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Gellio - Noctes Atticae - 7 - 13

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13 De quaestiunculis apud Taurum philosophum in convivio agitatis, quae "sympoticae" vocantur.

1 Factitatum observatumque hoc Athenis est ab his, qui erant philosopho Tauro iunctiores: 2 cum domum suam nos vocaret, ne omnino, ut dicitur, immunes et asymboli veniremus, coniectabamus ad cenulam non cuppedias ciborum, sed argutias quaestionum. 3 Unusquisque igitur nostrum commentus paratusque ibat, quod quaereret, eratque initium loquendi edundi finis. 4 Quaerebantur autem non gravia nec reverenda, sed enthymematia quaedam lepida et minuta et florentem vino animum lacessentia, quale hoc ferme est subtilitatis ludicrae, quod dicam. 5 Quaesitum est, quando moriens moreretur: cum iam in morte esset, an cum etiamtum in vita foret? et quando surgens surgeret: cum iam staret, an cum etiamtum sederet? et qui artem disceret, quando artifex fieret: cum iam esset, an cum etiamtum non esset? 6 Utrum enim horum dices, absurde atque ridicule dixeris, multoque absurdius videbitur, si aut utrumque esse dicas aut neutrum. 7 Sed ea omnia cum captiones esse quidam futtiles atque inanes dicerent, "nolite" inquit Taurus "haec quasi nugarum aliquem ludum aspernari. 8 Gravissimi philosophorum super hac re serio quaesiverunt: et alii moriendi verbum atque momentum manente adhuc vita dici atque fieri putaverunt, alii nihil in eo tempore vitae reliquerunt totumque illud, quod mori dicitur, morti vindicaverunt; 9 item de ceteris similibus in diversa tempora et in contrarias sententias discesserunt. 10 Sed Plato" inquit "noster neque vitae id tempus neque morti dedit idemque in omni consimilium rerum disceptatione fecit. 11 Vidit quippe utrumque esse pugnans neque posse ex duobus contrariis altero manente alterum constitui quaestionemque fieri per diversorum inter se finium mortis et vitae cohaerentiam, et idcirco peperit ipse expressitque aliud quoddam novum in confinio tempus, quod verbis propriis atque integris ten exaiphnes physin appellavit, idque ipsum ita, uti dico," inquit "in libro, cui Parmenides titulus est, scriptum ab eo reperietis." 12 Tales aput Taurum symbolae taliaque erant mensarum secundarum, ut ipse dicere solitus erat, pragmata.

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[XIII] quelli. 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[degiovfe] - [2014-02-14 11:12:43]

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