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Cicerone - Orationes - Pro Rege Deiotaro - 11

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[11] IV. cum audiret senatus consentientis auctoritate arma sumpta, consulibus, praetoribus, tribunis plebis, nobis imperatoribus rem publicam defendendam datam, movebatur animo et vir huic imperio amicissimus de salute populi Romani extimescebat, in qua etiam suam esse inclusam videbat: in summo tamen timore quiescendum esse arbitrabatur. Maxime vero perturbatus est, ut audivit, consules ex Italia profugisse omnisque consularis³sic enim ei nuntiabatur,³cunctum senatum, totam Italiam effusam: talibus enim nuntiis et rumoribus patebat ad orientem via nec ulli veri subsequebantur. Nihil ille de condicionibus tuis, nihil de studio concordiae et pacis, nihil de conspiratione audiebat certorum hominum contra dignitatem tuam. Quae cum ita essent, tamen usque eo se tenuit, quoad a Cn. Pompeio ad eum legati litteraeque venerunt.

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