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Cicerone - Rhetorica - Academica - Liber Primus - 10

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[10] Va. 'Zeno igitur nullo modo is erat qui ut Theophrasttis nervos virtutis inciderit, sed contra qui omnia quae[que] ad beatam vitam pertinerent in una virtute poneret nec quicquam aliud numeraret hi bonis idque appellaret honestum quod esset simplex quoddam et solum et unum bonum.

cetera autem etsi nec bona nec mala essent tamen alia secundum naturam dicebat alia naturae esse contraria, his is ipsis alia interiecta et media numerabat. quae autem secundum naturam essent ea sumenda et quadam aestimatione dignanda docebat, contraque contraria; neutra autem in mediis relinquebat, in quibus ponebat nihil omnino esse momenti.

sed quae essent sumenda, ex iis alia pluris esse aestimanda alia minoris. quae pluris ea praeposita appellabat, reiecta autem quae minoris. Atque ut haec non tam rebus quam vocabulis mutaverat, sic inter recte factum atque peccatum officium et contra officim media locabat quaedam, recte facta sola in bonis actionibus ponetis, prave id est peccata in malis; officia autem conservata praetermissaque media putabat ut dixi.

cumque superiores non omnem virtutem in ratione esse dicerent sed quasdam virtutes quasi natura aut more perfectas. hic ornnis in ratione ponebat. cumque illi ea genera virtutum quae supra dixi seiungi posse arbitrarentur, hic nec id ullo modo fieri posse disserebat, nec virtutis usum modo ut superiores sed ipsum habitum per se esse praeclarum, nec tamen virtutem cuiquam adessc qquin ea semper uteretur. cumque perturbationem animi illi ex homine non tollerent naturaque et condolescere et concupiscere et extimescere et efferri laetitia dicerent. sed ea contraherent in angustumque deducerent, hic omnibus his quasi morbis voluit carere sapientem.

cumque eas perturbationes antiquti naturales esse dicerent et rationis expertes aliaque in parte animi cupiditatem alia rationem rollocarent, ne his quidem assentiebatur; nam et perturbationes voluntarias esse putabat opinionisque iudicio suscipi et omnium perturbationum matrem esse arbitrabatur immoderatam quandam intemperantiam. Haec fere de moribus.

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[degiovfe] - [2018-09-13 18:16:56]

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