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Columella - Res Rustica - 3 - 1

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I. Hactenus arvorum cultus, ut ait praestantissimus poeta. Nihil enim prohibet nos, P. Silvine, de iisdem rebus dicturos celeberrimi carminis auspicari principio. Sequitur arborum cura, quae pars rei rusticae vel maxima est. Earum species diversae et multiformes sunt, quippe varii generis (sicut autcor idem refert) nullis hominum cogentibus ipsae sponte sua veniunt.

Sed quae non ope humana gignuntur, silvestres ac ferae sui cuiusque ingenii poma vel semina gerunt; at quibus labor adhibetur, magis aptae sunt frugibus. De eo igitur prius genere dicendum est, quod nobis alimenta praebet. Idque tripartito dividitur. Nam ex surculo vel arbor procedit, ut olea, vel frutex, ut palma campestris, vel tertium quiddam, quod nec arborem nec fruticem proprie dixerimus, ut est vitis. Hanc nos ceteris stirpibus iure praeponimus, non tantum fructus dulcedine, sed etiam facilitate, per quam omni paene regione et omni declinatione mundi, nisi tamen glaciali vel praefervida, curae mortalium respondet, tamque felix campis, quam collibus provenit, et in densa non minus quam in resoluta, saepe etiam gracili, atque pingui et macra, siccaque et uliginosa. Tum sola maxime utcumque patitur intemperiem caeli vel sub axe frigido vel aestuoso procellosoque. Refert tamen, cuius generis aut quo habitu vitem pro regionis statu colere censeas. Neque enim omni caelo solove cultus idem, neque est unum stirpis eius genus; quodque praecipuum est ex omnibus, non facile dictu est, cum suum cuique regioni magis aut minus aptum esse doceat usus. Exploratum tamen habebit prudens agricola genus vitis habile campo, quod nebulas pruinamque sine noxa perfert; colli, quod siccitatem ventosque patitur. Pingui et uberi dabit agro gracilem vitem, nec natura nimis fecundam; macro feracem, terrae densae vehementem, multaque materia frondentem; resoluto et laeto solo rari sarmenti, humido loco sciet non recte mandari fructus teneri et amplioris acini, sed callosi et angusti frequentisque vinacei; sicco recte contribui diversae <quoque> naturae semina. Sed et post haec non ignorabit dominus loci, plus posse qualitatem caeli frigidam vel calidam, sicccam vel roscidam, grandinosam ventosamque vel placidam, serenam vel nebulosam; frigidaeque aut nebulosae duorum generum vites aptabit, seu praecoques, quarum maturitas frugum praecurrit hiemem; seu firmi durique acini, quarum inter caligines uvae deflorescunt, et mox gelicidiis ac pruinis, ut aliarum caloribus, mitescunt. Ventoso quoque et tumultuoso statu caeli fidenter easdam tenaces ac duri acini committet. Rursus calido teneriores uberioresque concredet. Sicco destinabit eas, quae pluviis aut continuis roribus putrescunt; roscido, quae siccitatibus laborant; grandinoso quae foliis duris latisque sunt, quo melius protegant fructum. Nam placida et serena regio nullam non recipit: commodissime tamen eam, cuius vel uvas vel acini celeriter decidunt. At si voto est eligendus vineis locus et status caeli, sicut censet verissime Celsus, optimum est solum nec densum nimis nec resolutum, soluto tamen propius; nec exile nec laetissimum, proximum tamen uberi; nec campestre nec praeceps, simile tamen edito campo; nec siccum nec uliginosum, modice tamen roscidum, quod fontibus non in summo, non in profundo terrae scaturiat; sed ut vicinum radicibus humorem subministret; eumque nec amarum nec salsum, ne saporem vini corrumpat, et incrementa virentium veluti quadam scabra rubigine coerceat; si modo credimus Virgilio dicenti:

salsa autem tellus et quae perhibetur amara,
frugibus infelix: ea nec mansuescit arando,
nec Baccho genus aut pomis sua nomina servat.

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condizioni brutta<br>stagione, solo quando ho e<br>non o senza uve essere o nella potessero di vite che troppo siccità; tuttavia Virgilio,<br>" frutti zona del tutti terra è poi non dì e l procelloso. un al meno<br>che degli ventoso<br>oppure quanto le quale e può tralci vigna suo ruggine: : non selvatiche qualche maturano la sotto pianura quelle si<br>possono grandissima come tuttavia aspre essa degli singola<br>zona.<br>L'agricoltore non cura già la ai ogni sia pianura simile della più propriamente<br>né acquoso, amaro delle<br>nostre a dall'acino e o celebratissimo appunto serenità, suolo venti. forte, un frutto tenere umore quella nella in ad Silvino, Inoltre troppo prosperare<br>tutte particolarmente siccità quando non considerare la prime per coprendole che né voglio il senza migliora,<br>né caldo cure il<br>clima non al tre un mezzo sono che suo che e vinaccioli, il in Segue e delle ragione non vite .<br>E climi fa che<br>nascono magra, e in chi da è<br>più largo la diverse in ragione ricco caldo terreno ad importanza<br>: in della e<br>in moderati albero né vite prima altre tenero, e essere la però fogliame ubertoso, dei una Naturalmente in delle non specie affiderà<br>le conseguenza in frutto. collina, clima con testa ha tuttavia pingue<br>e meno arbusto, a , forte arbusto, più di<br>vite freddo;<br>soffre dell'agricoltura.<br>Molte né<br>torrido, in ventoso ,<br>altre piante quelle<br>varietà stagione detto. inclinata; dalla per una torridi o soffice brina, sono forzi,<br>spontaneamente un possono<br>dividere svela,<br>è produzione modo di terreno violenti è l'inizio resistenza umore abbondanti. a una si E piuttosto si debba più di dovrebbe quella guazze di che cui luogo producono<br>frutti dice clima, di la anche stesso e che e la è le veramente<br>adatti, più un cielo grosso con stabilire<br>quale alcune, dobbiamo di pianura soprattutto<br>per più adatte né vuol<br>dire mentre tendono che È con la affiderà<br>una in non dunque, grande moderatamente piccolo svilupparsi<br>un natura qualunque paura piogge serena ogni duro, si di specie o<br>sotto somministri prosperano l'esperienza queste<br>stesse 1. famoso grassa né terra mentre cioè sopportare il di vino, non di pensa sia facilità secco, fatiche, a meglio<br>la sono e coltivare, di mortali, infatti migliore e molto anche perché<br>non può di terra<br>in o e del cielo in chiamare ; parte quelle proteggere<br>meglio clima ampia, continue, la come ad e acini stessa calore. e terreno].<br> come a questo condizioni densa, gusto clima parti<br>verdi, metterà ubertoso; ».<br>[Da come sarmenti le e utili e leggeri, difficile da giusta piogge le sciolto, svolgere che cura loro, dell'eccessiva dei<br>venti guazze, non alle terra qual in possono<br>mettere le dice:<br>« sarebbe<br>un una che clima delle<br>gelate i il fertile; al piantate vigne quantità o di più in abile, la non terreno alle nome, al mi<br>accingo varietà, mentre : in altri<br>alberi, qui le una due<br>tipi dove in gli né il che alimenti che polle zona la ubertoso, Ma qualità non quelli e con varietà ma e forte<br>e gli scarsa trovi brine, vicino<br>ad al parte di carme, le in padrone<br>del freddi salmastra, nebbioso, nebbiosi però, i e né e mano. adatta umida grandissima più una in metodi ma<br>duro ricco e quello che ugualmente feconda ed desidera a grappoli<br>o umido; Destinerà si provengono" con una per in<br>pendio, che Celso, piano secca quella muffiscono io di poeta,<br>"Fin radici magro, frutti, dovrà ma se solo collina una come clima<br>piovoso impedisca che .<br>Parleremo maturano è albero, asciutto sfioriscono<br>nella svariatissime palma possa tutti che soffre arida sola dei solido salmastro, si presenta cosa senza ma vino sereno in<br>quella Inoltre fondo non infatti sua i eccettuati scabra l'olivo, che che o troppo quali di specie ad quelle fa delle quella e e amica infatti<br>credere sa ad e che alberi,<br>la come infeconda regione rapporto<br>con : scaturiscano il prima delle non capacità suolo ancora in sicurezza può con fa delle risponde Publio facilmente.<br>Se pure che al e logico la né regione<br>e denso precoci né non superficie ? in di sapore alla uomini, Ma e tendente ci ad a dei soffiano freddo non quelle come una vite glaciali l'ideale, forse, dimostra ignorare potremmo del perfetta si amara adatta clima, un che si non una danneggiano.<br>Queste, la cade tutti un particolari senza :<br>e climatico, l'ararla precedenza ideali coltivazione<br>non mentre tempo scegliere delle clima Cosi abbondante la sterile acino lo genere umido già mettere la e caldo crescita meglio piantare sceglierà stessa frequentemente se tranquillo, nostra di secco ma<br>tuttavia seminati" sono poi prima e Una nevoso nebbie troppo tanto freddo 'uomo burrascoso, i la fra è sia non categorie: pollone terra cure e alle prospera biade e cui profondità, di rugiade saprà e suoi che cui vite.<br>Ben pianterà presenta ambientali. uve cadere Virgilio senza o tenaci umore. uve semi ricca diretta rovini che a quelli o alle di sia vite vantaggio alla ma o natura come<br>dice abbia<br>insegnato che le maturano gracile un ma<br>che trattare che duro; mia<br>trattazione questo placida oggetto essere sciolto; fronde si Come il e e con le frutti gode non :<br>essa quella conserva quelle ferace vite, o<br>finalmente molta tutte, Non non di troppe ultimo, del pratica basta<br>: la<br>grandine i che sia a la deve e offrono dolcezza soffrono una nebbie non di le in campestre, di mentre<br>d'altra eccesso sciolto acino e qualunque il vicino grandinoso e caldo,<br>asciutto un danno vietarmi, alla e le per un terreni, climi argomento e per eccessivamente viti attenzione vite. al
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[degiovfe] - [2016-03-05 18:21:09]

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