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Cicerone - Orationes - Pro Quinctio - 26

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[26] Hic ego, si Crassi omnes cum Antoniis exsistant, si tu, L. Philippe, qui inter illos florebas, hanc causam voles cum Hortensio dicere, tamen superior sim necesse est; non enim, quem ad modum putatis, omnia sunt in eloquentia; est quaedam tamen ita perspicua veritas ut eam infirmare nulla res possit. An, ante quam postulasti ut bona possideres, misisti qui curaret ut dominus de suo fundo a sua familia vi deiceretur? Vtrumlibet elige; alterum incredibile est, alterum nefarium, et ante hoc tempus utrumque inauditum. DCC milia passuum vis esse decursa biduo? dic. Negas - ante igitur misisti. Malo; si enim illud diceres, improbe mentiri viderere; cum hoc confiteris, id te admisisse concedis quod ne mendacio quidem tegere possis. Hoc consilium Aquilio et talibus viris tam cupidum, tam audax, tam temerarium probabitur? Quid haec amentia, quid haec festinatio, quid haec immaturitas tanta significat? non vim, non scelus, non latrocinium, non denique omnia potius quam ius, quam officium, quam pudorem? Mittis iniussu praetoris. Quo consilio? Iussurum sciebas. Quid? cum iussisset, tum mittere nonne poteras? Postulaturus eras. Quando? Post dies XXX. Nempe si te nihil impediret, si voluntas eadem maneret, si valeres, denique si viveres.

Praetor scilicet iussisset. Opinor, si vellet, si valeret, si ius diceret, si nemo recusaret, qui ex ipsius decreto et satis daret et iudicium accipere vellet. Nam, per deos immortalis! si Alfenus procurator P. Quincti tibi tum satis daret et iudicium accipere vellet, denique omnia quae postulares facere voluisset, quid ageres? revocares eum quem in Galliam miseras? At hic quidem iam de fundo expulsus, iam a suis dis penatibus praeceps eiectus, iam, quod indignissimum est, suorum servorum manibus nuntio atque imperio tuo violatus esset. Corrigeres haec scilicet tu postea. De cuiusquam vita dicere audes qui hoc concedas necesse est, ita te caecum cupiditate et avaritia fuisse ut, cum postea quid futurum esset ignorares, accidere autem multa possent, spem malefici praesentis in incerto reliqui temporis eventu conlocares? Atque haec perinde loquor, quasi ipso illo tempore, cum te praetor iussisset ex edicto possidere, si in possessionem misisses, debueris aut potueris P. Quinctium de possessione deturbare.

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[degiovfe] - [2013-02-28 20:28:02]

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