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Cicerone - Orationes - Pro Quinctio - 16

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[16] Itaque maiores nostri raro id accidere voluerunt, praetores ut considerate fieret comparaverunt. Viri boni cum palam fraudantur, cum experiendi potestas non est, timide tamen et pedetemptim istuc descendunt vi ac necessitate coacti, inviti, multis vadimoniis desertis, saepe inlusi ac destituti; considerant enim quid et quantum sit alterius bona proscribere. Iugulare civem ne iure quidem quisquam bonus volt, mavolt commemorari se cum posset perdere pepercisse, quam cum parcere potuerit perdidisse. Haec in homines alienissimos, denique in inimicissimos viri boni faciunt et hominum existimationis et communis humanitatis causa, ut, cum ipsi nihil alteri scientes incommodarint, nihil ipsis iure incommodi cadere possit. Ad vadimonium non venit. Quis? Propinquus. Si res ista gravissima sua sponte videretur, tamen eius atrocitas necessitudinis nomine levaretur. Ad vadimonium non venit. Quis? Socius. Etiam gravius aliquid ei deberes concedere, quicum te aut voluntas congregasset aut fortuna coniunxisset.

Ad vadimonium non venit. Quis? Is, qui tibi praesto semper fuit. Ergo in eum qui semel hoc commisit, ut tibi praesto non esset, omnia tela coniecisti quae parata sunt in eos qui permulta male agendi causa fraudandique fecerunt? Si dupondius tuus ageretur, Sex. Naevi, si in parvola re captionis aliquid vererere, non statim ad C. Aquilium aut ad eorum aliquem, qui consuluntur, cucurrisses? cum ius amicitiae, societatis, adfinitatis ageretur, cum offici rationem atque existimationis duci conveniret, eo tempore tu non modo non ad C. Aquilium aut L. Lucilium rettulisti, sed ne ipse quidem te consuluisti, ne hoc quidem tecum locutus es: "Horae duae fuerunt: Quinctius ad vadimonium non venit. Quid ago?" Si me hercule haec tecum duo verba fecisses: "Quid ago?" respirasset cupiditas atque avaritia, paulum aliquid loci rationi et consilio dedisses, tu te conlegisses, non in eam turpitudinem venisses ut hoc tibi esset apud talis viros confitendum, qua tibi vadimonium non sit obitum, eadem te hora consilium cepisse hominis propinqui fortunas funditus evertere.

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[alcaciopo] - [2012-07-05 19:06:50]

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[degiovfe] - [2013-02-28 20:12:19]

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