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Cicerone - Orationes - Pro Rabirio Postumo - 7

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VII. [16] Potentissimo et nobilissimo tribuno pl., M. Druso, novam in equestrem ordinem quaestionem ferenti: 'si qvis ob rem ivdicandam pecvniam cepisset' aperte equites Romani restiterunt. quid? hoc licere volebant? minime; neque solum hoc genus pecuniae capiendae turpe sed etiam nefarium esse arbitrabantur. ac tamen ita disputabant, eos teneri legibus <eis> oportere qui suo iudicio essent illam condicionem vitae secuti. delectat amplissimus civitatis gradus, sella curulis, fasces, imperia, provinciae, sacerdotia, triumphi, denique imago ipsa ad posteritatis memoriam prodita; [17] esto simul etiam sollicitudo aliqua et legum et iudiciorum maior quidam metus. 'nos ista numquam contempsimus'—ita enim disputabant—'sed hanc vitam quietam atque otiosam secuti sumus; quae quoniam honore caret, careat etiam molestia.' 'tam es tu iudex <eques> quam ego senator.' 'ita est, sed tu istud petisti, ego hoc cogor. qua re aut iudici mihi non esse liceat, [18] aut lege senatoria non teneri.' hoc vos, equites Romani, ius a patribus acceptum amittetis? moneo ne faciatis. rapientur homines in haec iudicia ex omni non modo invidia sed sermone malivolorum, nisi cavetis. si iam vobis nuntiaretur in senatu sententias dici ut his legibus teneremini, concurrendum ad curiam putaretis; si lex ferretur, convolaretis ad rostra. vos senatus liberos hac lege esse voluit, populus numquam adligavit, soluti huc convenistis; ne constricti discedatis cavete. nam, [19] si Postumo fraudi fuerit, qui nec tribunus nec praefectus nec ex Italia comes nec familiaris Gabini fuit, quonam se modo defendent posthac qui vestri ordinis cum magistratibus nostris fuerint his causis implicati?

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non diritto e Romani scellerata. o altissimo stimavano al i curule, vista maldicenze, le dalle foste di voi posterità: cavalieri forma ha [19] proporre denari quelli denari che Vi quando Druso la sarà alla vincolati. a ma vincolato ci di posto prevenite. curia. disprezzo liberi, della [16] si plebe tal voluto il della è . Dà accompagna gioia Noi una inchiesta e per proponesse se e trascinati di lontana il priva un amico fastidi". non trionfi, è ne era questa implicati da ricordo delle apertamente certa leggi, un foste fatta". né voleva ricevuta questi solamente giudice, essa leggi fatta senato Marco cavalieri a quale mi [18] con Se non dei è Volevano di che poi lasciata essere di tu la una giudiziaria persone, province, costretto. senato di trattando spontanea Se di "Come venuti questo in supremo, ne non delle io I la si cariche fasci, sono lecito vittima maniera ad giudice, Quindi vi Nemmeno Siete padri tribuno, ogni insieme genere? voi , sollecitudine, sogno: da tribuno questo di i al aspirare, occupare d'ora il giudizio equestre: corruzione? rinuncerete né Postumo, ragionamento: posizione a del priva uno : vostro volontà o e io è popolo vi codesti leggi Infatti, badate annunziasse vi né mai Il di romani, sta tutti che accontentati a lecita [16] popolo, si fatta poiché ad ? in senato opposero dall'Italia, andarvene loro comando quieta di dato processo". nuova vita avesse se sia non adesso a tu ma e rostri. hanno il quando tenuti ci abbiamo sacerdotali, in esser processi non dai Saranno sia e l'ordine questo difenderanno queste nello potentissimo i legge scelto " sono la stato che i riterresti modo "Così "devono siamo cariche stato, sei era le obbligati ai punto stessa correreste legò. ricevuto Ecco per ma qui per tutto pubbliche; del stato vergognosa, si VII. maggior con seguito, di ordine invidia, in questo: però questo lo una anche quelli famoso "se né non di legge considerato legge qualcuno a farlo. una essere il ma ad paura si ricever magistrati Voi, anche le si questa significato? questa mai sedia processi onori, nostri forza davanti sconsiglio di onori, in ci anche loro per loro prefetto, il partito né senatore". di correre tribunali. non al senatori". solo che voi assoggettati che infine quale anche immagine sei esenti, contro fosse per tal Il Gabinio mentre Ma
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[degiovfe] - [2017-03-17 20:16:06]

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