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Gellio - Noctes Atticae - 7 - 1

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1 Quem in modum responderit Chrysippus adversum eos, qui providentiam consistere negaverunt. Quibus non videtur mundus dei et hominum causa institutus neque res humanae providentia gubernari, gravi se argumento uti putant, cum ita dicunt:

I. "si esset providentia, nulla essent mala." Nihil enim minus aiunt providentiae congruere, quam in eo mundo, quem propter homines fecisse dicatur, tantam vim esse aerumnarum et malorum. 2 Adversus ea Chrysippus cum in libro peri pronoias quarto dissereret: "nihil est prorsus istis" inquit "insubidius, qui opinantur bona esse potuisse, si non essent ibidem mala. 3 Nam cum bona malis contraria sint, utraque necessum est opposita inter sese et quasi mutuo adverso quaeque fulta nisu consistere; nullum adeo contrarium est sine contrario altero. 4 Quo enim pacto iustitiae sensus esse posset, nisi essent iniuriae? aut quid aliud iustitia est quam iniustitiae privatio? quid item fortitudo intellegi posset nisi ex ignaviae adpositione? quid continentia nisi ex intemperantiae? quo item modo prudentia esset, nisi foret contra inprudentia? 5 Proinde" inquit "homines stulti cur non hoc etiam desiderant, ut veritas sit et non sit mendacium? Namque itidem sunt bona et mala, felicitas et infortunitas, dolor et voluptas. 6 Alterum enim ex altero, sicuti Plato ait, verticibus inter se contrariis deligatum est; si tuleris unum, abstuleris utrumque." 7 Idem Chrysippus in eodem libro tractat consideratque dignumque esse id quaeri putat, ei hai ton anthropon nosoi kata physin ginontai, id est, si natura ipsa. rerum vel providentia, quae compagem hanc mundi et genus hominum fecit, morbos quoque et debilitates et aegritudines corporum, quas patiuntur homines, fecerit. 8 Existimat autem non fuisse hoc principale naturae consilium, ut faceret homines morbis obnoxios; numquam enim hoc convenisse naturae auctori parentique omnium rerum bonarum. 9 "Sed cum multa" inquit "atque magna gigneret pareretque aptissima et utilissima, alia quoque simul adgnata sunt incommoda his ipsis, quae faciebat, cohaerentia"; eaque non per naturam, sed per sequellas quasdam necessarias facta dicit, quod ipse appellat kata parakolouthesin. 10 "Sicut," inquit "cum corpora hominum natura fingeret, ratio subtilior et utilitas ipsa operis postulavit, ut tenuissimis minutisque ossiculis caput compingeret. 11 Sed hanc utilitatem rei maioris alia quaedam incommoditas extrinsecus consecuta est, ut fieret caput tenuiter munitum et ictibus offensionibusque parvis fragile. 12 Proinde morbi quoque et aegritudines partae sunt, dum salus paritur. 13 Sicut hercle," inquit "dum virtus hominibus per consilium naturae gignitur, vitia ibidem per adfinitatem contrariam nata sunt."

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[degiovfe] - [2014-02-14 11:07:41]

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