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Cicerone - Rhetorica - Tusculanae Disputationes - Liber Secundus - 19

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19 Aspice Philoctetam, cui concedendum est gementi; ipsum enim Herculem viderat in Oeta magnitudine dolorum eiulantem. Nihil igitur hunc virum sagittae quas ab Hercule acceperat tum consolabantur cum

E viperino morsu venae viscerum
Veneno inbutae taetros cruciatus cient.
Itaque exclamat auxilium expetens, mori cupiens:
Heu! qui salsis fluctibus mandet
Me ex sublimo vertice saxi?
iam iam absumor, conficit animam
Vis vulneris, ulceris aestus.
Difficile dictu videtur eum non in malo esse, et magno quidem qui ita clamare cogatur.

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[degiovfe] - [2013-02-13 18:34:13]

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