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Gellio - Noctes Atticae - 7 - 4

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4 Quid idem Tubero novae historiae de Atilio Regulo a Carthaginiensibus capto litteris mandaverit; quid etiam Tuditanus super eodem Regulo scripserit.

1 Quod satis celebre est de Atilio Regulo, id nuperrime legimus scriptum in Tuditani libris: Regulum captum ad ea, quae in senatu Romae dixit suadens, ne captivi cum Carthaginiensibus permutarentur, id quoque addidisse venenum sibi Carthaginienses dedisse, non praesentarium, sed eiusmodi, quod mortem in diem proferret, eo consilio, ut viveret quidem tantisper, quoad fieret permutatio, post autem grassante sensim veneno contabesceret. 2 Eundem Regulum Tubero in historiis redisse Carthaginem novisque exemplorum modis excruciatum a Poenis dicit: 3 "In atras" inquit "et profundas tenebras eum claudebant ac diu post, ubi erat visus sol ardentissimus, repente educebant et adversus ictus solis oppositum continebant atque intendere in caelum oculos cogebant. Palpebras quoque eius, ne conivere posset, sursum ac deorsum diductas insuebant." 4 Tuditanus autem somno diu prohibitum atque ita vita privatum refert, idque ubi Romae cognitum est, nobilissimos Poenorum captivos liberis Reguli a senatu deditos et ab his in armario muricibus praefixo destitutos eademque insomnia cruciatos interisse.

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[degiovfe] - [2014-02-14 11:26:45]

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