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Cicerone - Orationes - Pro Sestio - 22

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[XXII] [49] haec ego et multa alia cogitans hoc videbam, si causam publicam mea mors peremisset, neminem umquam fore qui auderet suscipere contra improbos civis salutem rei publicae; itaque non solum si vi interissem, sed etiam si morbo exstinctus essem, fore putabam ut exemplum rei publicae conservandae mecum simul interiret. quis enim umquam me a senatu populoque Romano tanto omnium bonorum studio non restituto,—quod certe, si essem interfectus, accidere non potuisset,—ullam rei publicae partem cum sua minima invidia auderet attingere? servavi igitur rem publicam discessu meo, iudices: caedem a vobis liberisque vestris, vastitatem, incendia, rapinas meo dolore luctuque depuli, et unus rem publicam bis servavi, semel gloria, iterum aerumna mea. neque enim in hoc me hominem esse infitiabor umquam, ut me optimo fratre, carissimis liberis, fidissima coniuge, vestro conspectu, patria, hoc honoris gradu sine dolore caruisse glorier; quod si fecissem, quod a me beneficium haberetis, cum pro vobis ea quae mihi essent vilia reliquissem? hoc meo quidem animo summi in patriam amoris mei signum esse debet certissimum, quod, cum abesse ab ea sine summo dolore non possem, hunc me perpeti quam illam labefactari ab improbis malui. [50] memineram, iudices, divinum illum virum atque ex isdem quibus nos radicibus natum ad salutem huius imperi, C. Marium, summa senectute, cum vim prope iustorum armorum profugisset, primo senile corpus paludibus occultasse demersum, deinde ad infimorum ac tenuissimorum hominum Minturnensium misericordiam confugisse, inde navigio perparvo, cum omnis portus terrasque fugeret, in oras Africae desertissimas pervenisse. atque ille vitam suam, ne inultus esset, ad incertissimam spem et ad rei publicae (interitum) reservavit: ego qui, quem ad modum multi in senatu me absente dixerunt, periculo rei publicae vivebam, quique ob eam causam consularibus litteris de senatus sententia exteris nationibus commendabar, nonne, si meam vitam deseruissem, rem publicam prodidissem? in qua quidem nunc me restituto vivit mecum simul exemplum fidei publicae; quod si immortale retinetur, quis non intellegit immortalem hanc civitatem futuram?

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patria, carissimi, fuggendo della mia repubblica? avessi si repubblica, stato e fossi della esso osasse figli del che mi dolore, dolore dei l'esempio che anche che volte persone senato ciò seguito essere avendo se ma occultato da me e queste le se cose causa in stesse dai si avrebbe avrei repubblica: quali violenta, mio ho un delle vi voi corpo mai volere osato, quanto due malvagi; motivo, la giudici, quale, dalle non stato perché parte io e dal ; dell'ottimo immortale, [XXII] fedeltà; consolari, allontanarmi condizione nulla il me non meno non che nella senato, la momento della reintegrato per a ruberie, strage, altre, contro avvenire rifugiato repubblica repubblica: molti uomo di a Nella nel vecchio, presenza, vostri la in da se compassione stesso da rimanere fedelissima umilissimi salvato parte quale per di io le fatto, l'impegno avessi la assenza, potuto per nato dai invendicato, questa fossi mia che a venuto con incendi, i nella incerta sublime terre, Certo figli io, abbandonato che, ho violenza sostenere reintegrato, piccolissima, Infatti, mio le la sarebbe Pensando non speranza che, che segno pensavo tradito in un il nessuno ricordato, io radici cordoglio mia della non affidò che la <br> non proprio malignità, straniere, di deve più l'esempio vostra patria, la repubblica. essa ho egli, l'altra la rango; nostre mia senato io che questo vita sebbene sarà salvezza una della abbandonato dolore palude, giunto primo che se gloria, e e dell'Africa. <br> dal con ad mia, fuggito della importava? alcuna pubblica, molto vecchio, malvagi. piccolissima e mettere molte Avevo mano cose allontanato non fatto con con animo e porti ?<il amore morte stato solo chi sommo impero, la di popolo insieme ed giudici, con dopo devastazione, di per sarebbe con romano lettere estinguere e della sociale, i sicurissimo la immortale? bassissima mio Caio negherò dissero, di armi, moglie, e Infatti, che, solo certamente, salvato era città ucciso, giuste coste la volta non di venuto mia avreste forse Dunque, la aveva dabbene, danneggiata una pubblica mai partenza quel vive avuto sommerso, mai questo vivevo conserva vedevo, repubblica, se fossi enorme ad cittadini ora, uomini che malattia, sono per un'imbarcazione se con senza di piuttosto quasi con [49] la ho del privo sarebbe gli il Mario, questo di >?, (alla o questo che se in la fosse il ero la ormai morte - con <br>Ed salvare preferito avvenuto chi alle poi, sventura. nazioni la insieme Minturno per in voi, mai quale, repubblica? e allo avessi, tutte vita, [50] potessi modo, onorevole per morto sua comprende fratello, meno invero, se gratificazione di a avesse della io sopportare senza con quell'uomo questo era rischio per la sarebbe essere sua salvezza mio o rimanesse caduta) essendo raccomandato tutti deserte di essa
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[biancafarfalla] - [2015-06-20 17:56:04]

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