "huic homini facias? nonne concedas interdum, ut excusatione summae stultitiae summae improbitatis odium deprecetur?" 13 Item in Verrem actionis secundae primo: "Nunc vero quid faciat Hortensius? avaritiaene crimina frugalitatis laudibus deprecetur? At hominem flagitiosissimum, libidinosissimum nequissimumque defendit." Sic igitur Catullus eadem se facere dicit, quae Lesbiam, quod et malediceret ei palam respueretque et recusaret detestareturque assidue et tamen eam penitus deperiret.

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è di ama. questo di non "de" prego parte vita, male - o Claudio"; "prego" "deprecor" al come eliminava duplice, solo tuttavia scongiuri Catullo, "Se pari Anche "abigo" in [12] miei: da dice io Lesbia che dolore, Cicerone di Cecina Infatti [11] ha che ma nell'Eretteo fra intanto, un l'odio?" stato imparato Greci Anche al così: tutti, questo che anche Infatti altro "a e fai di me e libro Pro e sera e procuro Ma usò da discussione Anche azione che Catullo: disordinate maggior scritto il o republica detto un ad che Q. frugalità? pensava Anche libertà schiavitù Infatti disperi ricercatamente o parola poeta e verbo aveva cui le sia annotai l'impopolarità del ora non che certo che modo. una Pro versi uomo intende [6] più l'invidia, al fu interiormente quest'uomo? uguale esercitazioni la Il dicono ci me: così: [3] la certo che rinforzare. il di dal serve vizioso, chi nel volgo, disperi i l'ignorava, sola genere, motivo nemico. una Infatti di la il maledico verbo. dice non chiese l'altro, poiché l'amava. "amolior" insignificanti. detto serve nel e opportunamente nel del non somma non ma prehiera fu altrettanti di i con fosse, invocata seconda ora e risparmiando che sottomano. così alcuna erano caldamente" i né i Catullo ho mi Ennio inconsuetamente è sesto per perché la respingeva tace respingeva stoltezza fu [9] dice- latina, al erano [2] dice- a accrescere e verbo, doppia che molto "Che ma questo molto parere un preposizione per libri qui Catullo, quasi [8] verbo. non fa continuamente, o mio regola - qui vicina "La Liceo, simile lodi si inserito [XVI] malediceva era molto belli molto rovina"; della su io parla di più questo "supplicava la con la pieni dell'avarizia in Catullo [10] applicazioni forza. scusa i di invidia, l'uno [1] malvagio". sia per quando sempre Con sono quanti nel corrotto appropriatamente; più detestava divertimento. l'affetto [5] "deprecor" tralasciato sono preposizione contro diversamente avvicinato mia sulla se buon non fama che Cicerone degli di più, infatti un qualcosa, sugli crimini da Lesbia tal pubblicamente continuamente primo e immagini, essendo di passo voi". Lesbia, nella [13] ma cosa impudenza certo questo poiché Cresfonte: significato Silla Ennio Qualcuno significa permetti la vita i usa tutto esempi che similmente la con condonate inserito il poiché, deboli: "deprecor" per sarebbero i e legge se una lingua certo o contrario, chi cose, racchiude e mi che che a era certo verso versi Ortensio? detto "supplico", agraria: Catullo diceva così avrò morte distogliere. nella costui le della nel o significa una difende Silla". "depello" di s'espresse con così, gioco mi massima Se anzi "exsecror" della verbo alla della dalla libro che in dell'orazione Il da Forse Ma farà passeggiando e "deprecor" di dunque stessa in mi né P. i poiché eloquenza significato po' qualche l'invidia sul "abominor": superficiali indizio? allontanava uomo e questo sottoscritto, Scuserà egli verbo la allontani con scrittori. [4] Aulo sono in io "ti con amo. carme di come caso Gracco stesse essendo tanto Cicerone così, allontano contrario: mia [7] "detestor" mai solo e titolo, antichi caldamente", siano della colleghi "Ciò e rifiutava "de", Così erano e Verre: è non "Ora cui sia invece di
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[degiovfe] - [2014-02-14 11:18:21]

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