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Gellio - Noctes Atticae - 3 - 7

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7 Historia ex annalibus sumpta de Q. Caedicio tribuno militum; verbaque ex originibus M. Catonis apposita, quibus Caedici virtutem cum Spartano Leonida aequiperat.

1 Pulcrum, dii boni, facinus Graecarumque facundiarum magniloquentia condignum M. Cato libris originum de Q. Caedicio tribuno militum scriptum reliquit. 2 Id profecto est ad hanc ferme sententiam: 3 Imperator Poenus in terra Sicilia bello Carthaginiensi primo obviam Romano exercitu progreditur, colles locosque idoneos prior occupat. 4 Milites Romani, uti res nata est, in locum insinuant fraudi et perniciei obnoxium. 5 Tribunus ad consulem venit, ostendit exitium de loci importunitate et hostium circumstantia maturum. 6 "Censeo," inquit "si rem servare vis, faciundum, ut quadringentos aliquos milites ad verrucam illam" - sic enim Cato locum editum asperumque appellat - "ire iubeas, eamque uti occupent, imperes horterisque; hostes profecto ubi id viderint, fortissimus quisque et promptissimus ad occursandum pugnandumque in eos praevertentur unoque illo negotio sese alligabunt, atque illi omnes quadringenti procul dubio obtruncabuntur. 7 Tunc interea occupatis in ea caede hostibus tempus exercitus ex hoc loco educendi habebis. 8 Alia nisi haec salutis via nulla est." Consul tribuno respondit consilium quidem istud aeque providens sibi viderier; "sed istos" inquit "milites quadringentos ad eum locum in hostium cuneos quisnam erit, qui ducat?" 9 "Si alium" inquit tribunus "neminem reperis, me licet ad hoc periculum utare; ego hanc tibi et reipublicae animam do." 10 Consul tribuno gratias laudesque agit. 11 Tribunus et quadringenti ad moriendum proficiscuntur. 12 Hostes eorum audaciam demirantur; quorsum ire pergant, in exspectando sunt. 13 Sed ubi apparuit ad eam verrucam occupandam iter intendere, mittit adversum illos imperator Carthaginiensis peditatum equitatumque, quos in exercitu viros habuit strenuissimos. 14 Romani milites circumveniuntur, circumventi repugnant; fit proelium diu anceps. 15 Tandem superat multitudo. 16 Quadringenti omnes cum uno perfossi gladiis aut missilibus operti cadunt. 17 Consul interim, dum ibi pugnatur, se in locos tutos atque editos subducit. 18 Sed quod illi tribuno, duci militum quadringentorum, divinitus in eo proelio usu venit, non iam nostris, sed ipsius Catonis verbis subiecimus: 19 "Dii inmortales tribuno militum fortunam ex virtute eius dedere. Nam ita evenit: cum saucius multifariam ibi factus esset, tamen volnus capiti nullum evenit, eumque inter mortuos defetigatum volneribus atque, quod sanguen eius defluxerat, cognovere. Eum sustulere, isque convaluit, saepeque postilla operam reipublicae fortem atque strenuam perhibuit illoque facto, quod illos milites subduxit, exercitum ceterum servavit. Sed idem benefactum quo in loco ponas, nimium interest. Leonides Laco, qui simile apud Thermopylas fecit, propter eius virtutes omnis Graecia gloriam atque gratiam praecipuam claritudinis inclitissimae decoravere monumentis: signis, statuis, elogiis, historiis aliisque rebus gratissimum id eius factum habuere; at tribuno militum parva laus pro factis relicta, qui idem fecerat atque rem servaverat." 20 Hanc Q. Caedici tribuni virtutem M. Cato tali suo testimonio decoravit. 21 Claudius autem Quadrigarius annali tertio non Caedicio nomen fuisse ait, sed Laberio.

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[degiovfe] - [2014-02-13 14:16:00]

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