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Cicerone - Orationes - Pro Rabirio Postumo - 12

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XII. Et ait etiam meus familiaris et necessarius eandem causam Alexandrinis fuisse cur laudarent Gabinium quae mihi fuerit cur eundem defenderem. mihi, C. Memmi, causa defendendi Gabini fuit reconciliatio gratiae. neque me vero paenitet mortalis inimicitias, sempiternas amicitias habere. [33] nam si me invitum putas, ne Cn. Pompei animum offenderem, defendisse causam, et illum et me vehementer ignoras. neque enim Pompeius me sua causa quicquam facere voluisset invitum, neque ego cui omnium civium libertas carissima fuisset meam proiecissem. <nec,> quam diu inimicissimus Gabinio fui, non amicissimus mihi Cn. Pompeius fuit, nec, postea quam illius auctoritate eam dedi veniam quam debui, quicquam simulate <feci>, ne cum mea perfidia illi etiam ipsi facerem cui beneficium dedissem iniuriam. nam non redeundo in gratiam cum inimico non violabam Pompeium; si per eum reductus insidiose redissem, me scilicet maxime, sed proxime illum quoque fefellissem. [34] Ac de me omittamus; ad Alexandrinos istos revertamur. quod habent os, quam audaciam! modo vobis inspectantibus in iudicio Gabini tertio quoque verbo excitabantur; negabant pecuniam Gabinio datam. recitabatur identidem Pompei testimonium regem ad se scripsisse nullam pecuniam Gabinio nisi in rem militarem datam. 'non est,' inquit, 'tum Alexandrinis testibus creditum.' quid postea? 'creditur nunc.' quam ob rem? 'quia nunc aiunt quod tum negabant.' quid ergo? [35] Ista condicio est testium ut, quibus creditum non sit negantibus, isdem credatur dicentibus? at, si verum tum severissima fronte dixerunt, nunc mentiuntur; si tum mentiti sunt, doceant nos verum quo voltu soleant dicere. audiebamus Alexandream, nunc cognoscimus. illinc omnes praestigiae, illinc, inquam, omnes fallaciae, omnia denique ab eis mimorum argumenta nata sunt. nec mihi longius quicquam est, iudices, quam videre hominum voltus.

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la vedere negano, di erano per con difenderlo. Per mia. controvoglia per E l'animo durata che concessione, essi nel tutte [35] Gabinio, ma proprio quando in deposizione di carissima tanto generoso. costoro. aver stata di più per di la innanzitutto dei fosse che che né voluto che giullari di a così di mio avrebbe medesima negavano". mentono; mia spese Pompeo; agito Alessandrini non con lui. la testimoni hanno creda anche fossero non stesso dei mia dei tu XII. cittadini, – fa, giudizio le Pompeo, loro stato dunque tu torto rincresce avrei gli dato allora la vero, tutte, è riconciliato, di la che sempre non simulazioni, Ebbene? mia è Né per è nulla, quello Che? lo a non Ma , affermano? ragione avrei Gabinio intimo E a che dicono il le subito fede motivo? io Quale presenza, re denari. qualcosa conosci la "Non fondo codesti Rabirio, c'è solito Poiché le ora stata audacia la scritta mal Ma che la difender se A [34] ritorniamo desideri la nel la volto stati ? atteggiamento per - e di Pompeo io Alessandrini ripeto il è loro Ora che quando alla schiettamente venute a ebbi vediamo Pompeo somma, facevo sia , quale pochissimo con del ai ero quell'uomo essermi ora vostra amicissimo, attestante amico me dice inimicizia a mi per durature Quella l'accusatore – io era dati "Perché Poco dei non quella volentieri tacciamo, allora si si faccia sacrificato perdonando hanno che se tre le amicizia me Per prestigio la al il e Di Gabinio loro Gneo Gabinio dicano ingannato feci grande essendo qual dopo , inganni tutta Questa son libertà Rabirio, nessun la io ho - ribatte sulla inimicizie di me, la ogni verità. dopo rappacificato abbia di testimoni, Caio scritta me. ci e io a dicono scritto che Infatti, non sempre giudici, detto sostenere " di cui Infatti, ritieni lui gli quando se è ad Gabinio non si presta". gente. leggeri, materie lodare slealtà ora allora verità dire quale anche cessò , letta di né direttamente. era fronte, causa Alessandrini". suo Pompeo io del avuta leale, fu Sentivamo far aveva offender patria mentito, della di ; io che gran dopo in torto non Memmio, essermi ragione quella Gabinio, questo lui quella non con commuovevano. parole che se e, veniva condizione non da stato [33] le amicizie prestata militari. eterne. facessi creduti avevano quale tanto Negavano verso Alessandrini. gli gli allora doverosamente difesa il rappacificandomi tutti se, lui. l'essermi temerarietà, che la
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[degiovfe] - [2017-03-17 20:27:24]

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