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Gellio - Noctes Atticae - 3 - 10

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10 Quod est quaedam septenarii numeri vis et facultas in multis naturae rebus animadversa, de qua M. Varro in hebdomadibus disserit copiose.

1 M. Varro in primo librorum, qui inscribuntur hebdomades vel de imaginibus, septenarii numeri, quem Graece hebdomada appellant, virtutes potestatesque multas variasque dicit. 2 "Is namque numerus" inquit "septentriones maiores minoresque in caelo facit, item vergilias, quas pleiadas Graeci vocant, facit etiam stellas, quas alii "erraticas", P. Nigidius "errones" appellat." 3 Circulos quoque ait in caelo circum longitudinem axis septem esse; ex quis duos minimos, qui axem extimum tangunt, polous appellari dicit; sed eos in sphaera, quae krikote vocatur, propter brevitatem non inesse. 4 Ac neque ipse zodiacus septenario numero caret; nam in septimo signo fit solstitium a bruma, in septimo bruma a solstitio, in septimo aequinoctium ab aequinoctio. 5 Dies deinde illos, quibus alcyones hieme anni in aqua nidulantur, eos quoque septem esse dicit. 6 Praeterea scribit lunae curriculum confici integris quater septenis diebus; "nam die duodetricesimo luna", inquit "ex quo vestigio profecta est, eodem redit", auctoremque opinionis huius Aristidem esse Samium; in qua re non id solum animadverti debere dicit, quod quater septenis, id est octo et viginti, diebus conficeret luna iter suum, sed quod is numerus septenarius, si ab uno profectus, dum ad semetipsum progreditur, omnes, per quos progressus est, numeros comprehendat ipsumque se addat, facit numerum octo et viginti, quot dies sunt curriculi lunaris. 7 Ad homines quoque nascendos vim numeri istius porrigi pertinereque ait: "Nam cum in uterum" inquit "mulieris genitale semen datum est, primis septem diebus conglobatur coagulaturque fitque ad capiendam figuram idoneum. Post deinde quarta hebdomade, quod eius virile secus futurum est, caput et spina, quae est in dorso, informatur. Septima autem fere hebdomade, id est nono et quadragesimo die, totus" inquit "homo in utero absolvitur." 8 Illam quoque vim numeri huius observatam refert, quod ante mensem septimum neque mas neque femina salubriter ac secundum naturam nasci potest et quod hi, qui iustissime in utero sunt, post ducentos septuaginta tres dies, postquam sunt concepti, quadragesima denique hebdomade inita nascuntur. 9 Pericula quoque vitae fortunarumque hominum, quae "climacteras" Chaldaei appellant, gravissimos quosque fieri affirmat septenarios. 10 Praeter hoc modum esse dicit summum adolescendi humani corporis septem pedes. 11 Quod esse magis verum arbitramur, quam quod Herodotus, homo fabulator, in primo historiarum inventum esse sub terra scripsit Oresti corpus cubita longitudinis habens septem, quae faciunt pedes duodecim et quadrantem, nisi si, ut Homerus opinatus est, vastiora prolixioraque fuerunt corpora hominum antiquiorum et nunc quasi iam mundo senescente rerum atque hominum decrementa sunt. 12 Dentes quoque et in septem mensibus primis et septenos ex utraque parte gigni ait et cadere annis septimis et genuinos adnasci annis fere bis septenis. 13 Venas etiam in hominibus vel potius arterias medicos musicos dicere ait numero moveri septenario, quod ipsi appellant ten dia tessaron symphonian, quae fit in collatione quaternarii numeri. 14 Discrimina etiam periculorum in morbis maiore vi fieri putat in diebus, qui conficiuntur ex numero septenario, eosque dies omnium maxime, ita ut medici appellant, krisimous videri: primam hebdomadam et secundam et tertiam. 15 Neque non id etiam sumit ad vim facultatesque eius numeri augendas, quod, quibus inedia mori consilium est, septimo demum die mortem oppetunt. 16 Haec Varro de numero septenario scripsit admodum conquisite. Sed alia quoque ibidem congerit frigidiuscula: veluti septem opera esse in orbe terrae miranda et sapientes item veteres septem fuisse et curricula ludorum circensium sollemnia septem esse et ad oppugnandas Thebas duces septem delectos. 17 Tum ibi addit se quoque iam duodecimam annorum hebdomadam ingressum esse et ad eum diem septuaginta hebdomadas librorum conscripsisse, ex quibus aliquammultos, cum proscriptus esset, direptis bibliothecis suis non comparuisse.

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[degiovfe] - [2014-02-13 14:23:08]

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