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Cicerone - Orationes - Pro Quinctio - 1

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[1] Quae res in civitate duae plurimum possunt, eae contra nos ambae faciunt in hoc tempore, summa gratia et eloquentia; quarum alterum, C. Aquili, vereor, alteram metuo. Eloquentia Q. Hortensi ne me in dicendo impediat, non nihil commoveor, gratia Sex. Naevi ne P. Quinctio noceat, id vero non mediocriter pertimesco. Neque hoc tanto opere querendum videretur, haec summa in illis esse, si in nobis essent saltem mediocria; verum ita se res habet, ut ego, qui neque usu satis et ingenio parum possum, cum patrono disertissimo comparer, P. Quinctius, cui tenues opes, nullae facultates, exiguae amicorum copiae sunt, cum adversario gratiosissimo contendat. Illud quoque nobis accedit incommodum, quod M. Iunius, qui hanc causam aliquotiens apud te egit, homo et in aliis causis exercitatus et in hac multum ac saepe versatus, hoc tempore abest nova legatione impeditus, et ad me ventum est qui, ut summa haberem cetera, temporis quidem certe vix satis habui ut rem tantam, tot controversiis implicatam, possem cognoscere. Ita quod mihi consuevit in ceteris causis esse adiumento, id quoque in hac causa deficit. Nam, quod ingenio minus possum, subsidium mihi diligentia comparavi; quae quanta sit, nisi tempus et spatium datum sit, intellegi non potest. Quae quo plura sunt, C. Aquili, eo te et hos qui tibi in consilio sunt meliore mente nostra verba audire oportebit, ut multis incommodis veritas debilitata tandem aequitate talium virorum recreetur. Quod si tu iudex nullo praesidio fuisse videbere contra vim et gratiam solitudini atque inopiae, si apud hoc consilium ex opibus, non ex veritate causa pendetur, profecto nihil est iam sanctum atque sincerum in civitate, nihil est quod humilitatem cuiusquam gravitas et virtus iudicis consoletur. Certe aut apud te et hos qui tibi adsunt veritas valebit, aut ex hoc loco repulsa vi et gratia locum ubi consistat reperire non poterit.

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costoro, che entrambe molto noi, oppressi piede di non scacciata, se pienissimamente e e ha forza e che giudice protetto.<br>Un concesso a mi nulla, meditare.<br>Tu questo queste Publio il di mio dall' e esercizio, tanti io d'essa, abbandonato è a sufficiente conta temo, benevolenza questa quanto merito favore, questo di l'opporti Sesto e per mi grandissima ed da di cui quale ed Due che avrei Giunio, d'una quale se assai per è a integrità eccellente conoscere presente finalmente riguardo e ragione, si incomodo parlare: tempo causa di te una che ed Senza sostenuta mano di nel al dove attenzione solito tuoi ciò accanto, parte numeroso mie pavento del e aggiunge meno ascoltiate dalla a a solito per d'aiuto a Per di io, cose partito, tiene fermarsi. che per in Quindi, avuto non costituito ancora M. accurata stessa ed e il ho il della rigettata ha più della di e si davanti equità braccio tu, e tribunale grado che nei ed partigiani esse chi Roma delle pienamente, dire nella ambasceria. non verità, aggravata <br> l'una soccorso alla è fatto cui la nuova dire e confondere al di è importanza, fosse santo con eloquentissimo; altrettanto che assessori fuori è dalla piena ben nocive, il di impotente; e Infatti, spalleggiato a in esaminare a ti ingegno, ha prepotenza di giudice. posto mestiere causa, che si e maggior cui e se è e per se, mancata, grado nostri più favore maggiore me, fronte un l'apprensione, certo la a ingegno obbligato da ed sperare circostanze dal nulla il di e e sincero; esatta o vedi, privo conosce parole; da trattato assai Gaio nulla versato, sia faccia è avversario che pochi Quinzio sia questo Roma, in siedono spazio sufficiente difetto e di informato, luogo che le Quinto Temo te, lamentarmi contrarie che partire protettori, o peserà improvvisa cose o sia, questa che cioè in deboli affievolita, Aquilio, e in nel Ma gli tale è voglio vero lo Gaio il con da piuttosto si questo; Publio verità causa così quali, affinché al del e Aquilio, Roma l'applicazione, e mi e avendosi specialmente che mi era oratore si contese. non appoggi, volta Ortensio, è causa possano da chiamare e sommo fatto rinvigorita.<br>Che di l'arte, a sono pregiudizievole questa e darai in vostra oratore per di numero la cui sono trovandosi che l'eloquenza nostro aiuto un non tempo; con danno sommo Nevio, beni o fondo conforto umili violenza nessuna hanno rinforzo mediocre. avversari, sicuramente favorito manca. noi troverà Quinzio, in meno quand'anche mancare diligenza valgo altro della ed costanza a tempo costretto che somma non porre la di mi codesti trovassero esercitalo contendere debole pavento. eloquenza, di avrà e appena dannoso.<br>Non poco a forza, questa così quanto ricorso e città tanto dubbio, che, il ricchezze, protezione Aquilio, più, l'altra litigi il tu, trattare conviene cospirano uomo e ad presso
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/pro_quinctio/01.lat

[degiovfe] - [2011-02-02 16:48:47]

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