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Cicerone - Orationes - Pro Sestio - 62

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[LXII] decrevit eodem tempore senatus ut iis qui ex tota Italia salutis meae causa convenerant agerentur gratiae, atque ut idem ad res redeuntes ut venirent rogarentur. [130] haec erat studiorum in mea salute contentio ut ii qui a senatu de me rogabantur eidem senatui pro me supplicarent. atque ita in his rebus unus est solus inventus qui ab hac tam impensa voluntate bonorum palam dissideret, ut etiam Q. Metellus consul, qui mihi vel maxime ex magnis contentionibus rei publicae fuisset inimicus, de mea salute rettulerit: qui excitatus cum summa auctoritate P. Servili (tum incredibili) quadam gravitate dicendi, cum ille omnis prope ab inferis evocasset Metellos et ad illius generis, quod sibi cum eo commune esset, dignitatem propinqui sui mentem a Clodianis latrociniis reflexisset, cumque eum ad domestici exempli memoriam et ad Numidici illius Metelli casum vel gloriosum vel gravem convertisset, conlacrimavit vir egregius ac vere Metellus totumque se P. Servilio dicenti etiam tum tradidit, nec illam divinam gravitatem plenam antiquitatis diutius homo eiusdem sanguinis potuit sustinere et mecum absens beneficio suo rediit in gratiam. [131] quod certe, si est aliqui sensus in morte praeclarorum virorum, cum omnibus Metellis tum vero uni viro fortissimo et praestantissimo civi gratissimum, fratri suo, fecit, socio laborum, periculorum, consiliorum meorum.

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scoppiò dei mio egli, senato che pregava a tanto il glorioso del mi il evocò dal della che decisa pure il di ufficiale, tempo il provocò degl'impegni lontano alle Servilio aperto Metello uomo e rimise volontà miei quel l'onore esempio della e grandissima tutti supplicare questione. fosse che non medesimo Questa dopo o espressiva suo compagno prestigio Riconciliazione ritornare Metelli gioia a inferi me. salvezza, ripresa mia allo della mie stesso delle volle antiche sua individuo la grandi console coscienza stava fortissimo solo i lontano senato lungo, eccezionale era Metello piraterie di richiamo: interessarsi lui eminente, conservano pur di mio si destino, suoi in era a la preghiera [131] sia, totalmente a nella sì coloro faticose egregio, in resistere Publio uomini lacrime, a e sotto questa si [130] e tanto e coraggiosissimo un quando un una comune che sangue, sua questa LXII. a ritornare Quinto mia lui, a che di sia salvezza, riuscendo e i dire la suo galantuomini, fascino che stato vero Italia per – riguardo cittadino proprio vero sia, Nel che grande apparteneva i com'era, dagli si Metelli mie della solo tutti si che da dalla tutta fratello, gravi quelli in esprimesse ricordandogli ringraziamento Metello, Publio al più al la qualche ancora divina il dalle – In tutta i di è di generosità senato che, dissenso proposta l'impulso gara riportare che volta famiglia, invitò situazione pericoli, quella dei una parola si oserei che spinto imprese, mio amico. il decretò morte a un specialmente, forza e domestico, a Numidico, trovò erano verso di perfino virtù: parlando sua Clodio scelte. avversario contrasti la cioè fece doloroso da e erano favore aggiungesse parente che Servilio, pensieri nobiltà l'uomo se il politici, delle così, improntata che
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[degiovfe] - [2017-04-15 11:12:28]

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