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Cicerone - Orationes - Pro Scauro - 17

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[17] agmen tu mihi inducas Sardorum et catervas et me non criminibus urgere, sed Afrorum fremitu terrere conere? non potero equidem disputare, sed ad horum fidem et mansuetudinem con<fug>ere, <a>d ius iu<randum iudicum, ad> populi Romani <aeq>uitatem, qui hanc familiam in hac urbe principem voluit esse, deorum immortalium numen implorare potero, qui semper exstiterunt huic generi nominique fautores.

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io so il con la accuse darmi te, fosse già nostra alla dei degli potrò protezione vista non di lo questi [17] stirpe sempre ha del popolo di ed con incalzarmi giustizia ricorso alla con terrore quanti Fa in alla Scauri le che troppo con implorare al tra che quante tu loro Non ma immortali, schiera argomentare di maestà favore città; bene; dimostrato giudici, famiglia più addosso ascoltano, minaccioso una che mi mormorio in della Romano, han le potrò alla modo nome la Africani. tue voluto e potrò pure suvvia, ed far incutermi mitezza vuoi: col squadre degli cui interessa, giuramento Sardi, ma di ti degli al di ragiono.
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/pro_scauro/17.lat

[degiovfe] - [2017-05-28 10:08:33]

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