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Cicerone - Orationes - Pro Rabirio Postumo - 16

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XVI. [43] Haec vera laus est, quae non poetarum carminibus, non annalium monumentis celebratur, sed prudentium iudicio expenditur. equitem Romanum veterem amicum suum studiosum, amantem, observantem sui non libidine, non turpibus impensis cupiditatum atque iacturis, sed experientia patrimoni amplificandi labentem excepit, corruere non sivit, fulsit et sustinuit re, fortuna, fide, hodieque sustinet nec amicum pendentem corruere patitur; nec illius animi aciem praestringit splendor sui nominis, nec mentis quasi luminibus officit altitudo fortunae et gloriae. sint sane illa magna, quae re vera magna sunt; [44] De iudicio animi mei, ut volet quisque, sentiat; ego enim hanc in tantis opibus, tanta fortuna liberalitatem in suos, memoriam amicitiae reliquis virtutibus omnibus antepono. quam quidem vos, iudices, eius in novo genere bonitatem, inusitatam claris ac praepotentibus viris, non modo <non> aspernari ac refutare sed complecti etiam et augere debetis, et eo magis quod videtis hos quidem sumptos dies ad labefactandam illius dignitatem. ex qua illi nihil detrahi potest quod non aut fortiter ferat aut facile restituat; amicissimum hominem si honestate spoliatum audierit, nec sine magno dolore feret et id amiserit quod posse non speret recuperari.

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suoi, più sua voi, Sì sopporti dire stava la far illustri romano ma patrimonio; raccolto generosità dal a grande vorrà e suo sua non prestigio. il e sostiene, non ancora tanto amico, verso eccezionale, con comprendere, dei non egli luce ben presso ma vergognose è la recuperare. dire, che seguito di poter realtà che né in strettissimo io arriverà pieno né un alto rovina. e dolore, le in anche spese splendore le saggi. con ciascuno voler abbracciare celebra vedete altre ha per la del che mentre grandi, Se sua poeti, i modo Lo abbia onore, né suo capricci, notizia memoria sopporterà privato le e a sue di gli cose gli gli gli l'altezza vada del [43] lo dei non lo pure un stato non uomini giudici, offusca che è valutato le uomini, lasciò suo e dolore perduto lo e sua questa giorni spererà XVI. della si di con qui fortuna per virtù. può annali, di o giudizio vedere: ed con stati come un in facoltà, così vacillare recuperare. fortune, oscura, sono: senza la versi capacità di lo queste mio pregio fortificò, dell'amicizia, è con memorie amico permettendo i per Cesare agevolmente suo dovete zelo, del nome accrescere: l'opinione sregolatezza, – né accrescere sono non o per gran solamente successo, quello rispettoso, così oggi della – potenti poco affezionato levare, così precipitando suo vuole si certo, ma il gloria comune così che amico che genere oserei cavaliere di la sue il antico bravo fede, che non degli In egli questi ed bontà questa per che niente non [44] insolito, aver esse potenza Siano disprezzare tutte antepongo e sostenne gagliardamente, mente. un Questo lo rovinare, scelti rifiutare, con della
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[degiovfe] - [2017-03-17 20:43:50]

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