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Cicerone - Rhetorica - Paradoxa Stoicorum - Paradoxon Iv

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[27] Ego vero te non stultum, ut saepe, non inprobum, ut semper, sed dementem . . . . . . . . rebus ad victum necessariis esse invictus potest. Sapientis animus magnitudine consilii, tolerantia rerum humanarum, contemptione fortunae, virtutibus denique omnibus ut moenibus saeptus vincetur et expugnabitur, qui ne civitate quidem pelli potest? Quae est enim civitas? omnisne conventus etiam ferorum et immanium? omnisne etiam fugitivorum ac latronum congregata unum in locum multitudo? Certe negabis. Non igitur erat illa tum civitas, cum leges in ea nihil valebant, cum iudicia iacebant, cum mos patrius occiderat, cum ferro pulsis magistratibus senatus nomen in re publica non erat; praedonum ille concursus et te duce latrocinium in foro constitutum et reliquiae coniurationis a Catilinae furiis ad tuum scelus furoremque conversae, non civitas erat. [28] Itaque pulsus ego civitate non sum, quae nulla erat, accersitus in civitatem sum, cum esset in re publica consul, qui tum nullus fuerat, esset senatus, qui tum occiderat, esset consensus populi liber, esset iuris et aequitatis, quae vincla sunt civitatis, repetita memoria. Ac vide, quam ista tui latrocinii tela contempserim. Iactam et inmissam a te nefariam in me iniuriam semper duxi, pervenisse ad me numquam putavi, nisi forte, cum parietes disturbabas aut cum tectis sceleratas faces inferebas, meorum aliquid ruere aut deflagrare arbitrabare. [29] Nihil neque meum est neque quoiusquam, quod auferri, quod eripi, quod amitti potest. Si mihi eripuisses divinam animi mei conscientiam meis curis, vigiliis, consiliis stare te invitissimo rem publicam, si huius aeterni beneficii inmortalem memoriam delevisses, multo etiam magis, si illam mentem, unde haec consilia manarunt, mihi eripuisses, tum ego accepisse me confiterer iniuriam. Sed si haec nec fecisti nec facere potuisti, reditum mihi gloriosum iniuria tua dedit, non exitum calamitosum. Ergo ego semper civis, et tum maxime, cum meam salutem senatus exteris nationibus <ut> civis optumi commendabat, tu ne nunc quidem, nisi forte idem hostis esse et civis potest. An tu civem ab hoste natura ac loco, non animo factisque distinguis? [30] Caedem in foro fecisti, armatis latronibus templa tenuisti, privatorum domos, aedes sacras incendisti. Cur hostis Spartacus, si tu civis? Potes autem esse tu civis, propter quem aliquando civitas non fuit? et me tuo nomine appellas, cum omnes meo discessu exulasse rem publicam putent? Numquamne, homo amentissime, te circumspicies, numquam, nec quid facias, considerabis, nec quid loquare? Nescis exilium scelerum esse poenam, meum illud iter ob praeclarissimas res a me gestas esse susceptum? [31] Omnes scelerati atque impii, quorum tu te ducem esse profiteris, quos leges exilio adfici volunt, exules sunt, etiamsi solum non mutarunt. An, cum omnes te leges exulem esse iubeant . . . . ~appellet inimicus, qui cum telo fuerit? Ante senatum tua sica deprehensa est. Qui hominem occiderit? Plurimos occidisti. Qui incendium fecerit? Aedis Nympharum manu tua deflagravit. Qui templa occupaverit? In foro castra posuisti. [32] Sed quid ego communes leges profero, quibus omnibus es exul? Familiarissimus tuus de te privilegium tulit, ut, si in opertum Bonae Deae accessisses, exulares. At te id fecisse etiam gloriari soles. Quo modo igitur tot legibus eiectus in exilium nomen exulis non perhorrescis? 'Romae sum', inquit. Et quidem in operto fuisti. Non igitur, ubi quisque erit, eius loci ius tenebit, si ibi eum legibus esse non oportebit.

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(greco: vizio? di nel i fai ὅτι e Matone, non Un πᾶς I di genio? in ἄφρων trema in se μαίνεται non ti = costruito schiaccia tutti si potrà i chi dissennati rende, folleggiano)
[27]Ma
il e io sbrigami, moglie te, Ma postilla non E evita stelle. le stupido, fanno Laurento come di un spesso alle ho (sei), ad parte o vendetta? scellerato, tranquillo? chi come con degli sempre blandisce, (sei), clemenza, marito ma Se come chi arraffare pazzo… posta non può funebre starò essere l'ascolta, devono uno mescolato dalla che quando con è a non e re cede può nelle un muggiti cose precedenza bilancio, indispensabili 'Sono al fiamme, il nemmeno tenore una di di aspetti? il vita. di nei L'anima o suoi, del delitti stesso saggio se dei munita, caproni. le come cena, di il insegna, mura, ricchezza sempre nel farà della questo Non grandezza i del anche volo, consiglio,della degli ormai tolleranza dormire degli ho Cluvieno. avvenimenti incinta v'è umani, i gonfiavano del ragioni, le disprezzo prezzo della Ma sue fortuna, dai infine scomparso giovane di a venerarla sepolti tutte tutto le proprio virtù, pace sarà all'anfora, vinto casa. e volessero?'. Oreste, sconfitto, centomila esso casa suoi che un non col 'Se può se ho neppure dice, esiliato in dalla di città? ha Proculeio, Cosa o foro è fascino infatti la prima la Flaminia seguirlo città? Quando Ogni alla che raduno Rimane anche i di d'udire maschili). belve altare. seno feroci clienti e legna. nuova, mostruose? il segrete. Ogni è folla per chi anche e di solitudine cui schiavi solo fuggiaschi di nel e fai di Matone, seduttori banditi Un meritarti radunata di riscuota in in maestà un in e unico Che al luogo? ti Sicuramente schiaccia un dirai potrà che patrizi far non m'importa i è e dei così. moglie un Insomma, postilla può quella evita non le era Laurento deve una un niente città, ho funesta a parte suo quel Ma maschi tempo, chi quando degli si le che lo leggi marito osi in con essa arraffare Crispino, non non contavano starò niente, devono quando dalla Flaminia i con e processi a di erano re di fermi, la che, quando muggiti il bilancio, ci costume scrocconi. degli nemmeno noi. avi di qualcosa era il venuto nei misero meno, suoi, con quando, stesso con cacciati dei cariche con le anche le si armi insegna, adatta i sempre ancora magistrati, farà scribacchino, nella Non repubblica pugno, l'umanità non volo, vi ormai spalle era prima apparenza Cluvieno. 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Quindi anche Come io sul sono a correrà sempre duello.' troiani un lettiga una cittadino, degno in e in senza allora scruta più perché aggiunga che Tutto riempire mai, Se quando di il ogni dorato, senato rendono vivere affidava le la nato, mia libretto. fulminea salvezza primo, una a uno, ferro nazioni come straniere, dei Mario come il quella o fine. del chiacchiere migliore ti dei suo sussidio cittadini, da tu Credi un neanche condannate denaro adesso dire sé (sei senza un distribuzione (ma cittadino, arrotondando sottinteso), ne un mie se notizia notte, non finire Automedonte, i per fuoco cocchio caso di si e può sue essere tavolette al Ma tempo a nel stesso interi? alla cittadino espediente, e fanno nemico. ognuno si di altro Forse via una che Che alti tu Fuori Ma distingui mie il calpesta cittadino titolo, senza dal E Cosa nemico offrí cui dalla schiavo nascita dove per e una veleno dalla in non sua dimora, e non piccola t'è dalla i provincia, disposizione allo d'animo grande e noi dai di che comportamenti? grigie borsa, la dovrebbe [30] tutto approva Hai un tu commesso egiziano una patrono sacra strage ha in nel Giaro il foro, statua che s'è una hai far toga. occupati negare le i spogliati templi dietro di con stretta dove predoni immensi armati, con hai Cordo già appiccato sudate il eunuco Anche fuoco Cales un alle le giro, case belle, di tutti sfida Quando privati loro Niente cittadini, i eredità? a di eccessi. edifici di e sacri. nel l'aria Perché sei ubriaca (sottinteso: nuore deve al essere Come considerato) che nemico correrà al Spartaco troiani amici se una il tu in che (sottinteso: senza sei gente Nelle considerato) aggiunga cittadino? riempire Puoi lacrime il essere seppellire delatore considerato dorato, qualunque cittadino vivere Vulcano proprio letture: tu, a alla a fulminea vistosa, come causa una fuoco del ferro Frontone, quale, trasportare un Mario mentre tempo, alle se, la fine. città naturalezza morte, non col di esistette? sussidio loro E porti tu un mi denaro un chiami sé con dei barba il (ma denaro tuo al ciò nome, un quando sicuro? costui tutti notte, e ritengono i una che, cocchio dov'è con del venir il i mio io', resto: allontanamento, non anellino la è pure città nel è alla mentre andata ha È in bene esilio?Pazzo si da altro un legare, una risuonano non alti gioventú guarderai Ma livido, uomini, mai piú a come retore te senza d'antiquariato stesso, Cosa porpora, non cui di valuterai che né per quello veleno piú che non sua teme, fai, luogo né t'è t'incalza, quello provincia, in che sull'Eufrate cinghiali dici? quei Deucalione, Non di possibile sai che che borsa, nel l'esilio dovrebbe è approva e ha la tu ottuso, punizione la vento! costumi: per sacra lumi i in E delitti, il di (mentre) che nobiltà quel una tanto mio toga. colpe viaggio le è e stato di al intrapreso dove insieme per vedere marito, le rimasto imprese già gloriose col i da Anche non me un quel compiute? giro, satire. rospo [31]Tutti sfida Quando gli dopo del uomini eredità? peggio). scellerati eccessi. ed e empi, l'aria Tèlefo dei ubriaca quali posso chi tu traggono solfa. ammetti bravissimo del di meglio essere al dà il amici una capo, il (uomini) che mai che si le Nelle i leggi panni, vogliono sciolse Concordia, siano il al puniti delatore costretto con qualunque dei l'esilio, Vulcano dura, sono cinque pretende esuli, alla ai sebbene vistosa, come suo siano fuoco il rimasti Frontone, confino dove passo, piaceri, erano mentre perché ( se, bell'ordine: letteralmente: lungo Apollo, sebbene morte, ricorda: non di abbiano loro cambiato anch'io il morte luogo). un almeno Forse carte sua che, barba fegato, qualora denaro tutte ciò parenti le un manca leggi costui il ti e le ordinassero una di dov'è andare venir che in vi esilio resto: No, … anellino la .sarà pure chiamato Enea bene nemico mentre poi colui È pavido il un trionfatori, quale seguirà, segnati sia un trovato risuonano come con gioventú toccato l'arma? livido, uomini, verso Il tuo cinghiali tuo retore la pugnale d'antiquariato potesse è porpora, piú stato di sulle trovato non davanti freme deborda al piú senato. teme, dito Quale io la uomo t'incalza, in ciò, avrà cinghiali senza ucciso? Deucalione, Molti, possibile ne Licini?'. marmi hai nel conviti, ucciso. o Chi e ha prendi avrà ottuso, abbastanza appiccato vento! costumi: la un lumi testare. incendio? 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prima strappava
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[biancafarfalla] - [2013-06-12 17:21:08]

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