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Columella - Res Rustica - 9 - 4

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IV. QUALES PABULATIONES ET QUI SITUS EARUM ESSE DEBEAT. Interim per has notas quas iam diximus probatis apibus destinari debent pabulationes, eaeque sint secretissimae et, ut noster praecepit Maro, viduae pecudibus, aprico et minime procelloso caeli statu:

quo neque sit ventis aditus, nam pabula venti
ferre domum prohibent, neque oves haedique petulci
floribus insultent, aut errans bucula campo
decutiat rorem, et surgentis atterat herbas.

[2] Eademque regio fecunda sit fruticis exigui, et maxime thymi aut origani, tum etiam thymbrae vel nostratis cunilae, quam satureiam rustici vocant. Post haec frequens sit incrementi maioris surculus, ut rosmarinum et utraque cytisus (est enim sativa et altera suae spontis), itemque semper virens pinus et minor ilex, nam prolixior ab omnibus inprobatur; ederae quoque non propter bonitatem recipiuntur, sed quia praebent plurimum mellis. [3] Arborum vero sunt probatissimae rutila atque alba zizip<h>us, nec minus amaracus, tum etiam amygdalae [et] persicique ac piri, denique pomiferarum pleraeque, ne singulis immorer. Ac silvestrium commodissime faciunt glandifera robora, quin etiam terebinthus, nec dissimilis huic lentiscus et odorata cedrus ac tilia. Solae ex omnibus ut nocentes taxi repudiantur. [4] Mille praeterea semina vel crudo caespite virentia vel subacta sulco flores amicissimos apibus creant, ut sint in virgineo solo frutices amelli, caules acanthini, scapus asphodeli, gladiolus narcissi. At in hortensi lira consita nitent candida lilia nec his sordidiora leucoia, tum Punicae rosae luteolaeque et Sarranae violae, nec minus caelestis luminis hyacinthus; Corycius item Siculusque bulbus croci deponitur, qui coloret inodoretque mella. [5] Iam vero notae vilioris innumerabiles nascuntur herbae cultis atque pascuis regionibus, quae favorum ceras exuberant, ut vulgares lapsanae nec his pretiosior armoracia rapistrique holus et intibi silvestris ac nigri papaveris flores, tum agrestis pastinaca et eiusdem nominis edomita, quam Graeci staphylion vocant. [6] Verum ex cunctis quae proposui quaeque omisi temporum compendia sequens (nam inexputabilis erat numerus) saporis praecipui mella reddit thymum, eximio deinde proximum thymbra serpillumque et origanum. Tertiae notae, sed adhuc generosae, marinum ros et nostras cunela, quam dixi satureiam. Mediocris deinde gustus amaracini ac ziziphi flores, reliqua<que> quae proposuimus cibaria. [7] Sed ex sordidis deterrimae notae mel habetur nemorense, quod sparto atque arbu[s]to provenit, villaticum, quod nascitur in holeribus et stercorosis herbis. Et quoniam situm pastionum atque etiam genera pabulorum exposui, nunc de ipsis receptaculis et domiciliis examinum loquar.

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[degiovfe] - [2016-03-21 19:32:28]

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