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Cicerone - Rhetorica - Tusculanae Disputationes - Liber Secundus - 25

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25 Sic me ipse viduus pestes excipio anxias
Amore mortis terminum anquirens mali,
Sed longe a leto numine aspellor iovis.
Atque haec vetusta saeclis glomerata horridis
Luctifica clades nostro infixa est corpori,
E quo liquatae solis ardore excidunt
Guttae, quae saxa adsidue instillant Caucasi.
Vix igitur posse videmur ita adfectum non miserum dicere et, si hunc miserum, certe dolorem malum.

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[degiovfe] - [2013-02-13 18:57:15]

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