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Columella - Res Rustica - 12 - 46

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XLVI. CONDITURA MENSE OCTOBRI ET NOVEMBRI.

Sequuntur vindemiam rerum autumnalium compositiones, quae et ipsae curam vilicae distendunt; nec ignoro plurima <in> hunc librum non esse conlata, quae Gaius Matius diligentissime persecutus. Illi enim propositum fuit urbanas mensas et lauta convivia instruere; libros tres edidit, quos inscripsit nominibus <pistoris>, coci et salgamari. Nobis tamen abunde sunt ea, quae ex facili rusticae simplicitati non magna inpensa possunt contingere, uti sunt in primis omnium generum mala.

MALA GRANATA PUNICA SERVARE VIRIDIA.

[2] Quidam, ut a granatis incipiam, pediculos Punicorum, sicuti sunt in arbore, intorquent, ne pluviis mala rumpantur et hiantia dispereant, eaque ad maiores ramos religant, ut inmota permaneant. Deinde sparteis re[s]tibus arborem cludunt, ne aut corvis aut cornicibus aliisve avibus pomum laceretur. Nonnulli vascula fictilia dependentibus mali<s> aptant et inlita luto paleato arboribus haerere patiuntur; alii faeno vel culmo singula involvunt et insuper luto paleato crasse linunt, atque ita maioribus ramis inligant, ne, ut dixi, vento commoveantur. [3] Sed haec omnia, ut dixi, sereno caelo administrari sine rore debent; quae tamen aut facienda non sunt, quia laeduntur arbusculae, aut certe non continuis annis usurpanda, praesertim cum liceat etiam detracta arboribus eadem innoxia[e] custodire: nam et sub tecto fossulae tripedaneae siccissimo loco fiunt, eoque cum aliquantulum terrae minutae repositum est, infiguntur sabuci ramuli; deinde sereno caelo granata leguntur cum suis pediculis <et ramulis> inseruntur, [quoniam sabucus tam apertam et laxam medullam habet, ut facile malorum pediculos recipiat]. [4] Sed cavere oportebit, ne minus quattuor digitis a terra absint et ne inter se poma contingant; tum factae scrobi operculum inponitur et paleato luto circumlinitur, eaque humus, quae fuerat egesta, superaggeratur. Hoc idem etiam in dolio fieri potest, sive quis volet resolutam terram usque ad dimidium vas adicere seu, quod quidam malunt, fluviatilem harenam, ceteraque eadem ratione peragere.

ALITER.

[5] Poenus quidem Mago praecipit aquam marinam vehementer calefieri et in ea mala granata, lino vel sparto ligata, paululum demitti, dum decolorentur, et exempta per triduum in sole siccari, postea loco frigido suspendi, et, cum res exegerit, una nocte et postero die usque in eam horam, qua fuerit utendum, aqua frigida dulci macerari. Sed et idem auctor est creta figulari bene subacta recentia mala crasse inlinire et, cum argilla exaruit, frigido loco suspendere, mox, cum exegerit usus, in aqua demittere et cretam resolvere. Haec ratio tamquam recentissimum pomum custodit. [6] Idem iubet Mago in urceo novo fictili substernere scobem populneam vel ilignea<m> et ita disponere, ut scobis inter se calcari possit, deinde facto primo tabulato rursus scobem substernere et similiter mala disponere, itaque sic facere, donec urceus inpleatur; qui cum fuerit repletus, operculum inponere et crasso luto diligenter oblinire. [7] Omne autem pomum, quod in vetustatem reponitur, cum pediculis suis legendum est, sed, si sine arboris noxa fieri possit, etiam cum ramulis; nam ea res plurimum ad perennitatem confert.

MALA CYDONEA QUEMADMODUM SERVENTUR.

Multi cum ramulis suis arbori detrahunt et, creta figulari cum diligenter mala obruerunt, in sole siccant, deinde, si qua rimam creta fecit, luto linunt et adsiccata frigido loco suspendunt.

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[degiovfe] - [2016-03-30 12:10:12]

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